Noemi Secci
Noemi Secci
3 Gen 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Opzione Donna, chiarimenti per le nate nell’ultimo trimestre dell’anno

Pensione col Regime sperimentale Opzione Donna e Legge di Stabilità2016: chi non rientra nella proroga, requisiti e decorrenze.

 

Sono nata nell’ultimo trimestre del 1957 ed ho già oltre 35 anni di contributi: posso usufruire della proroga dell’Opzione Donna?

 

Secondo il testo definitivamente approvato della Legge di Stabilità 2016 [1], la proroga dell’Opzione Donna può essere fruita dalle lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2015.

Si rientrerà nella possibilità di beneficiare del Regime Sperimentale [2], dunque, qualora si possiedano, entro la predetta data, i seguenti requisiti:

 

57 anni e 3 mesi di età, e 35 anni di contributi, se lavoratrici dipendenti, sia pubbliche che private;

 

58 anni e 3 mesi di età, e 35 anni di contributi, se lavoratrici autonome.

 

La Legge di Stabilità, ferma restando l’applicabilità del regime delle decorrenze (le cosiddette finestre), slega la fruibilità dell’Opzione Donna da qualsiasi data di decorrenza, lasciando quale unico riferimento soltanto la maturazione, entro il 31 dicembre 2015, dei requisiti anagrafici e contributivi.

Pertanto, le nate nell’ultimo trimestre del 1957, come la lettrice, potranno pensionarsi solo se lavoratrici dipendenti, poiché il requisito da maturare è di 57 anni più 3 mesi, mentre, per ora, non potranno andare in pensione le autonome, poiché il requisito, per loro, è di 58 anni e 3 mesi.

 

 

Opzione Donna: decorrenze

Per quanto concerne il Regime delle decorrenze con l’Opzione, ricordiamo che devono applicarsi ancora le vecchie “finestre mobili”. In pratica, si tratta di un arco di tempo di attesa, tra la maturazione dell’ultimo requisito utile per la pensione (anagrafico o contributivo) ed il pagamento del primo assegno.

 

La finestra è pari a:

 

12 mesi, per le lavoratrici dipendenti;

 

18 mesi, per le lavoratrici autonome.

 

Tali finestre non sono valide per le dipendenti del comparto scuola, viste le date fisse previste per il loro pensionamento, che si applicano anche per chi fruisce dell’Opzione.

 

 

Ulteriori proroghe Opzione Donna

La disposizione che esclude dall’Opzione le nate nell’ultimo trimestre suona sia come una discriminazione che come una beffa: in primo luogo, non appare giusta la disparità dei requisiti tra chi lavora in proprio, e chi come dipendente; inoltre, si rischia di perdere il diritto alla pensione addirittura per un solo giorno: pensiamo alle nate ai primi di ottobre.

 

La discriminazione nell’età pensionabile tra lavoratrici autonome e dipendenti è frutto della vecchia normativa sulle pensioni, chiaramente ricalcata dalla Legge che ha istituito l’Opzione Donna (anche nota come Legge Maroni): secondo, invece, la Riforma delle Pensioni, meglio conosciuta come Legge Fornero [3], le disparità nell’età per la pensione di vecchiaia saranno definitivamente abolite, per tutti (autonomi, dipendenti, lavoratrici e lavoratori) nel 2018, quando sarà previsto il parametro unico di 66 anni e 7 mesi di età. Addio alle differenze nell’accesso alla pensione, dunque, ma inasprimento dei requisiti per tutti.

 

Tornando, invece, alle nate nell’ultimo trimestre del 1957 (se lavoratrici autonome), o del 1958 (se dipendenti), al problema, molto probabilmente, dovrebbe essere data una soluzione entro il 30 settembre 2016. Questa è la data-limite, segnata dalla Legge di Stabilità, per effettuare una verifica sull’eventuale risparmio di risorse nell’utilizzo dell’Opzione Donna: qualora i fondi pubblici stanziati per consentire un maggiore accesso al pensionamento col Regime Sperimentale fossero inferiori alle previsioni, potranno essere valutate, periodicamente, ulteriori proroghe. Pertanto, considerando anche i risparmi a lungo termine per le casse pubbliche, dovuti alla forte penalizzazione che si applica alle pensioni con l’Opzione, l’esclusione dal regime Sperimentale dovrebbe essere soltanto temporanea.

 

 

Penalizzazione pensione Opzione Donna

L’Opzione Donna è certamente un’ancora di salvezza per le lavoratrici che rischiano di restare senza stipendio e senza pensione, nonché per chi, a causa di problemi di salute o familiari, ha necessità di un’uscita anticipata dal lavoro. Tuttavia il trattamento offerto è penalizzante in maniera notevole, a causa del ricalcolo contributivo dell’assegno: in pratica, ci si pensiona prima, ma l’assegno è “tagliato”. Non esiste una decurtazione fissa, però, perché la differenza tra assegno calcolato col metodo retributivo-misto e quello col contributivo dipende da molteplici fattori: età pensionabile, anni di contributi versati, differenza tra le retribuzioni, o i redditi, all’inizio ed al termine della carriera.

 

Per chi volesse approfondire come funziona il calcolo contributivo della pensione consigliamo la lettura di questa mini-guida alla quantificazione del trattamento.

 

È sempre consigliabile, per chi fosse prossima alla scelta (è possibile, difatti, per chi abbia già maturato i requisiti, optare per la pensione anticipata con l’Opzione anche in un secondo momento), richiedere il calcolo certificato da parte di un professionista, non solo per una decisione pienamente consapevole, ma anche per prevenire, documentazione alla mano, possibili errori dell’Inps nella liquidazione della pensione.

 

La Legge per Tutti” dispone di un team di professionisti certificati che effettuano il calcolo della pensione con Opzione Donna. Per informazioni: Calcola la tua pensione.

 

 


[1] Art.1, Co. 281,L. 208/2015.

[2] L. 243/2004.

[3] D.L. 201/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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