Settima Salvaguardia 2016, nuovi posti, requisiti e decorrenze
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4 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Settima Salvaguardia 2016, nuovi posti, requisiti e decorrenze

Confermata la Settima Salvaguardia, 26300 nuovi posti, già possibile presentare le domande all’Inps ed alla Direzione Territoriale del Lavoro.

 

Con la definitiva conferma della Legge di Stabilità 2016, è arrivata immediatamente la Circolare del Ministero del lavoro [1], con la quale sono stati esposti i dettagli operativi della Settima Salvaguardia e le modalità di domanda di pensione. L’intervento coinvolgerà, oltre agli stessi lavoratori destinatari delle salvaguardie precedenti, anche i collocati in mobilità da aziende fallite e dell’edilizia, nonché i fruitori di trattamenti speciali edili, per un totale di 26.300 nuovi posti. Sono poi stati finanziati 5.000 posti relativi agli esclusi dai pregressi interventi, arrivando, dunque, ad un totale di 172.466 posti, sommando le precedenti 6 salvaguardie.

 

Vediamo insieme i dettagli della Settima Salvaguardia: beneficiari, requisiti, decorrenza della pensione, termini e modalità delle domande.

 

 

Lavoratori in mobilità

Alla categoria dei lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile sono stati riservati, nella Settima Salvaguardia, 6.300 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

 

– essere stati collocati in mobilità o in trattamento speciale edile in base ad accordi (governativi o sindacali) stipulati entro il 31 dicembre 2011;

 

– essere stati collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, anche senza accordi, da aziende cessate o che abbiano subito procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o amministrazione straordinaria speciale).

 

In entrambi i casi, l’attività lavorativa deve risultare terminata entro il 31 dicembre 2014, ed i requisiti per la pensione (non la decorrenza, perciò si prescinde dalla finestra mobile) devono essere maturati entro la data di scadenza dell’indennità di mobilità (o del trattamento edile). A perfezionare i requisiti per la pensione possono essere utili anche i contributi volontari, ma solo per i cessati entro il 31 dicembre 2012, per i quali il diritto a pensione può essere raggiunto anche entro i successivi 12 mesi dalla scadenza del trattamento.

 

 

Prosecutori volontari della contribuzione

Alla categoria dei prosecutori volontari della contribuzione sono stati riservati, nella Settima Salvaguardia, 9.000 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

 

– possesso di autorizzazione al versamento volontario dei contributi precedente al 4 dicembre 2011,purchè sia stato accreditato, o risulti accreditabile, almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011; il requisito è valido anche se risulta svolta, dopo il 4 dicembre 2011, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato;

 

– possesso di autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi entro il 4 dicembre 2011, senza contributi volontari accreditati o accreditabili al 6 dicembre 2011, purché vi sia almeno un contributo da lavoro effettivo accreditato tra il primo gennaio 2007 e il 30 novembre 2013; il requisito è valido anche se risulta svolta, entro il 30 novembre 2013, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato.

 

In entrambi i casi, la decorrenza della pensione (compreso, dunque, il periodo di finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017.

 

 

Cessati dal servizio

Alla categoria dei cessati dal servizio sono stati riservati, nella Settima Salvaguardia, 6.000 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

 

– sussistenza di un rapporto d’impiego terminato entro il 31 dicembre 2012, in virtù dell’applicazione di accordi individuali [2] o di accordi collettivi di incentivo all’esodo, stipulati entro il 31 dicembre 2011; il requisito è valido anche se è stata svolta, dopo il 30 giugno 2012, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato;

 

– sussistenza di un rapporto di lavoro concluso, in virtù di una risoluzione unilaterale, tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011; il requisito resta valido anche se è stata svolta, dopo la data di cessazione, un’attività di lavoro subordinato, purché non a tempo indeterminato.

 

In tutti e due i casi, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017 (incluso il periodo di finestra mobile).

 

 

Lavoratori in congedo per assistenza a figli disabili

All’interno della categoria dei lavoratori assenti, nel 2011, per assistere familiari disabili gravi (secondo la Legge 104), il beneficio della Settima Salvaguardia è stato riservato ai soli lavoratori in congedo per assistenza ai figli disabili, nel limite di 2.000 posti. Potranno accedere, nel dettaglio, i soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

 

– fruizione, nel corso del 2011, di un congedo straordinario retribuito, ai sensi del Testo Unico Maternità- Paternità [3];

 

– congedo preordinato all’assistenza di figli con disabilità grave ai sensi della Legge 104.

 

Inoltre, per rientrare nella Salvaguardia, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017 (compreso il periodo di finestra mobile).

 

 

Lavoratori a tempo determinato

Alla categoria dei lavoratori a termine sono stati riservati, nella Settima Salvaguardia, 3.000 posti; per accedere, è necessario possedere i seguenti requisiti:

 

– il contratto di lavoro subordinato, o di somministrazione a tempo determinato deve risultare cessato tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011;

 

– i lavoratori non devono risultare successivamente rioccupati a tempo indeterminato;

 

– i lavoratori non devono appartenere al settore agricolo o possedere la qualifica di stagionali.

 

Anche nella presente ipotesi, la decorrenza della pensione deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017 (comprensiva della finestra mobile).

 

 

Requisiti per la Settima Salvaguardia: età e contributi dipendenti

Si ricorda che, per accedere alla Settima Salvaguardia, i requisiti di età e contribuzione sono quelli precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero [4] (incrementati dagli adeguamenti alla speranza di vita), e che la decorrenza della pensione non è immediata, ma devono essere applicate le vecchie finestre mobili.

 

Poiché, come abbiamo visto, per l’accesso alla Settima Salvaguardia è necessario che la decorrenza della pensione si collochi anteriormente al 6 gennaio 2017, i requisiti di età e contribuzione utili al raggiungimento del trattamento entro tale data sono:

 

– possesso della quota 97,3, con un’età minima di 61 anni e 3 mesi, ed almeno 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015 (la finestra applicabile, in questo caso, è di 12 mesi);

 

– in alternativa, possesso di 40 anni di contributi entro la data del 30 Settembre 2015 (la finestra applicata in quest’ipotesi è di 15 mesi); per i dipendenti del comparto scuola, la data entro cui maturare 40 anni di contributi è il 31 dicembre 2015;

 

– alternativamente, possesso, entro il 31 dicembre 2015, di 65 anni e 3 mesi di età (60 anni e 6 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato), assieme ad almeno 20 anni di contributi (la finestra applicabile è di 12 mesi). Possono bastare anche solo 15 anni di contributi, se si rientra nella Deroga Amato (il lavoratore vi rientra qualora possieda, alternativamente: 15 anni di contributi precedenti al 31 dicembre 1992, un’autorizzazione ai contributi volontari anteriore a tale data, oppure 15 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente, unitamente a 25 anni di anzianità contributiva e 10 anni non lavorati interamente). La Deroga Amato, difatti, è ancora applicabile, secondo quanto ha affermato l’Inps in una recente circolare [5].

 

 

Requisiti per la Settima Salvaguardia: età e contributi autonomi

Chi possiede anche contribuzione da lavoro autonomo, oltreché quella da lavoro dipendente, per accedere alla Settima Salvaguardia dovrà possedere, alternativamente, i seguenti requisiti:

 

– possesso della quota 98,3, con un minimo di 62 anni e 3 mesi di età ed almeno 35 anni di contributi, al 30 giugno 2015 (la finestra, in questo caso, è di 18 mesi);

 

– possesso di 40 anni di contributi alla data del 31 marzo 2015 (in quest’ipotesi, la finestra è di 21 mesi);

 

– possesso di 65 anni e 3 mesi d’età (60 anni e 6 mesi per le lavoratrici), assieme a 20 anni di contributi, alla data del 30 giugno 2015 ( la finestra applicabile è di 18 mesi).

 

 

Domanda di Settima Salvaguardia

La procedura per la domanda di accesso alla Settima Salvaguardia è stata appena pubblicata dal Ministero del lavoro, assieme al Modulo per l’istanza di accesso ai benefici per i lavoratori salvaguardati (qui allegato), indirizzato al Ministero del Lavoro, da inoltrare alla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro) territorialmente competente (quella di residenza dell’interessato o quella dove è stato sottoscritto l’accordo individuale per l’incentivo all’esodo), unitamente ad un documento d’identità ed alla documentazione, o all’autocertificazione, comprovante il possesso dei requisiti.

 

L’istanza deve essere inoltrata entro il primo marzo 2016, tramite posta elettronica, posta elettronica certificata, o raccomandata con ricevuta di ritorno. L’invio può essere effettuato direttamente dagli interessati, oppure dagli intermediari abilitati, come i patronati, i consulenti del lavoro e i commercialisti.

 

Potranno, invece, inoltrare la domanda direttamente all’Inps, tramite il portale web dell’Istituto, i lavoratori in mobilità e gli autorizzati al versamento dei contributi volontari.

 

La procedura web del sito dell’Inps, per verificare il diritto a pensione con Salvaguardia, potrà probabilmente essere utilizzata, come già avvenuto negli anni scorsi, anche dai lavoratori tenuti a presentare domanda alla DTL: tuttavia, l’utilizzo dell’applicazione web non sostituisce la domanda alla DTL, che deve essere comunque effettuata.

 

Entro il 31 marzo 2016 le DTL dovranno decidere l’accoglimento o il rifiuto della domanda. In caso di rigetto, il lavoratore potrà, entro 30 giorni dalla comunicazione, effettuare un ricorso amministrativo, proponendo richiesta di riesame presso la stessa DTL che ha emesso il provvedimento.


[1] Mlps, Circ. n. 36/2015.

[2] Artt. 410, 411, 412-ter cod. proc. civ.

[3] Art. 42, Co. 5, D.lgs. 151/2001.

[4] D.L. 201/2011.

[5] Inps, Circ. n. 16/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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