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Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2016

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Lo sai che? Stato di disoccupazione e assegno anche per chi guadagna poco

> Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2016

Nuovo status di disoccupato parziale, per i dipendenti che guadagnano meno di 8.000 euro l’anno, e per i lavoratori autonomi con redditi inferiori a 4800 euro.

Sono appena giunti gli attesi chiarimenti ufficiali, da parte del Ministero del Lavoro [1], sul possesso del nuovo stato di disoccupazione e sull’operatività delle nuove misure di politica attiva: in particolare, oltre all’ordinario stato di disoccupazione, è considerato disoccupato, anche se in maniera parziale, chi possiede un reddito da lavoro dipendente inferiore ad 8.000 Euro annui, o da lavoro autonomo inferiore a 4.800 euro annui.

Ma andiamo per ordine, e vediamo insieme i chiarimenti sulle nuove disposizioni previste dai decreti di riordino delle Politiche attive del lavoro e degli Ammortizzatori sociali [2].

Stato di disoccupazione parziale

Resta sempre in piedi, in primo luogo, il “vecchio” stato di disoccupazione, che spetta a chi è privo d’impiego ed ha reso la dichiarazione d’immediata disponibilità (Did) all’Inps, in sede di richiesta dell’indennità di disoccupazione, oppure presso il Portale delle politiche attive del lavoro (non ancora attivo; in luogo della Did telematica presso il portale, può essere resa la Did presso il Centro per l’impiego competente).

Oltre allo stato di disoccupazione ordinaria, però, è previsto dalla nuova normativa lo stato di disoccupato parziale: questo spetta a chi è occupato come lavoratore dipendente, se il reddito annuo non supera gli 8.000 euro, oppure a chi è occupato come lavoratore autonomo, se il reddito annuo non supera i 4.800 euro.

Disoccupazione parziale e Naspi

I disoccupati parziali, come già precedentemente chiarito dall’Inps, e confermato dalla Circolare del Ministero del lavoro, possono fruire, qualora possiedano i requisiti minimi di contribuzione, dell’indennità di disoccupazione (ora Naspi). In particolare:

– per i lavoratori con contratto a tempo determinato, di durata minore di 6 mesi, con reddito sotto la soglia di esenzione (8.000 euro), la disoccupazione viene mantenuta, ma ridotta dell’80% del reddito conseguito col nuovo impiego;

– se il nuovo lavoro dura meno di 6 mesi, ed il reddito è sopra la soglia di esenzione, l’indennità è sospesa per tutta la durata del rapporto lavorativo: l’erogazione sarà ripresa soltanto dopo la cessazione;

– se il nuovo rapporto è a tempo indeterminato o di durata superiore ai 6 mesi, ma il reddito risulta sotto la soglia di esenzione, la Naspi non si perde, ma viene ridotta dell’80% del reddito conseguito col nuovo impiego;

– se il nuovo lavoro è a tempo indeterminato o dura più di 6 mesi, ed il reddito annuale risulta superiore alla soglia di esenzione, il soggetto perde il diritto alla Naspi;

– se il reddito da considerare per verificare il diritto alla Naspi deriva da lavoro occasionale accessorio ( quello, in pratica, pagato con i voucher, o buoni lavoro), il totale di quanto incassato con i ticket non potrà superare 3.000 euro;

-infine, se il nuovo reddito deriva da lavoro autonomo o d’impresa, la Naspi non si perde sino a 4.800 euro annui, ma l’indennità, come negli altri casi, è ridotta in misura pari all’80% delle entrate presunte.

Le regole di cumulo esposte valgono, come chiarito dal Ministero del lavoro, anche per altre tipologie di prestazioni rivolte ai disoccupati.

Disoccupazione e politiche attive

Il Ministero ha poi ricordato le nuove condizioni per fruire dello stato di disoccupazione, oltre ai limiti di reddito ed alla dichiarazione di disponibilità: è indispensabile, difatti, che il lavoratore firmi, presso il Centro per l’Impiego, il patto di servizio. Tale documento contiene un programma personalizzato, che il disoccupato dovrà rispettare, per continuare a fruire sia dello stato di disoccupazione, sia delle relative indennità (non solo Naspi, l’indennità che sostituisce la disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti, ma anche la Dis-Coll, cioè l’indennità per i Cococo, e l’Asdi, l’assegno di ricollocamento).

Chi non rispetta il patto di servizio, non presentandosi ad appuntamenti presso il Centro per l’Impiego, ad incontri di orientamento, o ad attività di formazione, oltreché, ovviamente, chi non accetta un’offerta di lavoro congrua, perderà sia l’indennità che lo stato di disoccupazione: un apparato sanzionatorio che troverà attuazione a breve, non appena saranno operative tutte le misure previste dai nuovi decreti.

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4 Commenti

  1. x chi ha da 3 anni un contratto a progetto che si rinnova ogni anno, e reddito annuo sotto i 4800 euro, cosa si puo’ chiedere??? ho provato ma fino a pochi mesi fa nn c’erano assistenze nè assegni nè aiuti di qualsiasi tipo

  2. Sono disoccupato da Novembre 2014 e percepisco la disoccupazione da Gennaio 2015 e la percepirò per 14 mesi visto che ho quasi 60 anni.Finito questo periodo che altri ammortizzatori ci sono?

  3. Buonasera, ho un contratto a progetto da 4 anni prorogato ogni 3 mesi, percepisco 7600 euro/annui, posso richiedere qualcosa a sostegno?

  4. Dov’è l’allegato dei 4800 euro?
    Sembra proprio che non esista per quanto riguarda la Naspi. Per fare un esempio se hai uno stato di disoccupazione di circa 800 euro mensili 9600 netti l’anno e apri una partita iva che te ne porta 400 al mese 4800 euro l’anno che fai restituisci l’incentivo all’imprenditorialità ricevuto come anticipazione in unica soluzione Naspi? Non torna questa cosa perchè da incentivo per l’imprenditorialità diventa incentivo a non fare niente…

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