La scuola libera e la scuola di Stato
Miscellanea
2 Gen 2016
 
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Rubbettino
 


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La scuola libera e la scuola di Stato

Scuola statale e scuola privata: la libertà di scuola nel pensiero di Mill, Russell, Gramsci, Popper.

 

Chi difende la scuola libera (o privata o paritaria o non statale) non è affatto contrario alla scuola di Stato, non ha proprio la minima intenzione di abolire la scuola di Stato. Chi difende la libertà di scuola è semplicemente contrario al monopolio statale nella gestione dell’istruzione.

E qui val la pena sottolineare che nelle Costituzioni dei Paesi che si sono liberati dal comunismo (Ungheria, Croazia, Bulgaria, Estonia, ecc.) sia stata stabilita, senza possibilità di equivoci, la libertà di scuola.

Non sono pochi, tra intellettuali di prim’ordine, coloro che, pur in situazioni differenti, si sono schierati a difesa della libertà di scuola. Delle idee che, sull’argomento, ebbero Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo e don Lorenzo Milani e sulla proposta di buono-scuola avanzata da Milton Friedman e ripresa successivamente da Friedrich A. von Hayek si dirà nel seguito di queste pagine. Per il momento solo qualche rapido richiamo a:

 

Alexis de Tocqueville: «[…] voglio che si possa organizzare accanto all’università una seria concorrenza. Lo voglio perché lo richiede lo spirito generale di tutte le nostre istituzioni; lo voglio anche perché sono convinto che l’istruzione, come tutte le cose, ha bisogno, per perfezionarsi, vivificarsi, rigenerarsi all’occorrenza, dello stimolo della concorrenza».

 

Antonio Rosmini: «I padri di famiglia hanno dalla natura e non dalla legge civile il diritto di scegliere per maestri ed educatori della loro prole quelle persone, nelle quali ripongono maggiore confidenza».

 

John Stuart Mill: «Le obiezioni che vengono giustamente mosse all’educazione di Stato non si applicano alla proposta che lo Stato renda obbligatoria l’istruzione, ma che si prenda carico di dirigerla: che è una questione completamente diversa».

 

Bertrand Russell: «Lo Stato è giustificato nella sua insistenza perché i bambini vengano istruiti, ma non è giustificato nel pretendere che la loro istruzione proceda su un piano uniforme e miri alla produzione di una squallida uniformità».

 

Antonio Gramsci: «Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato».

 

Karl R. Popper, ne La società aperta e i suoi nemici, scrive: «Io senza esitazione credo che compito dello Stato sia quello di vigilare affinché ai suoi cittadini sia data un’educazione che li abiliti a partecipare alla vita della comunità e di mettere in opera tutti i mezzi che promuovono lo sviluppo dei loro particolari interessi e talenti; e lo Stato dovrebbe anche provvedere […] a che le insufficienti disponibilità finanziarie dei singoli non impediscano loro l’accesso agli studi superiori […]. L’interesse dello Stato non dev’essere invocato a cuor leggero per difendere misure che possono mettere in pericolo la più preziosa di tutte le forme di libertà, cioè la libertà intellettuale».

 

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