È ingiuria anche se gli insulti sono espressi col labiale
Maria Valentina Mittiga

Maria Valentina Mittiga

1985. Laureanda in giurisprudenza con specializzazione in giurisprudenza per l' economia e l' impresa presso l'Università della Calabria. "Non leggete come i grandi per istruirvi, nè come i bambini per divertirvi, leggete per vivere". G.Flaubert

 
 

È ingiuria anche se gli insulti sono espressi col labiale

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Chi si rivolge con espressioni offensive a una persona, percepibili anche solo attraverso il movimento delle labbra, commette reato di ingiuria [1].

 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, in una recente sentenza [2] , confermando la condanna nei confronti di una giovane signora che, con movimenti labiali, aveva usato espressioni quali “faccia di t…, faccia di p…”, dirette alla vicina di casa.

 

Dette parole, anche se usualmente utilizzate, sono considerate offensive perché esprimono, in maniera volgare, un giudizio negativo sul destinatario, con la diretta volontà di umiliarlo. Esse, proprio per la carica di disprezzo che contengono, ledono il diritto della dignità umana protetto dall’art. 2 della Costituzione.

 

La particolarità della sentenza in questione è data dal fatto che l’offesa sia stata rivolta in maniera inusuale ossia con i soli movimenti labiali.

Dai racconti dei testimoni, peraltro, è emerso che, già in passato, la signora aveva esternato diverse volte tali offese, in forza delle ostilità già insorte tra le due famiglie.

 

I giudici, sebbene chiamati a giudicare il singolo episodio di conflittualità, hanno stabilito che l’offesa, espressa in quello specifico contesto attraverso il labiale,  fosse stato tuttavia il frutto di un comportamento ormai consolidato.

 

 

 

 

[1] Art. 594 cod. pen: “Commette il reato di ingiuria chi offende l’onore o il decoro di una persona presente, ed è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a € 516,46.”

[2] Cass. sent n. 8558 del 05/13/2012.

 

 

 

 

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