Come compensare crediti verso PA con cartelle di pagamento Equitalia
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4 Gen 2016
 
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Come compensare crediti verso PA con cartelle di pagamento Equitalia

Imprenditori e professionisti potranno scalare le tasse dai soldi che avanzano dalla pubblica amministrazione.

 

Se sei un professionista o hai un’attività commerciale e devi dei soldi allo Stato e, nello stesso tempo, lo Stato – o meglio, una pubblica amministrazione – li deve a te, puoi compensare il tuo credito con il debito. Tale possibilità, già prevista dall’anno scorso, è stata estesa anche al 2016 dall’ultima legge di Stabilità [1]. In particolare la norma prevede la possibilità per imprenditori e professionisti di compensare i propri crediti commerciali (non ancora prescritti, certi, liquidi ed esigibili, vantati nei confronti della Pubblica amministrazione in virtù di contratti di somministrazione, appalti, prestazioni professionali e forniture) con le cartelle esattoriali notificate da Equitalia.

 

Questa breve scheda è dedicata a comprendere come effettuare tale compensazione.

 

 

Quali sono i crediti compensabili?

Si tratta dei crediti commerciali maturati per somministrazione, forniture e appalti.

Il soggetto debitore deve essere una pubblica amministrazione: in essa sono comprese tutte le amministrazioni dello Stato e, quindi, anche le scuole, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, i loro consorzi e associazioni, istituzioni universitarie, istituti autonomi case popolari, aziende del servizio sanitario nazionale e agenzie fiscali.

 

 

Quali sono i debiti compensabili

I debiti tributari compensabili sono quelli risultanti da cartelle di pagamento notificate entro il 31 dicembre 2014, nonché le somme dovute a seguito di accertamento con adesione, acquiescenza, definizione delle sole sanzioni conciliazione giudiziale, mediazione.

 

In mancanza di precisazioni di sorta, non dovrebbero esserci preclusioni di sorta in ordine alla natura tributaria o meno degli importi compensabili. Potranno pertanto estinguersi, tramite compensazione, sia i debiti per imposte e tasse, sia le passività a titolo di contributi previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo da parte dell’Agenzia delle entrate e di avviso di addebito da parte dell’Inps.

 

Nessuna limitazione inoltre è prevista per la data di maturazione del debito. L’unica questione che rileva è la data di notifica della cartella di pagamento che, come detto, deve essere avvenuta entro la fine del 2014, a prescindere dalla data di riferimento dell’importo a ruolo.

 

 

La procedura per la compensazione

Allo scopo di certificare i crediti vantati verso la pubblica amministrazione, il contribuente deve utilizzare l’apposita piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (accessibile all’indirizzo http://certificazionecrediti.mef.gov.it), accreditandosi secondo le procedure specificate nel sito (MEF).

Se sussistono i requisiti ed il credito risulta certo, liquido ed esigibile, l’Amministrazione è tenuta al rilascio della certificazione.

 

La certificazione va presentata ad Equitalia, in forma cartacea o riportando il numero di certificazione e il codice di controllo attribuito dalla piattaforma, indicando quali debiti s’intendono estinguere.

Verificata la conformità della certificazione, Equitalia può procedere alla compensazione, rilasciando contestualmente attestazione di pagamento.

 

 

Fino a quando è possibile la compensazione?

I crediti commerciali certificati possono essere utilizzati, su richiesta del creditore, per il pagamento sia totale che parziale delle somme dovute in base a cartelle di pagamento e atti esecutivi in relazione a tributi erariali, tributi regionali e locali, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

Nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, il contribuente è tenuto, contestualmente, ad indicare all’agente della riscossione le posizioni debitorie che intende estinguere.

In caso di mancata indicazione, i pagamenti sono prioritariamente imputati dalla stessa Equitalia alle rate già scadute. L’imputazione ai diritti e alle spese maturati a favore dell’agente della riscossione invece può avvenire solo dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relativi interessi di mora.

 

Il pagamento mediante compensazione è ammesso anche per gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione.

Infine, per i debiti di imposta già scaduti, l’imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposta meno garantite, mentre fra imposte o quote di imposta ugualmente garantite, l’imputazione è fatta con precedenza a quella più remota.

 

 

Il decreto ministeriale

La legge di Stabilità rimanda a un apposito decreto delle Finanze la fissazione degli ambiti oggettivo e soggettivo di applicazione della nuova compensazione. Tale decreto dovrà essere emanato entro novanta giorni.

 


[1] L. 208/2015, legge di Stabilità 2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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