Anticipo assegno di mantenimento e fondo di solidarietà: come funziona
Lo sai che?
5 Gen 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Anticipo assegno di mantenimento e fondo di solidarietà: come funziona

Separazione e divorzio: nasce il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno: l’ex che non abbia ricevuto il versamento dell’assegno di mantenimento può far ricorso al fondo statale.

 

Se, a seguito di separazione tra coniugi, il marito (o la moglie, anche se l’ipotesi è meno frequente) smette di versare l’assegno di mantenimento imposto dal giudice [1], l’ex può ottenere il pagamento di dette somme direttamente dallo Stato, grazie al nuovo Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, istituito dalla legge di Stabilità 2016 [2]. Il fondo è previsto in via sperimentale per il 2016 con una dotazione di 250mila euro e, per il 2017, con 500mila euro.

 

Scopo del Fondo di solidarietà è quello di intervenire non in qualsiasi caso in cui il coniuge beneficiario del mantenimento non riceva l’assegno mensile dall’ex, ma solo quando questi si trovi in un obiettivo stato di bisogno, poiché non è in grado di provvedere, da solo, al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi.

Cerchiamo, quindi, di vedere a quali condizioni è possibile ottenere l’anticipo del mantenimento da parte dello Stato e cosa è necessario fare per avviare la procedura. Il tutto in attesa del decreto ministeriale che attui la nuova previsione normativa.

 

 

Condizioni per ottenere l’accesso al fondo di solidarietà

Condizioni per ottenere l’accesso al fondo sono:

 

– un provvedimento del giudice che – a seguito di giudizio di separazione o di modifica delle condizioni di separazione – dia diritto all’assegno di mantenimento; non è previsto l’accesso al beneficio nel caso in cui il coniuge abbia optato per il contributo “una tantum”, ossia per il pagamento di un’unica somma e non di un contributo continuo, da versarsi mensilmente;

 

– che il coniuge tenuto al pagamento del contributo non abbia ottemperato al pagamento, a prescindere dalle ragioni. Quindi, si può ottenere l’accesso al fondo anche nel caso di oggettiva impossibilità del coniuge moroso e non solo di sua volontaria sottrazione all’adempimento del proprio dovere;

 

– che il coniuge beneficiario del mantenimento viva insieme ai figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave. Questo si intuisce dalla dizione della norma la quale stabilisce che, condizione per ottenere l’anticipo del mantenimento da parte dello Stato è che il coniuge in stato di bisogno non sia in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli (minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave) conviventi. Proprio l’uso della congiunzione “e” al posto della “o” fa presumere la necessaria presenza dei figli. Il fondo così si presenta come una misura di sostegno della famiglia in senso ampio, in considerazione proprio della presenza di soggetti deboli come i minorenni o i portatori di handicap. Sono quindi esclusi i coniugi separati senza figli o con figli maggiorenni non disabili;

 

– che il coniuge beneficiario del mantenimento non sia in grado di provvedere al mantenimento sia di sé stesso che dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave con lui conviventi. A tal fine occorrerà dimostrare di non possedere un reddito, o di avere un reddito minimo (al momento non è indicata alcuna soglia, salvo che il successivo decreto ministeriale specifichi meglio tale punto). Lo stato di bisogno si configura come la mancanza o insufficienza di mezzi atti ad assolvere le necessità primarie della vita, quindi non è solo la mancanza di quanto necessario per alimentarsi, ma anche del necessario per vestirsi, per l’abitazione ecc.

 

 

Chi non può ottenere il mantenimento da parte del Fondo di solidarietà?

Non hanno diritto di accedere al fondo:

 

– i coniugi separati che non hanno avuto figli

 

– il coniuge separato ed in stato di bisogno i cui figli non convivano con lui;

 

– il coniuge separato con figli maggiorenni non disabili;

 

– il coniuge separato non in stato di bisogno;

 

– il coniuge divorziato. La legge infatti stabilisce che il contributo statale è dovuto solo per i coniugi separati, ma non ancora divorziati. Il che sembra essere una grave violazione del principio di parità, forse frutto di una svista da parte del legislatore. Al momento, però, è questa la corretta interpretazione. Per maggiori chiarimenti bisognerà attendere il decreto ministeriale.

 

 

Come ottenere il mantenimento dal Fondo di solidarietà nel 2016 e 2017?

Il coniuge cui non sia stato pagato il mantenimento e che si trovi nelle condizioni appena descritte, al fine di ottenere il contributo da parte del Fondo di Solidarietà, deve:

 

depositare un’istanza nella cancelleria del tribunale del luogo ove egli ha residenza. L’istanza si presenta in carta semplice e non è necessario il pagamento di contributo unificato;

 

– insieme all’istanza andrà depositato il provvedimento del giudice che dà diritto a ottenere il pagamento del mantenimento (la sentenza di separazione o o di modifica delle condizioni di separazione);

 

– la prova del mancato pagamento dell’assegno da parte dell’ex. Non essendo concepibile, però, una prova di un fatto negativo, sarà sufficiente la dichiarazione del beneficiario, eventualmente (a corroborazione di ciò) corredata da un estratto conto dal quale si evinca l’assenza degli accrediti in banca.

 

 

La procedura per ottenere l’anticipo del mantenimento dallo Stato

Dopo il deposito dell’istanza, il Presidente del tribunale o un giudice da lui delegato verifica la sussistenza dei presupposti soggettivi appena elencati, necessari per ottenere il contributo statale. In tale fase, che può durare massimo 30 giorni, il tribunale può assumere – se lo ritiene necessario – informazioni da soggetti terzi.

 

Questa fase si può concludere in due mdi:

 

– il tribunale ritiene fondato il diritto all’accesso al fondo e accetta l’istanza. In tal caso, una volta valutata l’ammissibilità dell’istanza medesima, il Presidente del Tribunale la trasmette al Ministero della giustizia. Sarà poi il Ministero stesso a corrispondere la somma al coniuge che ne abbia fatto richiesta;

 

– il Presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per ottenere il beneficio di accesso al fondo: in tal caso il magistrato rigetta l’istanza con un decreto, senza ovviamente trametterla al Ministro della giustizia. Contro tale decisione non è possibile alcuna forma di impugnazione.

 

 

A quanto ammonta il contributo statale?

La nuova norma stabilisce che lo Stato anticipa una somma non superiore all’importo dell’assegno medesimo. Questo fa intuire che l’istanza va presentata per ciascuna inadempienza. Per esempio: se il coniuge non ha versato il mantenimento relativo al mese di gennaio, l’ex potrà presentare un’istanza per ottenere il pagamento di tale importo. Se il mese successivo, l’inadempienza si ripete andrà presentata una nuova istanza con tutto l’iter e la documentazione che ne consegue.

 

Sarà poi il Ministero della Giustizia, che ha pagato il coniuge beneficiario, a sostituirsi a quest’ultimo per ottenere il pagamento dal coniuge inadempiente. Dunque è verosimile che chi non paghi il mantenimento si vedrà recapitare una cartella esattoriale da parte di Equitalia. E questo perché la riscossione dei crediti dello Stato avviene sempre tramite l’Agente della riscossione.

 

 

Da quando entra in vigore il nuovo Fondo di solidarietà?

L’anticipo del mantenimento pagato dallo Stato deve ancora entrare in vigore. Infatti la legge stabilisce che è necessario un decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2016 (1° gennaio 2016) che contenga le disposizioni necessarie per l’attuazione del fondo medesimo, con particolare riguardo all’individuazione dei tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, alle modalità di pagamento delle somme e per la riassegnazione al Fondo delle somme recuperate dal coniuge inadempiente.


[1] Ai sensi dell’art. 156 cod. civ.

[2] L. 208/2015 art. 414, 415, 416.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti
9 Gen 2016 sonia bernardis

ma se non se i coniugi non sono sposati. Faccio l’esempio di una coppia di fatto con figli minori che si separa e il compagno o la compagna ex non passa gli alimenti dovuti a i figli minori. Secondo me non è molto chiara la normativa.

 
9 Gen 2016 Anna Silvestro

Si parla di coniugi, dunque le coppie di fatto sono escluse da questa nuova normativa? Il fatto non è discriminante? Bisognerebbe rivedere.

 
12 Gen 2016 sonia bernardis

se è così è discriminatoria