Cosa significa asta deserta
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Rossella Blaiotta
 


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Cosa significa asta deserta

Esecuzione forzata e pignoramento immobiliare: con l’asta giudiziaria il creditore può ottenere soddisfazione per un credito rimasto insoluto, mediante la vendita forzata di beni immobili del debitore.

 

Quante volte si sente dire che “l’asta è andata deserta”, un termine che ricorre quando si parla di pignoramenti della casa o di altri immobili. Si tratta, in particolare, di una espressione tecnica che sta a indicare, in estrema sintesi, che nessuno ha presentato offerte di acquisto del bene pignorato e soggetto alla vendita forzata tramite il tribunale. In questi casi, il codice di procedura prevede degli appositi meccanismi, con successivi ribassi della base d’asta, volti a rendere più appetibile l’offerta e, così, soddisfare le pretese del creditore che ha avviato il procedimento.

Ma procediamo con ordine e vediamo cosa prevede la legge.

 

Debitore e creditore sono vincolati tra loro da un’obbligazione che consiste in un impegno, del primo nei confronti del secondo, di dare, fare o non fare un qualcosa, e l’adempimento di tale obbligazione scioglie il vincolo tra le parti, liberando il debitore dal proprio dovere. Non sempre le obbligazioni vengono adempiute, oppure vengono eseguite in maniera incompleta, in questi casi la legge offre delle modalità di recupero del dovuto.

Ad esempio, nel caso di un’obbligazione di denaro, il debitore riceve una somma di denaro, a titolo di mutuo dal creditore, impegnandosi alla restituzione entro un determinato periodo di tempo, in mancanza, quest’ultimo può attivarsi, per la rifusione, mediante il procedimento di esecuzione.

 

Il bene, mobile o immobile, di proprietà del debitore, viene venduto in maniera forzata con un’asta giudiziaria, che mira a recuperare la somma di denaro necessaria a coprire il debito e soddisfare il creditore, fissando come prezzo una base di partenza. Con la vendita all’asta senza incanto [1], ossia senza possibilità di rilancio, i partecipanti presentano le offerte d’acquisto del bene, inserite in busta chiusa in presso la cancelleria del Tribunale del luogo in cui sono presenti i beni, con l’indicazione del prezzo, del tempo, della modalità di pagamento e di ogni altro elemento utile alla valutazione dell’offerta da parte del giudice. Le buste vengono aperte durante l’udienza stabilita per l’esame delle offerte alla presenza dei vari partecipanti. La particolarità di tale asta è che la domanda di partecipazione presentata alla cancelleria è vincolante, pertanto, una volta presentata un’offerta, questa non può essere ritirata.

L’asta è deserta quando nessuno vi prende parte con le offerte di acquisto.

 

Quando l’asta è deserta e non vi sono pertanto offerte di probabili acquirenti del bene messo in vendita, il giudice, ai fini di chiudere il procedimento esecutivo e di consentire al creditore di trovare finalmente una soddisfazione, dopo avere redatto il verbale di asta deserta, che attesta la mancata comparizione di persone interessate all’acquisto, fissa una nuova data di udienza, con un ribasso di prezzo. Il ribasso è inferiore di un quarto rispetto a quello precedente.

 

Se dopo una serie di aste deserte, il bene non riesce a trovare una collocazione, il giudice può decidere di cambiare modalità di assegnazione, mediante vendita con incanto, ossia con possibilità di rilancio. Nella vendita con incanto i partecipanti sono tenuti a versare una somma di denaro a titolo di cauzione stabilita dal giudice, in ogni caso non inferiore al 10% del prezzo base d’asta. A differenza della vendita con incanto, in questa tipologia di vendita le offerte non sono vincolanti e la procedura si conclude quando passano più di tre minuti dall’ultimo rilancio senza che siano pervenute nuove offerte.

In caso di aggiudicazione del bene messo all’asta, l’offerente è tenuto al pagamento del prezzo e degli oneri, diritti e spese di vendita nel termine indicato in offerta, ovvero, entro sessanta giorni dall’aggiudicazione definitiva.

 

 

Se il bene non si vende

Se, a seguito di numerosi tentativi di vendita e conseguenti ribassi, la base d’asta scende tanto da superare notevolmente il valore di mercato del bene, tanto da comprimere sia gli interessi del creditore (al soddisfacimento del proprio credito) che del debitore (di estinguere la propria obbligazione con la perdita della casa) il giudice estingue definitivamente il pignoramento e il bene del debitore viene liberato da ogni peso (leggi: “Pignoramento casa: se non si vende all’asta l’esecuzione termina”).


[1] Artt. 570 e ss. cod. proc. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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