Canone Rai: prescrizione e arretrati
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26 Ott 2015
 
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Canone Rai: prescrizione e arretrati

Evasione del canone Rai con la bolletta della luce, rischio di pagamento delle annualità arretrate fino a 10 anni di prescrizione, le sanzioni: come mettersi in regola

 

Con l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2016, del pagamento del canone Rai insieme alla bolletta della luce e le contestuali dichiarazioni del Governo che ciò non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti, si è diffuso il timore che questa potrebbe anche essere l’occasione per pretendere la riscossione degli anni arretrati. Infatti il pagamento della bolletta della luce, con la maggiorazione per il canone, sarà una sorta di “autodenuncia” e di ammissione del debito. La nuova legge, infatti, opera una “presunzione automatica” di possesso della tv per quanti hanno anche un contratto di abbonamento all’energia elettrica. Tale presunzione, che scatta già solo per previsione normativa, potrà essere vinta (in modo da non pagare il canone Rai) mediante prova contraria fornita dall’utente o attraverso una sua autocertificazione da presentare all’Agenzia delle Entrate (per la formula, leggi: “Canone Rai: la dichiarazione per non pagare”). Insomma, il solito gioco del fisco italiano che “presume” la debenza dell’imposta e poi scarica sul contribuente l’onere di dimostrare il contrario.

 

La prescrizione del canone Rai

La richiesta di arretrati, però, non potrà spingersi oltre i 10 anni anteriori, e questo perché la prescrizione del canone è decennale, per come chiarito anche dalla Cassazione [1]. Infatti, sebbene il codice civile stabilisca che tutto ciò che deve essere pagato almeno una volta all’anno (o per periodi più brevi) si prescrive in cinque anni, la giurisprudenza ha da sempre riconosciuto al canone Rai la natura di imposta e, come tale, ne segue la disciplina, ivi compreso per quanto riguarda la più lunga prescrizione di dieci anni.

Per quanto attiene, dunque, al mancato pagamento dei canoni relativi agli anni precedenti, se un abbonato non ha mai corrisposto il canone, pur in presenza di precisi solleciti ricevuti in tal senso da parte degli organismi di accertamento, oltre alla relativa sanzione gli può essere intimato il pagamento fino a dieci annualità, secondo il termine di prescrizione ordinario.

 

Dunque, tutti gli abbonati (siano essi privati o aziende) che non hanno provveduto al versamento del canone saranno tenuti al pagamento dello stesso maggiorato degli interessi al tasso legale [2] nonché delle spese della riscossione coattiva qualora tale procedura fosse già stata avviata.

 

Su accertamento della Guardia di Finanza può inoltre essere comminata una sanzione amministrativa di importo compreso tra 103,29 e 516,45 euro [3].

 

Un solo canone Rai per residenza

Il pagamento dell’abbonamento Rai è obbligatorio per il solo fatto di essere possessori di un apparecchio Tv. Il titolare dell’abbonamento, però, ha la facoltà di possedere uno o più televisori sia nella dimora principale che in quella secondaria. Dunque, per il pagamento dell’imposta non rileva il numero di dimore appartenenti al soggetto tenuto al pagamento, ma l’appartenenza ad un medesimo nucleo familiare piuttosto che ad un altro. In pratica, il pagamento del canone include tutti gli apparecchi posseduti o detenuti, nella propria residenza od in altre abitazioni secondarie, dal titolare o da altri membri del nucleo familiare risultante dallo stato di famiglia.

 

Nell’individuazione dei soggetti privati tenuti al pagamento del canone Rai si guarda al criterio della residenza, oltre che a quello della detenzione. Pertanto, se due coniugi hanno residenze diverse, ciascuno di essi sarà tenuto a pagare un autonomo abbonamento per gli apparecchi ivi detenuti. Ad ogni modo il pagamento del canone tv da parte di ciascun coniuge per l’abitazione di residenza consentirà ad essi di detenere uno o più apparecchi televisivi anche nella propria dimora abituale e secondaria.

 

L’abbonamento a televisioni digitali e satellitari

Sbaglia chi intende disdire il canone Rai in quanto abbonato a televisioni digitali se a tale atto non corrisponde anche la rinuncia all’apparecchio televisivo. Infatti l’obbligo del pagamento del canone nasce per effetto della mera detenzione dell’apparecchio Tv. Il canone è qualificabile come imposta e, pertanto, non esiste nesso necessario tra la prestazione del servizio nazionale e l’obbligo di pagamento. In caso in cui l’utente dia la disdetta pur continuando a usufruire di apparecchi Tv, il medesimo rischia l’accertamento da parte del ministero delle Finanze, nonché un controllo da parte della Rai stessa.

 


[1] Cass. sent. n. 18432/ 2005.

[2] Art. 1284 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
27 Ott 2015 elia mattei

Vorrei sapere una cosa, io sono vissuto con mia madre, snche avendo la residenza in un altro paese, e mia madre ha sempre pagatonil canone.A fine dicembre ritorno dove ho la residenza per lavoro, e premetto che non ho mai avuto un televisore a casa mia, Cosa devo fare? ?Grazie

 
27 Ott 2015 Efisio Aru

Gli organi preposti al controllo ,Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per poter verificare se il cittadino detiene o meno l’apparecchio televisivo hanno bisogno di una mandato di perquisizione, diversamente non possono entrare nel domicilio ! , mi sembra strano che la Magistratura dia migliaia di mandati di perquisizione per questo tipo di controllo, lo trovo strano !

 
27 Ott 2015 Pippo Baudo

Non verrà mai dato il mandato di perquisizione per un controllo del genere; piuttosto l’agente Rai o della Guardia di Finanza, se pure pubblici ufficiali, dovranno chiedere il permesso di entrare nel domicilio della persona presso cui faranno la verifica. Ovviamente se nell’aprire la porta, pur non entrando, l’agente vede o sente segnali radiotelevisivi ben potrà riferirlo nel rapporto di servizio, e la sua dichiarazione fa piena prova fino a querela di falso, trattandosi, appunto, della dichiarazione di un pubblico ufficiale. Questo è il modo in cui può essere espletato il servizio.

 
21 Nov 2015 alfonso toscano

per chi avesse appena comprato il primo televisore, in che modo può dimostrare di non dover pagare alcun arretrato?

 
23 Nov 2015 Nicola Conocchiella

Come comportarsi nel caso in cui il Titolare dell’utenza elettrica sia deceduto e la casa, pur avendo l’allaccio, è ormai disabitata ! Si può chiedere il rimborso del canone dalla data del decesso !?

 
26 Nov 2015 patrizia mantovani

nel 2008 mio padre è mancato io ho mandato alla sede rai di Torino ( dove dovevo mandarlo) l’atto di morte e la dichiarazione della demolizione del televisore loro mi hanno mandato un pagamento del canone a mio nome, che facevo da tramite avendo abitazioni separate, io non l’ho pagato e ho mandato la dichiarazione che non posseggo televisioni da allora non ho più ricevuto notizie nè bollettini. ora cosa devo fare, rifare una dichiarazione che non posseggo televisione o è sempre valida quella già fatta nel 2010? grazie non so proprio cosa fare

 
27 Gen 2016 pino saldi

Io mi domando perché non dicono anche che il canone verrà sommato al costo energetico quindi soggetto a Iva. ANTICOSTITUZIONALE!!! Sul canone televisione!!

 
3 Feb 2016 Giuseppe Serino

Se non hanno un mandato di perquisizione che si fanno solo a pregiudicati ste merde non possono entrare in casa per il controllo è reato. comunque non possono chiedere il pagamento del canone ad enti privati, solo l’Equitalia può richiederlo in conclusione è incostituzionale e contestabile inoltre gli arretrarti non si possono pagare perchè non hanno le prove concrete che per dieci anni la persona ha avuto il televisore e su che base si possono accertare intanto in casa non possono entrare abusivamente senza mandato se qualche allocco o pecora li fanno entrare questa legge è incostituzionale e si può impugnare se voi tutti avvocati e associazione della tutela del consumatore incominciate a denunciare si può vincere

 
3 Feb 2016 franco

ma i 10 anni van pagati gli interessi o altro . ? e chi aveva mandato il suggello fino ad ora ha valore ??

 
12 Feb 2016 Gennaro Marigliano

Sè pur conservando residenza Italiana e relative utenze appunto residenziali (Enel e Telecom), io vivo prevalentemente in Bulgaria, dimorando in Italia soltanto per circa 40-45 gg all’anno, praticamente solo in occasione di controlli sanitari (naturalmente dimostrabili) perchè cardiopatico e diabetico ed invalido al 52%, devo comunque pagare il canone o almeno per intero ? Ho 57 anni e sono pensionato dal 01/06/2012 per aver usufruito della legge sull’amianto a cui sono stato esposto e patologia grave sù descritta. Grazie in anticipo per i chiarimenti e Cordiali Saluti.