Reclamo-mediazione: entro quando la costituzione in cancelleria
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6 Gen 2016
 
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Reclamo-mediazione: entro quando la costituzione in cancelleria

Il contrasto tra Agenzia delle Entrate e Cassazione: in caso di avvio della mediazione, il termine di 90 giorni di sospensione dell’atto impugnato decorre dalla data di ricezione del ricorso da parte del fisco?

 

Nel caso in cui sia obbligatorio esperire la nuova mediazione tributaria, l’atto del fisco impugnato viene sospeso per 90 giorni – il tempo cioè necessario all’amministrazione finanziaria di decidere se accogliere o meno l’istanza – e, nei successivi 30 giorni dalla scadenza del predetto termine, il ricorre deve costituirsi, depositando, presso la cancelleria della Commissione Tributaria adita, la copia del ricorso con il fascicolo di parte. Ma da quando inizia a decorrere il suddetto termine dei 90 giorni? Dalla spedizione alla controparte o dalla effettiva ricezione dell’atto di ricorso contenente il reclamo-mediazione? Sul punto sembra esservi un po’ di confusione. Tant’è che, di recente, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate [1]: secondo l’amministrazione finanziaria, il termine dei 90 giorni inizia a decorrere dalla data di ricezione della notifica a mezzo posta.

 

Pertanto, se il contribuente notifica il reclamo a mezzo posta, dando così avvio al procedimento di finalizzato alla mediazione per come recentemente modificato [2], i 90 giorni di sospensione del titolo esecutivo (l’avviso di accertamento, la cartella esattoriale, ecc.) al termine dei quali iniziano a decorrere gli ulteriori 30 giorni per depositare il ricorso in commissione tributaria, decorrono dalla data di ricezione del plico da parte dell’amministrazione finanziaria.

 

La posizione, però, non è condivisa dalla Cassazione che, sebbene un tempo aveva mostrato di preferire quest’ultima tesi [3], di recente se ne è totalmente discostata [4], stabilendo invece che il termine di 90 giorni (+30 ulteriori giorni) per la costituzione in giudizio decorre dalla data di spedizione del ricorso.

 

La questione non è di poco conto perché, nel caso di costituzione tardiva, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Così, se il contribuente dovesse costituirsi secondo le regole fissate dall’Agenzia delle Entrate, e quindi al 30mo giorno successivo ai 90 giorni dalla ricezione del plico, mentre il giudice dovesse condividere l’orientamento opposto della Cassazione (secondo cui il termine dei 90 giorni va fatto retrocedere alla data di spedizione del reclamo), ne conseguirebbe che la costituzione sarebbe viziata e il ricorso verrebbe rigettato.

 

A questo punto, prudenzialmente, si consiglia di non ridursi all’ultimo giorno, onde evitare contestazioni e, soprattutto, che la CTP rilevi d’ufficio la tardività della costituzione.

 

Un’ultima precisazione: anche questi termini sono soggetti a sospensione nel periodo feriale che va dal 1° al 31 agosto di ogni anno. Va ricordato che il rispetto del termine dilatorio dei 90 giorni, prima del deposito in commissione tributaria nei successivi 30 giorni, è imposto per tutti i ricorsi soggetti alla procedura di reclamo e mediazione, vale a dire per tutte le controversie il cui valore non sia superiore a ventimila euro.


[1] Ag. Entrate, circolare n. 38/2015.

[2] D. lgs. n. 156/2015.

[3] Cass. sent. n. 12185/2008, 9173/2011, 16565 e 18373/2012.

[4] Cass. sent. n. 18125/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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