Inps, controlli a tappeto su lavoro domestico e finte colf
News
6 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Inps, controlli a tappeto su lavoro domestico e finte colf

Rapporti di lavoro domestico fittizi ed erogazione indebita d’indennità di disoccupazione: al via i nuovi controlli sperimentali dell’Inps.

 

È purtroppo molto diffuso, in ambito domestico, il fenomeno dei rapporti di lavoro fittizi, sorti al solo fine di consentire al finto dipendente la percezione di prestazioni previdenziali, quali l’indennità di disoccupazione, di maternità o gli assegni familiari, oppure il rinnovo del permesso di soggiorno.

L’Inps, per evitare di erogare prestazioni indebite, ha dunque deciso di avviare dei controlli sistematici a tappeto, come reso noto con un recente messaggio [1]: la sperimentazione partirà, in un primo momento, soltanto in Umbria, ed avrà una durata di 6 mesi, ma sarà presto estesa a tutte le Regioni Italiane.

 

 

Controlli sulle “finte colf”, come avverranno

I controlli , nella prima fase, avverranno su tutte le domande di assunzione di lavoratori domestici e sulle richieste di prestazioni all’Istituto.

 

In primo luogo, vi saranno delle verifiche sul reddito effettivo del datore di lavoro domestico, che saranno effettuate tramite consultazione di tutte le banche dati accessibili all’Inps: Arca, Punto fisco, Estratto conto integrato casellario lavoratori attivi, Cassetto previdenziale del cittadino e Archivio anagrafico comunale.

 

Qualora la capacità reddituale evidenziata dai controlli dovesse risultare insufficiente in rapporto alla retribuzione o alla contribuzione pagata per la Colf, l’Inps effettuerà dei controlli sui componenti del nucleo familiare del datore.

 

Se dalle ulteriori verifiche emergesse un’incapacità reddituale assoluta del nucleo familiare del datore di lavoro, il rapporto lavorativo con la colf sarà annullato.

 

Attenzione, però: per incapacità assoluta s’intenderanno situazioni quali l’assenza di contribuzione, l’assenza di dichiarazione dei redditi, o l’assenza di prestazioni previdenziali e d’invalidità civile.

 

Nel caso in cui dai controlli, invece, dovesse emergere non un’incapacità reddituale assoluta, ma un’incongruenza tra reddito e costi sostenuti per il rapporto di lavoro domestico, le parti dovranno essere convocate presso la sede Inps competente, e si procederà al loro ascolto, separatamente, per decidere sull’eventuale disconoscimento del rapporto di lavoro.

 

 

Finte colf e permesso di soggiorno

Particolare importanza avranno, poi, i controlli effettuati in merito ai rapporti di lavoro domestici con lavoratori extracomunitari.

In quest’ambito, in particolare, l’Istituto verificherà:

 

– la presenza di un permesso di soggiorno prossimo alla scadenza;

 

– l’instaurazione di un rapporto tra connazionali stranieri;

 

– l’esistenza di rapporti di parentela o di affinità tra datore e lavoratore (circostanza ammissibile solo in caso di prestazione resa a favore di invalidi civili);

 

– se il datore risulti possedere solo reddito da lavoro domestico;

 

– l’esistenza di pregressi rapporti di lavoro domestico attivati dal datore;

 

– la frequenza di pregressi rapporti di lavoro domestico attivati dal datore.

 

 

Esito dei controlli

Qualora dai controlli emergano indici di rischio legati alla capacità reddituale o ai rapporti familiari ed interpersonali, assieme ad indicatori dell’opportunità del rapporto ai fini della concessione di prestazioni previdenziali o del permesso di soggiorno, l’Inps, dopo aver sentito le parti, deciderà o meno se procedere all’annullamento del rapporto lavorativo, ed alla richiesta di restituzione di quanto indebitamente erogato.

 

 


[1] Inps Mess. n. 7055/2015.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti