Prelievi in banca oltre tremila euro: quale limite ai contanti?
Lo sai che?
2 Gen 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Prelievi in banca oltre tremila euro: quale limite ai contanti?

Con l’entrata in vigore del nuovo limite all’uso del denaro contante a tremila euro cosa cambia per i prelievi e versamenti in banca?

 

Con il 1° gennaio 2016 è entrato in vigore il nuovo limite all’uso dei contanti a tremila euro. La modifica è frutto della legge di Stabilità 2015 che ha innalzato il precedente limite di mille euro introdotto dal Governo Monti con la manovra “Salva Italia” nel 2011. In buona sostanza, dal nuovo anno, si può utilizzare, negli scambi tra soggetti diversi, denaro contante fino a 2.999,99 euro, mentre, per le operazioni di valore superiore, bisognerà usare strumenti tracciabili come il bonifico bancario, la carta di credito o il bancomat, l’assegno non trasferibile.

 

Il limite di pagamento in contanti fa riferimento solo agli scambi di moneta tra soggetti differenti, a qualsiasi titolo avvenuti: ossia, tanto nel caso di vendita, di donazione, di prestito, di pagamento delle tasse, ecc. Tanto per fare un esempio, il padre che voglia donare al figlio cinquemila euro per comprare il motorino dovrà necessariamente effettuare un bonifico bancario o, in alternativa, pagare direttamente il rivenditore.

 

Invece, nel caso di prelievo o versamento di denaro dal conto corrente bancario, le somme restano nella titolarità dello stesso soggetto – il correntista – che ne continua ad essere proprietario, pur avendone affidato la custodia ad un altro soggetto, la banca. Questo significa che, nelle operazioni allo sportello o al bancomat non esiste alcun limite di importo per l’utilizzo del denaro contante. Se tale regola valeva, quindi, con il vecchio limite a mille euro, continua a valere anche con la nuova norma che ha portato il tetto a tremila euro.

 

Tanto per fare un esempio, il correntista potrà chiudere il conto corrente, sul quale ha depositato cinquemila euro, pretendendo dalla propria banca la consegna del denaro contante tutto in una volta.

 

Allo stesso modo, il titolare del conto potrà prelevare somme superiori a 2.900,00 euro, senza subire limitazioni di sorta dal dipendente dell’istituto di credito. Quest’ultimo potrà, tutt’al più, chiedere informazioni (per iscritto) sull’uso che verrà fatto del denaro, ma ciò al solo fine di rispettare la normativa sull’antiriciclaggio. Dunque, si tratta di una finalità completamente diversa da quella per cui è nato il vincolo all’uso del contante (quella, cioè, di contrastare l’evasione fiscale). Peraltro, una volta che il correntista abbia fornito l’indicazione circa l’uso del contante, egli non deve temere automatici accertamenti: difatti la dichiarazione verrà inviata ai vertici della banca che valuteranno se inviarla o meno all’Uif (Ufficio di informazione finanziaria per l’Italia), il quale, a sua volta, deciderà se segnalare la vicenda alle competenti autorità giudiziarie, ma solo se vi è sospetto di un’operazione di riciclaggio di denaro sporco.

 

Dunque, sintetizzando, tanto le operazioni di prelievo, quanto quelle di versamento di denaro sul o dal conto corrente bancario o postale restano completamente libere ed esenti da qualsiasi limite all’utilizzo del denaro contante.

 


Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti