Canone Rai: come contestare il pagamento e fare ricorso
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4 Gen 2016
 
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Canone Rai: come contestare il pagamento e fare ricorso

Canone Rai: il ricorso al Garante del Contribuente e alla Commissione Tributaria contro l’imposta sulla televisione.

 

Come non pagare il canone Rai”: è questa una delle frasi più cliccate e cercate su Google, tanto è vero che è lo stesso motore di ricerca a suggerire questa combinazione – grazie alla funzione “Google Suggest” – ogni volta che si inizia a digitare la parola “Canone Rai”.

 

Con l’ultima legge di Stabilità, tuttavia, il problema degli italiani si è spostato dal “come non pagare il canone Rai”, al “come non pagare due volte il canone Rai”: e questo perché se la scadenza annuale è sempre stata fissata al 31 gennaio, quest’anno il canone verrà addebitato sulla bolletta della luce del bimestre luglio-agosto (solo dal 2017, quando il nuovo sistema di riscossione sarà andato a regime, si potrà pagare a partire dal bimestre gennaio-febbraio).

 

Il rischio del doppio pagamento lo corre la famiglia in cui uno dei due coniugi ha sempre pagato l’imposta sulla tv (risultando, di fatto, negli archivi della Rai, l’unico soggetto obbligato), mentre l’altro ha intestato il contratto della luce. Per il primo, sino ad oggi, il pagamento doveva avvenire entro fine gennaio; ma se questi dovesse versare l’importo, come sempre ha fatto, con il bollettino postale, l’altro coniuge si vedrà ugualmente addebitato lo stesso importo sulla bolletta dell’energia elettrica. Insomma, il consiglio, almeno per quest’anno, è di aspettare la scadenza di luglio.

 

Il secondo problema si pone per chi aveva, in passato, effettuato il suggellamento, pratica che, come noto, è stata abrogata. Dunque, in teoria, chi ha inviato, negli anni passati, la dichiarazione di cessazione dell’abbonamento televisivo si vedrà ugualmente addebitato il canone Rai nella bolletta della luce. Tuttavia questi soggetti potrebbero, nel frattempo, aver “buttato” ogni televisore e non avere più alcun apparecchio in casa, preferendo dedicarsi ai canali video del web. Dunque, costoro dovrebbero effettuare la dichiarazione di non possesso della TV per tempo, ossia entro giugno, prima cioè dell’addebito automatico sulla bolletta (meglio sarebbe prevenire con anticipo i tempi e non ridursi all’ultimo minuto). Si ricorda, peraltro, che tale dichiarazione va rinnovata ogni anno.

 

La terza ipotesi è per chi è soggetto ad esenzione, ultra 75enne, con reddito inferiore a 6.713,98 sommato a quello del coniuge. Se il coniuge convivente è intestatario del contratto della luce, occorrerà informare la società elettrica e, soprattutto, l’Agenzia delle Entrate (Ufficio Torino 1) del diritto all’esenzione. Anche in questo caso bisognerà muoversi con largo anticipo.

 

Che succede, però, se il contribuente si adopera tardi a comunicare l’avvenuto pagamento o il diritto all’esenzione? Sarà necessario presentare il ricorso.

 

 

Come presentare il ricorso contro il canone Rai?

Ci sono due modi per impugnare la richiesta di pagamento del Canone Rai.

 

Garante del contribuente

Il primo sistema è quello di rivolgersi al Garante del contribuente, che è presente presso ogni Direzione Regionale delle Entrate e nelle province autonome di Trento e Bolzano inviando un’istanza in carta libera.

 

Autotutela

Il secondo metodo è quello dell’autotutela. Se il contribuente ritiene che le somme richieste non siano dovute, in tutto o in parte, può presentare istanza di autotutela all’ufficio che ha emesso la richiesta di pagamento, facendo, tuttavia, attenzione alla tempistica in quanto la presentazione dell’istanza non interrompe il decorso del termine utile (60 giorni dalla notifica della cartella) entro il quale può essere effettuato il pagamento prima che inizi la riscossione coattiva o per l’impugnazione della cartella.

 

Va presentata in carta semplice in maniera autonoma oppure mediante dichiarazione messa a verbale durante un’audizione presso l’ufficio; può anche essere inclusa in un atto processuale relativo ad altra controversia con l’ufficio fiscale.

 

Le richieste di annullamento o di rinuncia all’imposizione devono essere indirizzate agli Uffici competenti a procedere oppure al Garante del Contribuente.

Nel caso in cui la richiesta sia inviata a un Ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla all’Ufficio competente, dandone comunicazione al contribuente.

 

L’istanza non ha un contenuto predeterminato; essa deve comunque indicare gli estremi dell’atto del quale si richiede l’annullamento o la revoca e i motivi a fondamento della richiesta (v. modello di seguito riportato).

 

Ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale

In ultima istanza è sempre consentito il ricorso al giudice. In questo caso, trattandosi di un tributo, per il giudizio è competente la Commissione Tributaria Provinciale.

 

 

Non aspettare la cartella di Equitalia

Se il contribuente non paga per tempo, l’importo dovuto a titolo di imposta sulla televisione viene iscritto a ruolo e consegnato ad Equitalia per la riscossione coattiva. In tal caso, la cartella di pagamento può essere impugnata solo per “vizi propri” (per es. difetto di notifica) e non per questioni attinenti al merito del tributo.


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
28 Gen 2016 Alberto

Avrei un quesito in merito a questo discorso.
La RAI propone un pacchetto, a pagamento, di 16 canali televisivi; qual’ora la zona di residenza non sia ben coperta dal segnale (pur avendo delle apparecchiature – antenne – di nuova generazione) e di 16 canali se ne riescono a visualizzare bene e costantemente durante la giornata si e no 4/5, come ci si deve comportare in questo caso?

In atteda di gentile riscontro, ringrazio e saluto.

 
17 Ago 2016 Susanna

Buongiorno,
ho appena ricevuto la bolletta Enel con l’addebito del canone Rai che non mi compete in quanto non posseggo apparecchi televisivi. Ho avvisato tramite raccomandata sia L’Agenzia delle Entrate, sia l’Enel, anche sapendo che Enel non ritiene di avere alcun titolo per ricevere la notifica. Tutto questo, ad Aprile.
Chiedo per favore un suggerimento su come evitare di pagare un’imposta che non mi è dovuta.
Distinti saluti.
Susanna Regazzo