Infiltrazioni e danni: risarcisce sempre il condominio
Lo sai che?
5 Gen 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Infiltrazioni e danni: risarcisce sempre il condominio

Danni da costruzione: garanzia dei dieci anni del costruttore, ma prima paga il condominio.

 

Il proprietario dello stabile o, in caso di più proprietari, il condominio, è sempre responsabile dei danni provenienti dall’edificio, anche quando derivano da difetti di costruzione e quindi la relativa responsabilità è di fatto imputabile al costruttore. Il condominio (o il proprietario unico), in quanto custode del bene, ha infatti una responsabilità oggettiva che prescinde da qualsiasi colpa attribuibile al suo operato [1], ma che deriva dal solo fatto di essere il soggetto preposto alla cura del bene e alla sua salvaguardia.

 

Risultato: sia per i danni procurati ai proprietari dei singoli appartamenti (si pensi alle infiltrazioni di acqua derivanti dalle tubature, dai muri o dal tetto) sia per quelli cagionati a terzi (si pensi al gradino pericolante, al cornicione o all’intonaco che si stacchi dalla facciata) la richiesta di risarcimento va inoltrata immediatamente al condominio ed è quest’ultimo, almeno in prima battuta e salvo successiva rivalsa contro il costruttore, a dover pagare oltre a eliminare le cause del danno che possono provocarne altri.

È quanto chiarito dalla Corte di appello di Lecce con una recente sentenza [2] che riprende il pensiero della stessa Cassazione [3].

 

Il principio chiarito dai giudici è semplice: il condominio è responsabile per i danni derivanti dai beni soggetti alla sua custodia: i difetti di costruzione dello stabile debbono essere considerati ricadenti nell’ambito del suo potere d’intervento e quindi gliene sono imputabili tutte le conseguenze dannose. È il condominio, quindi, almeno in prima battuta, a dover mettere mano al portafogli per risarcire la parte danneggiata; resta comunque salva la sua possibilità, entro 10 anni dall’ultimazione del palazzo, di chiedere il rimborso al costruttore di quanto pagato se il danno si è verificato per un vizio di costruzione. E ciò perché chi ha edificato il palazzo mantiene una posizione di garanzia per un decennio per tutti i difetti strutturali, sempre che l’interessato – in questo caso il condominio – rispetti due condizioni:

– abbia contestato il vizio per iscritto (con raccomandata a.r. inviata al costruttore), entro un anno dalla sua scoperta;

– abbia intrapreso la causa entro l’anno successivo.

 

Non è corretto quindi dire che nessuna responsabilità può essere addossata al condominio per fatti riguardanti il comportamento del costruttore. Solo se il danno si verifica per “caso fortuito” (ossia un evento imprevedibile e inevitabile) il condominio non paga. Quanto invece ai vizi di costruzione essi non possono essere equiparati al caso fortuito. I danni derivanti da vizi edificatori, afferma la Corte di appello di Lecce, devono essere considerati conseguenza di una caratteristica intrinseca del bene (cioè il suo difetto) e come tali le conseguenze devono essere addebitate al suo custode (il condominio o il proprietario). Tali conseguenze, conclude la Corte, vanno rintracciate nell’obbligo di risarcimento e di eliminazione della fonte del danno.


[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] C. App. Lecce sent. n. 905 del 12.11.2015.

[3] Cass. sent. n. 15291/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti