Bonus mobili e ristrutturazione 2016, quando spetta?
Lo sai che?
6 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Bonus mobili e ristrutturazione 2016, quando spetta?

Bonus arredi 2016 e lavori di ristrutturazione che danno diritto al beneficio: possono essere agevolabili anche i piccoli interventi?

 

Nel 2016 acquisterò la prima casa; devo installare tapparelle blindate e ad alta efficienza energetica, servizi di domotica ed antifurto: posso avere il bonus mobili? Quali lavori non impegnativi posso fare per ottenere il bonus mobili?

 

Per quanto concerne il Bonus Mobili, anche conosciuto come Bonus Arredi, prorogato, dalla nuova Legge di Stabilità, sino al 31 dicembre 2016, occorre fare una premessa: l’installazione di servizi di domotica, di un antifurto, di tapparelle e di schermature solari non rientrano direttamente in tale Bonus, ma possono rientrare tra gli interventi incentivati dal Bonus relativo alla ristrutturazione dell’immobile.

Nel Bonus Mobili, difatti, rientrano solamente gli acquisti di arredi e di grandi elettrodomestici di classe superiore alla A+, nonché di forni aventi una classe superiore alla A: sono esclusi dal beneficio impianti ed infissi, i quali, invece, come accennato, rientrano nel Bonus relativo alla ristrutturazione.

Entrambi gli incentivi consistono nella detrazione fiscale del 50% dei costi sostenuti:

 

– il Bonus Arredi dà diritto a tale detrazione, che deve essere suddivisa in 10 anni, su un tetto massimo di 10.000 euro di spesa;

 

– il Bonus Ristrutturazione dà diritto a tale detrazione, che deve essere sempre suddivisa in 10 anni, su un tetto massimo di 96.000 euro di spesa;

 

 

Bonus Mobili legato alla ristrutturazione

Il discorso cambia qualora il lettore si domandi se l’installazione dei servizi di domotica, di antifurto, tapparelle e schermature sia sufficiente a configurare un intervento di ristrutturazione, al quale poi collegare il Bonus Mobili. La risposta è da ritenersi positiva: vediamo subito in base a quali elementi.

In assenza di nuove istruzioni da parte di decreti attuativi o circolari, per capire quando si può usufruire, nel concreto, del Bonus Mobili legato alla ristrutturazione, bisogna far riferimento alla normativa attualmente vigente in materia [1], come spiegata dalla relativa Circolare dell’Agenzia delle Entrate [2].

La finalità dell’incentivo relativo all’acquisto arredi è strettamente correlata, difatti, con l’incentivo a favore del settore edile: in pratica, non è riconosciuta alcuna detrazione fiscale sugli arredi, se il loro acquisto non è collegato ad un intervento di ristrutturazione.

 

 

Interventi di ristrutturazione

L’Agenzia delle entrate, da tempo, ha chiarito che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, presupposto del Bonus Mobili, non sono limitati alla “ristrutturazione edilizia” in senso stretto, ma comprendono anche la manutenzione straordinaria, il restauro ed il risanamento conservativo di singole unità immobiliari residenziali (come esposto in una nota Circolare del 2009 [3]).

 

Il citato decreto del 2003 ha poi ampliato la gamma degli interventi edilizi, che possono essere effettuati sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali: nel caso di ristrutturazione condominiale, però, il Bonus Mobili riguarderà soltanto gli acquisti effettuati per arredare le parti comuni dell’immobile (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, e simili), mentre non sarà fruibile per l’acquisto di arredi da parte dei singoli condòmini, da destinare alla propria unità immobiliare.

 

Sono inclusi nella ristrutturazione anche gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza, nonché i casi di interventi di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie.

 

Riassumendo, rientrano nella fattispecie di ristrutturazione, dando diritto alla relativa detrazione, e configurano il presupposto per il bonus arredi, i seguenti interventi :

 

manutenzione ordinaria sulle parti comuni di un edificio residenziale;

 

manutenzione straordinaria sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

 

restauro e risanamento conservativo effettuati sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

 

ristrutturazione edilizia effettuata sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

 

ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

 

restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

 

 

Ristrutturazione: quando si configura

Queste, in pratica, le più recenti specifiche normative, le quali, però, non arrivano a chiarire se l’installazione di impianti di domotica e di infissi quali tapparelle e schermature solari possano, da soli, configurare un intervento di ristrutturazione.

Ci viene, però, in aiuto il richiamo del Decreto e della Circolare al Testo Unico dell’Edilizia [4], il quale specifica quando può configurarsi una ristrutturazione. In particolare, sono ricompresi:

 

– gli interventi di manutenzione ordinaria: sotto questa dicitura si intendono gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

 

– gli interventi di manutenzione straordinaria: sotto questa dicitura si intendono le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;

 

– gli interventi di restauro e di risanamento conservativo: sotto questa dicitura si intendono gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità con un insieme sistematico di opere. Gli interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;

 

– gli interventi di ristrutturazione edilizia in senso lato: sotto questa dicitura si intendono gli interventi rivolti a trasformare un immobile con più opere sistematiche che possono portare ad un immobile anche diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.

 

Da quanto esposto, le casistiche d’installazione di impianti di domotica e antifurto, nonché di installazione di tapparelle blindate, potrebbero tranquillamente rientrare nel predetto elenco delle opere incentivabili ai fini della ristrutturazione.

 

 

Ristrutturazione e piccoli interventi

Il dubbio è poi risolto definitivamente dalla Guida alle ristrutturazioni, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate nell’aprile 2015.

Nella Guida è, difatti, affermato esplicitamente che sono agevolati i lavori finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Tra le misure sono esplicitamente citati impianti antifurto, tapparelle metalliche con bloccaggi; inoltre sono citati, quali interventi realizzabili anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, quelli finalizzati alla cablatura , nonché gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici direttamente al servizio dell’abitazione.

 

Altri lavori che non comportano modifiche strutturali, suscettibili di rientrare nel Bonus Ristrutturazioni, e nell’alveo della ristrutturazione in generale, oltre a quelli già elencati, sono:

 

– la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;

 

– il rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;

 

– l’apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;

 

porte blindate o rinforzate;

 

– l’apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini ;

 

– l’installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;

 

– l’apposizione di saracinesche;

 

vetri antisfondamento:

 

casseforti a muro;

 

fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;

 

– apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;

 

– interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

 

 

Ristrutturazione e sicurezza domestica

Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto non si tratta di un intervento sull’immobile (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas). L’agevolazione spetta, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).

 

Tra le opere agevolabili in quest’ambito rientrano:

 

– l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;

 

– il montaggio di vetri anti-infortunio;

 

– l’installazione del corrimano.

 

Gli elenchi di interventi forniti sono a titolo indicativo e non esaustivo, quindi possono essere ricomprese nell’agevolazione anche lavori riconducibili alle stesse finalità o assimilabili in altro modo.

 

 

Bonus mobili giovani coppie 2016

Infine, riguardo il solo Bonus Arredi, è dovuta un’ultima precisazione: qualora si acquisti l’abitazione principale come coppia, ed almeno un componente abbia un’età non superiore ai 35 anni, si potrà usufruire della detrazione sull’acquisto di arredi a prescindere dalla sussistenza di interventi di ristrutturazione, per il solo acquisto della prima casa. L’agevolazione consisterà sempre in una detrazione del 50% del costo degli arredi acquistati, da suddividersi in 10 anni, ma in questo caso il tetto massimo di spesa sarà pari a 20.000 euro, e non più a 10.000 euro.


[1] D.L. 63/2013.

[2] Circ. n. 29/E/2013.

[3] Circ. n. 35/E/2009.

[4] DPR n. 380/2001.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti