Canone Rai per la seconda casa: come evitare il pagamento
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5 Gen 2016
 
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Canone Rai per la seconda casa: come evitare il pagamento

Canone Rai e bolletta della luce: doppia residenza dei coniugi e dei figli, dichiarazione di non possesso della televisione per evitare il secondo pagamento.

 

Chi ha la seconda casa paga una sola volta il canone Rai, mentre chi ha due residenze lo paga due volte, essendo collegato alla bolletta della luce. La legge di Stabilità 2016 [1], che ha previsto la riscossione dell’imposta sulla televisione attraverso il contratto di energia elettrica collegato alla casa di residenza, non muta le regole generali relative all’obbligo di versamento del canone, ma ha creato solo una “presunzione di detenzione” della tv in ogni abitazione principale, salvo diversa dichiarazione del contribuente da inviarsi con autocertificazione.

 

Questo significa, in buona sostanza, che anche per gli anni futuri varranno gli stessi principi applicati in passato, ossia:

 

– è dovuto un solo canone per nucleo familiare: quindi, basterà che a pagare, per la stessa famiglia, sia un solo soggetto (per esempio, il padre o la madre) affinché tale adempimento valga anche per gli altri membri, liberandoli dall’obbligo medesimo. Diverso il discorso nel caso di coppia di conviventi: non essendosi in presenza di uno stesso nucleo familiare, si dovrà pagare due volte;

 

– è dovuto un solo canone a prescindere dal numero di televisioni presenti all’interno dell’appartamento del nucleo familiare;

 

– è dovuto un solo canone a prescindere dal numero di immobili detenuti dal nucleo familiare: così, per esempio, se il sig. Rossi, con nucleo familiare composto da quattro persone, è titolare di un’abitazione in città (ove ha fissato la residenza propria e dei suoi familiari) e di una al mare, pagherà l’imposta sulla televisione solo con il contratto della luce del primo immobile e non del secondo. Sarà già la stessa compagnia elettrica in grado di stabilire se il canone andrà addebitato o meno, recependo le indicazioni fornite dall’utente, all’atto della sottoscrizione del contratto, sulla destinazione dell’immobile (se di residenza o meno).

 

Penalizzante è però l’ipotesi di coppia con seconda casa qualora i coniugi abbiano fissato una residenza differente l’uno dall’altro. Se, infatti, di norma la seconda casa non sconta l’imposta proprio perché in essa non viene fissata alcuna residenza, nel caso invece in cui la moglie o il marito via abbia stabilito la propria residenza, la società elettrica addebiterà, sul relativo contratto della luce, l’importo a titolo di canone Rai. Il che comporterà una duplicazione del pagamento: uno per ciascuno immobile.

 

Non si tratta di un errore o di una stortura, ma è proprio quanto prevede la legge: essa presume l’esistenza dell’apparecchio televisivo tutte le volte in cui il contribuente abbia, all’interno dell’immobile di residenza, un contratto della luce.

 

Soluzioni per non pagare due volte il canone Rai?

Oltre, ovviamente, alla fin troppo elementare possibilità di disdire l’utenza elettrica in uno dei due immobili (cosa che, però, non eliminerebbe l’obbligo di pagare comunque – attraverso bollettino – qualora entrambi gli appartamenti presentino un tv), l’alternativa è quella di ricorrere all’autocertificazione con cui si dichiara la non presenza di una televisione. Facciamo un esempio: la famiglia Rossi vive materialmente nell’immobile sito in Roma, tuttavia la moglie del sig. Rossi ha fissato la propria residenza in un’abitazione sulla costa e, in tale immobile, viene regolarmente erogata l’energia elettrica dall’Enel. La signora Rossi, per non pagare il canone Rai, dovrà inviare – ogni anno – una autocertificazione (qui il modellino) all’Agenzia delle Entrate, ufficio Torino 1, con cui dichiara che, all’interno dell’immobile in questione, non è presente alcun televisore.

 

Si deve, comunque, mettere in guardia i contribuenti dalle false dichiarazioni: oltre, infatti, a comportare il recupero dell’imposta (con una sanzione pari a 5 volte il/i canone/i evaso/i), si incorre anche in una sanzione penale per la falsa dichiarazione.

 


[1] Legge n. 208/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
6 Gen 2016 Federico Vaccarella

Salve avvocato
in merito al tema sopracitato le voglio fare una domanda:
ho casa di proprietà a Latina con residenza e utenze intestate a me ma vivo a Roma ove le utenze sono comunque intestate a me. pagherò 2 volte?

 
27 Gen 2016 caforio cosima damiana

io sono residente in una casa di mio figlio,la bolletta e intestata a lui(non abita con me)lui ha altra residenza con la compagna,la bolletta e intestata a lei.le spese le pago io.ho 1 casa al mare in puglia tutto intestato a me,la uso solo in estate…ci faranno pagare tutte e 3 le utenze?noi vogliamo pagarne 2.

 
13 Apr 2016 Carlo Lombardini

Ho una seconda casa: devo inviare l’autocertificazione? Se sì, quale modulo usare? Quello dell’Agenzia entrate non sembra adatto.

 
21 Apr 2016 Stefania Cortesi

Buongiorno, io e mio marito abbiamo due case nello stesso comune con residenza ognuno nella propria casa di proprietà e relativa utenza ENEL, come si capisce chiaramente il canone va dovuto in entrambi i casi.
Noi però ogni anno dichiariamo al comune quale sia la nostra abitazione e paghiamo IMU sull’altra casa, per questo non vorrei dover pagare anche il canone. Anche se ho la residenza è dichiaratamente una seconda casa.
Si può fare ricorso?
grazie