Mauro Finiguerra
Mauro Finiguerra
1 Gen 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Denuncia di successione mancata: l’autotutela degli eredi

L’autotutela protegge gli eredi dall’omissione della successione: accertamenti metafisici per eredi distratti, la salvezza dell’autotutela.

 

Il signor Michele vive nella propria abitazione indipendente da molti anni insieme ai propri figli adolescenti ed al coniuge.

 

Purtroppo qualche anno fa la moglie, troppo giovane, viene a mancare.

 

Comprensibilmente il signor Michele, preso dai problemi quotidiani e dalla cura della prole, accetta l’eredità con beneficio di inventario per la presenza dei minori, si reca in Tribunale per far erigere l’inventario e lo chiude, dimenticando di inserire la casa di abitazione.

 

Altrettanto vale per la denuncia di successione che non viene presentata, forse nella convinzione che gli eredi, non avendo altra proprietà il coniuge, se non la propria quota della prima casa, non fossero obbligati a dichiararla.

 

L’Agenzia delle Entrate, non appena si accorge che una quota di immobile non è stata dichiarata in successione dagli eredi interviene con fiero cipiglio ed invia autoritario avviso di rettifica e liquidazione al padre ed ai figli minori basando la valutazione dell’immobile, che viene considerato “abitazione di lusso”, sui valori OMI.

 

Insomma una rettifica da 350.000,00 euro di maggior valore non dichiarato con imposte evase e sanzioni per circa 25.000,00 euro.

 

Il signor Michele, che vive unicamente del proprio lavoro, (egli è infatti dipendente pubblico di P.S.,) è molto preoccupato e non sa bene che pesci pigliare.

 

La scadenza dell’avviso di rettifica si avvicina e, se il signor Michele non paga, la pretesa tributaria diverrà presto definitiva, dopo di che verranno emesse le cartelle esattoriali che, fra sanzioni, aggi, interessi e spese, causeranno la moltiplicazione dei debiti erariali, (miracolo che si ripete purtroppo con troppa frequenza).

 

Il signor Michele prova ad andare dal funzionario dell’Agenzia a spiegare che la casa è una abitazione si, abbastanza grande, ma posta in una zona agricola-collinare e raggiungibile solo da una strada secondaria e che è da sempre adibita ad abitazione principale della famiglia.

 

Ma l’Agenzia non sente ragioni, se il signor Michele non vuole pagare deve provare che la casa non è abitazione di lusso e che è la sua prima ed unica casa di abitazione.

 

La situazione è paradossale perché l’Ufficio, quando vuole, si reca anche presso i Comuni per ottenere informazioni sulle situazioni da controllare e sarebbe così facile se il funzionario contattasse il Comune di residenza per farsi dire dove è sita l’abitazione del signor Michele, così come potrebbe chiedere all’Agenzia del Territorio se l’immobile abbia o meno i requisiti previsti per le abitazioni di lusso.

 

Se i due controlli fossero stati fatti prima di ogni azione di accertamento forse non si sarebbe neanche arrivati a questo punto, ma ora tocca al signor Michele correre purtroppo e spendere denari per dare dimostrazione di qualcosa che l’Amministrazione Finanziaria già conosce.

 

Così il signor Michele si rivolge ad un professionista.

 

Il professionista prima prova a convincere il funzionario ad eseguire i controlli internamente all’A.F. presentando istanza di annullamento dell’atto emesso in autotutela, ma poi, visto che i risultati si fanno attendere e che i funzionari tentennano, provvede a richiedere una perizia asseverata redatta da geometra che attesti che l’abitazione non riveste i requisiti previsti per le abitazioni di lusso secondo le norme di legge ed a richiedere l’atto di acquisto dell’immobile ed un certificato storico di residenza, al Comune nel quale l’abitazione è posta.

 

Due atti già in possesso dell’Amministrazione, ma che occorre esibire per risolvere il problema.

 

Infatti come tutte le belle storie, questa per fortuna, finisce bene.

 

Il funzionario, davanti all’esibizione dei tre documenti, si consulta con il capo-area accertamenti ed i due, dopo fitto conciliabolo, ritengono le prove addotte valide giuridicamente per rivedere il provvedimento in autotutela parziale e per ridurre la rettifica di maggior valore nei limiti previsti per le prime abitazioni, emettendo così una sanzione per la mancata presentazione della denuncia di successione, pari ad euro 875,00.

 

Il signor Michele può rilassarsi anche se, alla fine, avrà sostenuto una spesa ingiusta, quella necessaria a dimostrare all’A.F. ciò che già le doveva essere noto, pur se la situazione si è verificata a causa di un mancato adempimento.


Autore immagine: 123rf com

 


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