Recupero giorni Legge 104 per la pensione anticipata
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6 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Recupero giorni Legge 104 per la pensione anticipata

Penalizzazione per pensionamento anticipato, permessi retribuiti Legge 104 e congedo straordinario per assistenza disabili: le assenze si devono recuperare?

 

Sto per andare in pensione anticipata; negli anni ho fruito dei permessi e del congedo straordinario Legge 104: devo recuperare le giornate di assenza per evitare la penalizzazione?

 

In materia di pensione anticipata, a causa dei numerosi interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo, vige una grande confusione sui casi nei quali può essere applicata la penalizzazione, per chi si colloca a riposo prima del compimento di 62 anni d’età: in particolare, per quanto concerne le assenze dal lavoro per l’assistenza di familiari disabili, è necessario, in primo luogo, distinguere tra i permessi retribuiti Legge 104 ed il congedo straordinario [1].

 

Permessi Legge 104 e riduzione della pensione

La Legge Fornero [2], difatti, nella sua prima stesura prevedeva una penalizzazione percentuale per chi si fosse collocato a riposo prima dei 62 anni di età (pari all’1% annuo, della quota retributiva dell’assegno, per ciascun anno mancante al sessantaduesimo, dal sessantesimo anno d’età, ed al 2% per ciascun anno precedente al sessantesimo); erano esclusi dalla penalizzazione, ma solo sino al 31 dicembre 2017, i lavoratori che possedevano soltanto contribuzione da lavoro effettivo, ferie, malattia, maternità, servizio militare e cassaintegrazione ordinaria.

In seguito, la Legge di Stabilità 2014 [3]ha introdotto una modifica, che esclude dalla penalizzazione anche i permessi ed i congedi Legge 104: la normativa, tuttavia, nominava esplicitamente la sola Legge 104, che prevede i permessi retribuiti, e non il Testo Unico Maternità-Paternità [1], che invece prevede il congedo straordinario per l’assistenza ai disabili. Ci si domandava, allora, se fossero esclusi dalla penalizzazione, e dunque dalla necessità di recupero, anche i congedi straordinari, visto che la norma menzionava esplicitamente la parola “congedi”.

 

Congedo straordinario per assistenza disabili e riduzione della pensione

Il dubbio è stato poi chiarito da un messaggio dell’Inps [3], il quale ha esposto quali siano le nuove assenze relative all’assistenza di disabili da escludere dalla penalizzazione:

 

– i congedi parentali di maternità e paternità;

 

– i permessi mensili per assistere i portatori di handicap grave;

 

– i permessi fruiti dal lavoratore con grave disabilità;

 

– il prolungamento del congedo parentale spettante ai genitori di bambini disabili in condizione di gravità.

 

Pertanto, risulta chiara l’esclusione dal beneficio di chi ha fruito di congedi straordinari, da non confondere col prolungamento del congedo parentale per l’assistenza di figli disabili, che invece è incluso nel beneficio.

 

Nessuna penalità sino al 31 dicembre 2017

Il rilievo delle assenze ai fini della decurtazione della pensione risulta, comunque, soltanto parziale, poiché la Legge di Stabilità 2015 [5] ha eliminato totalmente la penalizzazione della quota retributiva della pensione anticipata (la parte dell’assegno calcolata col contributivo non è mai penalizzata), per le pensioni con decorrenza dal primo gennaio 2015, e limitatamente ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2017, anche qualora la decorrenza del trattamento sia successiva, in virtù del principio di cristallizzazione.

 

La Legge di Stabilità 2016 [6], infine, ha completato l’intervento disponendo la cancellazione della penalizzazione per chi abbia maturato i requisiti antecedentemente al 2015, a partire dai ratei liquidati dal primo gennaio 2016 (senza però prevedere la restituzione degli arretrati).

 

La decurtazione percentuale della pensione, salvo futuri interventi, si applicherà dunque a chi andrà in pensione prima dei 62 anni, avendo maturato i requisiti di contribuzione per la pensione anticipata a partire dal primo gennaio 2018. Conterà, pertanto, la data di maturazione dei requisiti, e non la decorrenza della pensione, e non saranno più previsti periodi di contribuzione che escludano dal taglio dell’assegno.


[1] D.lgs. 151/2001.

[2] Art.6, Co.2 quater, L. 14/2012.

[3] L.147/2013.

[4] Inps Mess. n. 5280/2014.

[5] L. 190/2014.

[6] L. 208/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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