Maltrattamenti in famiglia: reato anche l’omissione di protezione

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Risponde di maltrattamenti in famiglia, e rischia il carcere, anche la madre che non protegge la propria bimba dalle avances del nuovo compagno. Questo perché – ha decretato la Corte di Appello di Trento [1] – tale reato si configura non solo con i comportamenti attivi di chi maltratta il minore, ma anche con l’atteggiamento passivo di chi non fa nulla per evitare ciò.

 

Non rileva, come hanno sostenuto in giudizio i legali della donna, il basso livello culturale di quest’ultima, tanto da non rendersi conto dei gesti maliziosi altrui. Perché si abbia colpevolezza, infatti, basta semplicemente non offrire ai ragazzi il necessario supporto morale.

 

Allevare un figlio, infatti, implica il rispetto del dovere di mantenimento, istruzione ed educazione, tenendo conto delle capacità, aspettative e inclinazioni naturali della prole [2]. La semplice omissione di tali obblighi implica già colpevolezza da parte dei genitori.

“Maltrattare” vuol dire, in primo luogo, generare o aggravare una condizione di sofferenza del bambino anche con il semplice e costante disinteresse.

 

 

 

 

 

[1] C. App. Trento, sent. del 09.03.2012.

[2] Art. 147 cod. civ.

 

 

 

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1 Commento

Maria Paola

21-03-2012

Finalmente una giusta sentenza!!!. Era ora che anche ” certe madri” venissero ritenute responsabili in ugual misura, se non peggio!!…poiche’, a mio dire, se il molestatore ha problemi psicologici gravi [non puo' essere altrimenti] che lo inducono a compiere tali aberrazioni …la madre, ritenuta ” normale”, non puo’ fare finta di nulla!!!.Non ci sono scuse che tengano. In questi casi necessita di una pena piu’ “cospicua” del molestatore stesso.Se mettiamo l’aggravante della ” normalita’”.

 
 

Commenti

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