Cassa integrazione 2016, addio Cigs per l’azienda che chiude
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4 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Cassa integrazione 2016, addio Cigs per l’azienda che chiude

Cassa Integrazione Straordinaria 2016: lavoratori beneficiari, ammontare, nuove ipotesi in cui l’azienda non può essere destinataria delle prestazioni.

 

Seppure vero che il nuovo Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali [1] abbia ampliato le categorie di lavoratori destinatari della Cassa Integrazione e dei contratti di Solidarietà, lo stesso Decreto ha ristretto la platea dei beneficiari della Cassa Integrazione Straordinaria, ed ha rimodulato, in generale, tutte le integrazioni salariali. Una vera rivoluzione del settore, che ha, come finalità, quella di rafforzare il ricorso alla bilateralità: vediamo insieme quali sono le principali novità del 2016 in materia di cassa integrazione straordinaria.

 

 

Nuova Cigs 2016: quando può essere richiesta

Per quanto concerne la Cigs, in primo luogo, è stato precluso l’accesso all’integrazione salariale alle aziende che terminano l’attività, ed a quelle sottoposte a procedure concorsuali. Un serio problema per i dipendenti, al quale parzialmente si rimedierà con la previsione di singole proroghe, sino al 2018, che avverranno tramite accordi governativi: le proroghe saranno però fruibili solo dalle aziende che cessano l’attività, e non anche da quelle sottoposte a procedure concorsuali.

 

Le cause che, nel 2016, daranno diritto alla Cigs, come specificato da una recente Circolare Inps [2], saranno:

 

– riorganizzazione aziendale;

 

– crisi aziendale, esclusi, come già esposto, i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo

di essa;

– contratto di solidarietà.

 

 

Nuova Cigs 2016: durata

Cambia anche la durata della nuova Cigs 2016, che non potrà superare il nuovo limite massimo complessivo di 24 mesi (30 mesi per il settore edilizio e lapideo)nel quinquennio mobile, tra Cig e Cigs: i 24 mesi devono essere intesi come somma dei trattamenti di integrazione salariale ordinari e straordinari.

Il limite, però, è ampliato a 36 mesi se la Cig o la Cigs sono sommate ai contratti di solidarietà, o qualora l’azienda fruisca dei soli contratti di solidarietà.

 

 

Nuova Cigs 2016: lavoratori destinatari

È stata modificata dal decreto, come già detto, anche la platea dei lavoratori destinatari della Cassa integrazione straordinaria. Nel dettaglio, tali trattamenti possono essere ora concessi:

 

– ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno;

 

– ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo parziale;

 

– ai lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante (in questo caso, il periodo formativo sarà allungato in corrispondenza delle ore integrate).

 

Per beneficiare dell’integrazione salariale, è necessario il possesso, da parte del dipendente, di almeno 90 giorni di effettivo lavoro, all’interno della stessa Unità produttiva, alla data della domanda. Sono contati come giorni di effettivo lavoro anche le domeniche, i giorni liberi, i festivi, e le giornate in cui il lavoratore risulta assente per infortunio o maternità obbligatoria.

 

Sono invece esclusi dalla nuova Cigs 2016:

 

– i dirigenti;

 

–  i lavoratori a domicilio;

 

– i lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;

 

– i lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

 

 

Cig e Cigs 2016: aziende destinatarie

Le aziende che potranno richiedere le integrazioni salariali nel 2016, nel dettaglio, sono:

 

–  le  imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;

 

–  le cooperative di produzione e lavoro che svolgono attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali;

 

– le imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;

 

– le cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri, per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato;

 

– le imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica;

 

– le imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;

 

– le imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;

 

– le imprese addette agli impianti elettrici e telefonici;

 

– le imprese addette all’armamento ferroviario;

 

– le imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;

 

– le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini;

 

– le imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo;

 

– le imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei.

 

 

Nuova Cigs 2016: a quanto ammonta

Nel 2016, il trattamento per d’integrazione salariale ammonterà, come previsto dalla vecchia normativa, all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al dipendente per le ore di attività non prestate, comprese fra le zero ore e il limite dell’orario contrattuale.

 

Non si potranno però eccedere i seguenti limiti:

 

– 971,71 euro (ammontare soggetto ad adeguamento Istat) quando la retribuzione mensile di riferimento (comprese le mensilità aggiuntive) risulti pari o inferiore a 2.102,24 euro;

 

– 1.167,91 euro (ammontare soggetto ad adeguamento Istat), quando la retribuzione mensile di riferimento superi i 2.102,24 euro.

 

Tali importi devono essere aumentati del 20% per le imprese del settore edile e lapideo, in caso di sussidi richiesti per intemperie stagionali.

 


[1] D.lgs 148/2015.

[2] Inps Circ. n. 197/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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