Mantenimento dei figli: adeguamento anche in appello
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19 Dic 2015
 
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Mantenimento dei figli: adeguamento anche in appello

Ius novorum in appello: non è domanda nuova la richiesta di adeguare l’importo dell’assegno di mantenimento a fatti intervenuti successivamente al giudizio di primo grado.

 

Separazione e divorzio: un’unica causa sia per l’appello della sentenza di primo grado, sia per la richiesta di revisioneadeguamento dell’assegno di mantenimento ai figli. Possibile, nonostante il codice di procedura imponga che, in secondo grado, non possono essere presentate nuove domande rispetto a quelle già presentate in primo grado (cosiddetto “divieto di ius novorum”)? Si, e a confermarlo è una recente ordinanza della Cassazione.

 

Secondo la Corte, infatti, nel giudizio di separazione e divorzio, i provvedimenti necessari alla tutela degli interessi morali e materiali dei figli possono essere adottati d’ufficio. E pertanto, in materia di assegno di mantenimento per il figlio, poiché si verte in tema di conservazione del contenuto del credito fatto valere con la domanda originaria, deve ammettersi la possibilità, per il genitore appellante, di chiedere un adeguamento del relativo ammontare, in base:

 

– sia alla svalutazione monetaria intervenuta nelle more del giudizio

 

– o del sopravvento di nuove circostanze, verificatesi dopo la sentenza di primo grado: si pensi al caso delle mutate condizioni economiche dell’obbligato oppure alle accresciute esigenze del figlio.

 

Questo significa, in termini molto pratici, che, con la stessa causa di appello, la parte che impugna non deve necessariamente limitarsi a richiedere la riforma della sentenza di primo grado, ma può anche chiedere la revisione dell’importo del mantenimento per sopravvenuti eventi (una revisione che, a seconda del soggetto che impugna, può essere al ribasso o al rialzo).

 

Ne deriva, quindi, che la proposizione, in primo grado o in appello, di simili istanze o eccezioni non ricade sotto il divieto di ius novorum, né con riguardo al giudizio di primo grado, né con riguardo al giudizio di appello.

 

La sentenza tratta un altro argomento interessante, per il quale si rinvia all’articolo “Mantenimento all’ex moglie: la casa si calcola“, pubblicato oggi stesso.


[1] Cass. ord. n. 25420/15 del 17.12.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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