Il libretto della caldaia e del climatizzatore
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5 Gen 2016
 
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Il libretto della caldaia e del climatizzatore

Riscaldamento, aria condizionata, climatizzatori e altri impianti caldo/freddo: la tenuta dell’apparecchio e il libretto.

 

Impianti autonomi

Non raramente l’inquilino che prende in affitto un’abitazione la trova già munita di impianto di riscaldamento e di climatizzatore autonomi, installati in precedenza dal padrone di casa. Tuttavia – proseguendo il discorso già iniziato nell’articolo “Affitto e caldaia: spese manutenzione e revisione” – il responsabile dell’impianto termico resta sempre e comunque l’occupante ossia il conduttore (nel caso di affitto), il comodatario (nel caso di comodato), l’utilizzatore (nel caso di abitazione concessa in diritto d’uso: si pensi all’ex coniuge, a seguito della separazione, che abbia ottenuto dal giudice l’assegnazione della casa familiare). Insomma, responsabile della tenuta dell’impianto caldo/freddo resta colui che, a qualsiasi titolo, vive all’interno della casa. È quest’ultimo, anche se non è il proprietario dell’immobile (ma a maggior ragione se lo è), a dover delegare i tecnici perché effettuino gli interventi necessari per il controllo, la manutenzione e la verifica dell’efficienza energetica dell’impianto termico. È sempre lui che deve accertarsi che venga predisposto il relativo libretto di impianto.

 

Quanto poi a chi, materialmente, deve sostenere le spese, si è già anticipato nella guida sulla caldaia, che gli interventi del tecnico per la piccola manutenzione ordinaria e per la tenuta del libretto sono a carico del conduttore, mentre le spese straordinarie, la sostituzione integrale o di singole parti spetta al proprietario dell’appartamento.

 

 

Impianti condominiali

Queste regole valgono se l’impianto di riscaldamento è autonomo. Se, invece, si tratta di impianto condominiale, allora la responsabilità dei controlli, della sicurezza e anche della compilazione del libretto è del condominio, nella persona dell’amministratore o del terzo responsabile (in genere, una persona della ditta incaricata della manutenzione) da questi delegato.

 

Nel caso in cui l’impianto di riscaldamento (caldaia) e quello di raffreddamento siano gestiti l’uno in modo autonomo e l’altro in modo condominiale, benché il libretto sia ormai unico, va compilato un libretto a sé per l’impianto autonomo.

 

 

Il nuovo libretto

Il nuovo libretto riguarda non più solo gli impianti di riscaldamento e le caldaie tradizionali, ma anche quelli di raffreddamento estivo (condizionatori di aria condizionata). Dunque, il libretto ora è obbligatorio per qualsiasi tipo di impianto termico di climatizzazione, dalle pompe di calore ai cogeneratori, dal teleriscaldamento ai dispositivi alimentati da fonte rinnovabile.

 

A livello nazionale (salvo particolari eccezioni come in Lombardia, Emilia Romagna o Veneto) il libretto da compilare è unico, con schede differenti e modulari a seconda degli impianti presenti in una singola unità.

 

L’obbligo di predisporre il libretto secondo il nuovo modello è entrato in vigore il 15 ottobre 2014, ma vale solo per gli impianti nuovi. Invece per quelli già esistenti la compilazione va effettuata con la gradualità dei controlli periodici di efficienza energetica o degli interventi su chiamata per la manutenzione.

 

Attenzione: anche chi ha provveduto a compilare il nuovo libretto non deve buttare via il vecchio. Quest’ultimo, infatti, va ugualmente conservato. Ciò significa, ad esempio, che per una caldaia del 2002 si dovranno avere tre libretti: quello precedente il 2003, quello in vigore fino al 14.10.2014 e quello attuale.

 

 

I due tipi di verifica

Ogni impianto termico è soggetto a due tipi diversi di verifiche (verifiche che, solo per coincidenza, a volte possono sovrapporsi, ma che viaggiano su binari paralleli e sono entrambe obbligatorie).

 

verifica sulla sicurezza dell’impianto: va fatta secondo la periodicità stabilita dall’installatore (per i nuovi impianti) o dal manutentore (per quelli esistenti), che a loro volta tengono conto delle istruzioni fornite dalla ditta produttrice dei singoli apparecchi e componenti del sistema, ove disponibili. Eseguito il controllo, il tecnico rilascia all’utilizzatore un rapporto tecnico, che dev’essere integrato anche all’interno del libretto di impianto;

 

verifica sui fumi ed efficienza energetica: in tal caso, modalità e tempistiche sono dettate dal Dpr 74/2013 e, in moltissimi casi, sono integrate (anche con previsioni diverse da quelle in vigore a livello nazionale) dalla normativa locale di riferimento. Alla fine del controllo, il tecnico compila un rapporto di efficienza energetica, i cui esiti saranno riportati sulle schede 11 e 12 del nuovo libretto.

 

Il rapporto, per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale superiore ai 12 kW, dovrà anche essere trasmesso – a cura di chi ha effettuato il controllo – agli enti preposti al controllo dei fumi e alla gestione dei catasti sul territorio.

 

 

Il tecnico specializzato per la revisione

Non chiunque può effettuare le revisioni degli impianti di climatizzazione. È necessario che la ditta possegga due abilitazioni:

 

– quella a svolgere controlli su “impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione di qualsiasi natura e specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e condense e di ventilazione ed areazione dei locali”

 

– e quella a svolgere controlli su “impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed areazione dei locali”.

 

Per verificare che il tecnico sia in possesso di tali requisiti è legittimo chiedere l’esibizione del certificato rilasciato dalla Camera di commercio con cui si attestano le suddette abilitazioni.

 

 

Le sanzioni

Per chi non regolarizza il proprio impianto scattano le sanzioni amministrative che partono da 500 euro e arrivano a 3000 euro: esse sono a carico del proprietario, del conduttore o dell’amministratore di condominio e del terzo responsabile che non ottemperi agli obblighi di legge.

 


Autore immagine: 123rf com

 


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