Targhe alterne: come funzionano e sanzioni
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3 Gen 2016
 
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Targhe alterne: come funzionano e sanzioni

Comuni e inquinamento: targhe alterne, comunicazione dell’ordinanza o del provvedimento del prefetto, strade e limiti geografici, multe, come fare ricorso.

 

L’obbligo di circolazione a targhe alterne genera talvolta confusione e incertezza, tanto per la corretta identificazione dei limiti geografici in cui esso opera (l’identificazione delle strade non è sempre facile per chi è al volante), quanto soprattutto per le possibilità di utilizzare il mezzo “vietato” in situazioni di urgenza che non consentirebbero di valersi dei mezzi pubblici. Quali sanzioni sono previste dal codice della strada? Come deve essere comunicata l’ordinanza comunale e che succede se il cittadino, incolpevolmente, non ne ha avuto conoscenza?

In questa breve scheda passeremo in rassegna i divieti per gli automobilisti nel momento in cui scatta l’obbligo di circolazione a targhe alterne e spiegheremo come funziona.

 

 

Chi stabilisce l’obbligo di circolazione a targhe alterne?

A decidere quando far partire l’obbligo di circolazione a targhe alterne è il Comune: in materia di traffico e inquinamento, infatti, ogni amministrazione ha potere decisionale autonomo, indipendente dalla legge.

Perché, dunque, possa scattare il divieto parziale di circolazione è necessaria l’adozione di un’ordinanza comunale.

L’ordinanza può essere adottata anche un giorno prima in cui scatta l’obbligo. Tuttavia, perché essa possa diventare obbligatoria, è necessario che sia adeguatamente comunicata ai cittadini; non c’è bisogno di una comunicazione individuale, potendo essa avvenire anche con i mezzi di comunicazione pubblici (televisione, giornali, ecc.) e con l’adozione di cartelli che possano garantire anche i turisti e chi non è residente e, pertanto, per ovvie ragioni, non è informato circa le ordinanze comunali. Le campagne informative devono essere capillari. In mancanza di tale requisito la multa è nulla e può essere impugnata davanti al giudice di pace.

 

In particolare, spetta al dirigente comunale competente, e non al sindaco, l’adozione di provvedimenti concernenti la disciplina della circolazione stradale a targhe alterne [1].

 

In alternativa la misura può essere anche decisa dal Prefetto.

 

 

Quando si stabilisce l’obbligo di targhe alterne?

L’amministrazione comunale stabilisce l’adozione delle misura delle targhe alterne tutte le volte in cui il livello di inquinamento urbano supera i limiti consentiti dalla legge nel rispetto della salute pubblica. In pratica, la misura può essere adottata solo per esigenze straordinarie e temporanee di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale [2].

 

Se la misura non dovesse sortire gli effetti sperati di riduzione dell’inquinamento, il Comune potrebbe decidere il blocco totale del traffico.

 

L’adozione della misura da parte del Prefetto deve avere i caratteri della provvisorietà, della pubblicazione, della indispensabilità e dell’urgenza.

 

 

In cosa consiste l’obbligo di targhe alterne?

La misura consiste nel divieto di circolare con un’auto la cui ultima cifra della targa sia un numero pari o un numero dispari. Per esempio, se l’ordinanza comunale stabilisce che il primo giorno di divieto vale per le targhe con terminano con un numero pari, sono queste ultime a non poter circolare; il giorno dopo, automaticamente e senza bisogno di un’ulteriore precisazione da parte delle autorità, il divieto scatta invece per le auto la cui targa termina con un numero dispari; il giorno dopo ancora è il turno delle auto con numero pari, e così via, a giorni alterni, fino al giorno in cui cessa la misura straordinaria.

 

 

In quali strade vale la circolazione a targhe alterne?

La misura riguarda esclusivamente le strade urbane ossia i centri abitati; non vale, invece, per quelle extraurbane, superstrade o autostrade, anche se in presenza di centri abitati limitrofi in cui sono superati i limiti di legge per alcune sostanze inquinanti.

 

Di norma, l’ingresso delle aree in cui vale l’obbligo di circolazione a targhe alterne vengono presidiate dalla polizia che controlla l’ultima cifra dell’automobile.

 

 

Quali sono le sanzioni in caso di violazione del divieto?

Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €68,25 a €275,10. La multa è prevista direttamente dal codice della strada [3].

 

Secondo la Cassazione [4], nel caso in cui il provvedimento delle targhe alterne sia stato adottato dal Prefetto, la violazione comporta anche il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità [5].

 

 

Si può ottenere una riduzione dell’assicurazione o del bollo auto?

La previsione dell’obbligo di circolazione a targhe alterne comporta un utilizzo dimezzato dell’automobile: ciò però non determina un mutamento del rischio collegato alla circolazione e, quindi, non autorizza l’automobilista a pretendere, dall’assicurazione, una riduzione del premio per la rc auto [6]. Allo stesso modo non è possibile ottenere una riduzione del bollo auto in quanto la tassa è collegata al possesso e non alla circolazione del mezzo.


[1] Tar Venzia, sent. n. 456/2004.

[2] Cfr. Decreto Min. Sanità n. 163 del 21.04.1999.

[3] Art. 7 c. 13 cod. str.

[4] Cass. sent. n. 147/1988

[5] Art. 650 cod. pen.

[6] Giudice conciliatore Napoli, sent. del 11.11.1993.

 

Autore immagine: ecodibergamo

 

 


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