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News Pubblicato il 2 gennaio 2016

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News Arriva la CIE, la carta d’identità elettronica entro 6 giorni

> News Pubblicato il 2 gennaio 2016

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che fissa le modalità di emissione: inserite le impronte digitali, la donazione degli organi e un pin personale.

Ci sono voluti venti anni perché gli italiani vedessero finalmente approdare, in Gazzetta Ufficiale, il decreto che attua la carta d’identità elettronica: il nuovo documento si chiamerà C.I.E. (che, appunto, è l’acronimo di “carta d’identità digitale”) e conterrà, oltre ai dati anagrafici e alla fotografia del titolare – come sino ad oggi è stato – anche le impronte digitali e la possibilità (ma non l’obbligo) di indicare la scelta sulla donazione degli organi. Inoltre, il tesserino sarà dotato di un Pin che consente l’accesso ai servizi online dedicati ai cittadini.

La disciplina della CIE è contenuta in un decreto del Ministero dell’Interno appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale [1]. In esso, tra le altre novità, si stabiliscono i tempi (certi) di consegna della nuova carta di identità: l’interessato dovrà attendere solo sei giorni, per il rilascio, dalla data di presentazione della richiesta.

Come ottenere la carta d’identità digitale

Il cittadino, necessariamente maggiorenne, dovrà rivolgersi all’ufficio anagrafe del proprio comune di residenza. Per i minorenni, la richiesta dovrà essere presentata dai genitori. I residenti all’estero potranno presentare la domanda invece al consolato.

Dovrà essere munito delle fototessera così come sempre è stato, le quali poi verranno digitalizzate e incorporate nel documento.

Prima del rilascio della CIE, gli addetti all’anagrafe chiederanno al richiedente se intende inserire, all’interno del documento, il proprio consenso o diniego all’espianto e donazione degli organi nel caso in cui, dovendosi presentare la necessità, non possa essere acquisito il suo esplicito consenso (si pensi al triste caso di un incidente mortale e immediato stato di coma del soggetto). Questo non significa che la scelta è irrevocabile: al contrario, il cittadino potrà, in qualsiasi momento, cambiare idea comunicandolo all’Asl di appartenenza oppure alle aziende ospedaliere o agli ambulatori dei medici di medicina generale o ai centri regionali per i trapianti o – limitatamente al momento di rinnovo della Cie – anche presso il comune.

Presentata la domanda di rilascio della Cie, il Comune deve prima effettuare una verifica circa l’identità del richiedente ed eventuali motivi ostativi al rilascio del documento. Quindi rilascerà all’interessato una ricevuta di deposito di richiesta, ove è riportato il numero identificativo della pratica. In tale ricevuta sarà altresì indicata la prima parte dei codici pin/puk associati alla Cie.

La CIE conterrà l’immagine del volto del titolare, attraverso una foto digitalizzata, e l’immagine delle impronte digitali. Ma anche (nei casi previsti) la firma autografata e l’autorizzazione o meno all’espatrio.

Realizzazione supporto fisico della Cie

Il supporto fisico della Cie sarà integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici primari e secondari, nonché per l’autenticazione in rete.

Gli elementi biometrici primari e secondari memorizzati nel microprocessore saranno utilizzati esclusivamente per verificare l’autenticità della Cie e l’identità del titolare attraverso elementi comparativi direttamente disponibili ed escludendo confronti in modalità «uno a molti» a fini di identificazione. Il cittadino (o i genitori o i tutori in caso di minori) potranno prenotare la richiesta di rilascio della Cie collegandosi a Cieonline secondo le modalità indicate sul portale.

note

[1] Min. Interno decreto del 23.12.2015 in Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015 n. 30.

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6 Commenti

Gianni

2 gennaio 2016 alle 12:00

Alla modica cifra di 30€ (Anagrafe Civitavecchia).

Claudio Allocchio

2 gennaio 2016 alle 14:26

esiste dal 2000 in tanti comuni… la ho già’ rinnovata 2 volte…
che “Novita’” sarebbe?

e perche’ invec persiste il doppione inutile di CIE e CNS (che fa le stesse cose), mentre la CIE non serve a nulla (non e’ usata in alcun sistema elettronico di autenticazione)?

meno chicchere e più’ esperti veri (e non venditori di tecnologie) ci vogliono.

Alessandro

2 gennaio 2016 alle 16:00

Nel mio comune è possibile ottenerla da quasi 9 anni. Ricordo durante un concorso svolto a Roma lo stupore quando mi chiesero la C.I. e io presentai la C.I.E.

Marcello

2 gennaio 2016 alle 23:45

sarebbe anche ora!!! è anni che se ne parla!!

Guido Ferrari

4 gennaio 2016 alle 12:02

A Bologna c’e’ da 4 anni….!

Claudio Bertoni

4 gennaio 2016 alle 15:45

A Torino già esiste per quanto ne so sin dal 2005 ( l’ho fatta personalmente ). In questo caso rilevo come per l’ennesima volta si danno notiziue tipo “annuncite”, la malattia che infetta i politici. Ciò dare la notizia ma senza avere gli strumenti. Così accade che gli sportelli di anagrafe, caf, patronati ( per esperienza diretta ) siano invasi da cittadioni che chiedono le novità che “hanno visto in tv” o che “hanno letto”. Poco importa se non è ancora operativa o se nn sei al corente della cosa perché l’Italiota medio che fa il boccalone sui mesaggi dei rappresentante delle istituzioni di turno il quale fa passare la sua annuncite come cosa fatta. Ad esempio in queto caso si parla del portale online ( Cieonline ) e da nessuna parte si dice che non è ancora stato creato o che sia in allestimento. Leggendo la notizia si dà ò’impressone che sia già attiva, cosa che in realtà non è. Almeno sarebbe utile scrivere che il portale on line non è attivo o in via di attivazione. In caso contrario sarebbe opportuno indicare il link.

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