Cos’è una class action e come si fa
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7 Gen 2016
 
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Cos’è una class action e come si fa

Azione a tutela dei consumatori, procedimento, adesione: difesa contro le pratiche commerciali scorrette di imprese o contro la negligenza della pubblica amministrazione.

 

La class action è un mezzo per far valere, in via giudiziaria, la tutela di uno o più specifici diritti del consumatore. Quest’ultimo, infatti, in alternativa all’azione individuale, può valersi dell’azione di classe risarcitoria (che d’ora in poi chiameremo con il più diffuso termine di class action).

La caratteristica della class action è che può essere solo successiva al verificarsi del danno ed è quindi utilizzata per ottenere il risarcimento. Essa può essere promossa, nei confronti dell’impresa, sia dal singolo consumatore che dalle associazioni dei consumatori e dai comitati.

 

Simile, ma diversa dalla class action, è l’azione di tipo inibitorio che, invece, ha natura preventiva (in quanto il danno al consumatore non si è ancora verificato) e può essere promossa solo dalle associazioni dei consumatori. Essa è volta, appunto, a impedire atti e comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti e di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate, ma non ristora il consumatore dal danno subito.

 

La class action può essere esercitata tanto nei confronti delle imprese private che abbiano causato dei danni a consumatori od utenti, tanto nei confronti delle pubbliche amministrazioni inefficienti che abbiano leso interessi o provocato dei danni ai singoli cittadini.

 

Con la class action si ottiene l’indubbio beneficio di riunire le pretese dei consumatori o degli utenti in un unico processo contro uno stesso soggetto (una società o un diverso ente). Ciò è rivolto a ottenere due tipi di vantaggi: da un lato si accelera il processo, dall’altro lato si evitano contrasti tra sentenze di giudici diversi, che potrebbero altrimenti avere posizioni e orientamenti differenti, con conseguente discriminazione.

 

Il fatto che alcuni consumatori si siano mossi con una class action non impedisce a chi non vi ha partecipato di agire individualmente per il medesimo problema davanti al giudice competente.

 

 

Chi può promuovere la class action

I consumatori o gli utenti possono agire:

 

– singolarmente, per il tramite di uno o più avvocati cui i consumatori conferiscono direttamente mandato;

 

– facendosi rappresentare da associazioni di consumatori, per il tramite del rispettivo avvocato; in questo caso, però, il mandato viene conferito all’associazione e non all’avvocato;

 

– tramite comitati per il tramite del rispettivo avvocato.

 

 

Chi può aderire alla class action

La class action può essere intrapresa da chiunque rivesta la qualità di consumatore o di utente: si tratta, cioè, di un soggetto privato che ha avuto contatti con un’impresa per scopi personali – estranei all’attività professionale eventualmente svolta – per l’acquisto di beni o prodotti (consumatore) o per la fruizione di servizi (utente).

Quindi non può agire il professionista nell’acquisto di un bene per la propria attività lavorativa, e così l’imprenditore, la società, ecc. Professionisti e imprenditori individuali, però, possono aderire alla class action se hanno concluso il contratto per esigenze personali e non lavorative (si pensi all’acquisto di una caldaia per casa e non per l’ufficio).

 

In ogni caso chi agisce in giudizio deve avere un interesse, e cioè essere personalmente titolare dei diritti che intende tutelare con l’azione collettiva, assumendo in tal modo la qualifica di parte del processo.

 

Sicuramente il modo meno costoso e più comodo per il consumatore di prendere parte ad una class action è quello di aderirvi dando mandato ad un’associazione posta a tutela dei diritti dei consumatori, in grado di mobilitare migliaia di persone fornendo loro un’assistenza legale qualificata. In tal modo, il consumatore che ha preso parte all’azione può registrarsi al sito dell’associazione ed essere aggiornato sugli sviluppi dell’azione giudiziaria, verificare se questa è stata dichiarata ammissibile o meno e così via.

 

 

Contro chi è esercitata la class action

La class action può essere proposta nei confronti di imprese che hanno cagionato dei danni ai consumatori, in relazione o meno a rapporti contrattuali con gli stessi intercorsi o in conseguenza di illeciti commerciali.

Lo stesso dicasi nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per danni da loro inefficienze.

 

 

Diritti tutelati

È possibile la class action solo a condizione che i diritti tutelati siano omogenei tra loro e non differenti.

 

In particolare si deve trattare di:

 

– diritti contrattuali di una pluralità di consumatori nei confronti di una stessa impresa, inclusi anche i contratti di massa, stipulati con la sottoscrizione di moduli o formulari prestampati;

 

– diritti dei consumatori finali su un determinato prodotto o servizio nei confronti del produttore;

 

– diritti al risarcimento del danno derivante da pratiche scorrette o comportamenti anticoncorrenziali.

 

 

Il procedimento

La class action inizia, come ogni processo, con la notifica di un atto di citazione, che va notificato, però, non solo all’impresa convenuta, ma anche al P.M. presso il tribunale competente. Il P.M. può intervenire solo per la verifica dei requisiti di ammissibilità.

 

Nella prima udienza il tribunale deve esclusivamente valutare l’ammissibilità della domanda, sulla base dell’esame degli atti, sentite le parti ed assunte, se necessario, sommarie informazioni.

 

In pratica il tribunale verifica la fondatezza della domanda: se cioè dai fatti denunciati è verosimile che sia derivata una lesione ai diritti o interessi del consumatore.

 

Se il tribunale dichiara ammissibile la domanda ammette l’azione con un’ordinanza e contestualmente:

 

– fissa i termini e le modalità più opportune per la pubblicità dell’azione allo scopo di permettere ai soggetti interessati di aderirvi;

 

– determina il corso della procedura assicurando l’equa, efficace e sollecita gestione del processo;

 

– prescrive le misure per evitare indebite ripetizioni o complicazioni nella presentazione di prove o argomenti;

 

– regola nel modo che ritiene più opportuno l’istruzione probatoria e disciplina ogni altra questione di rito, omessa ogni altra formalità non essenziale al contraddittorio.

 

 

Come aderire a una class action già iniziata

I consumatori che sono venuti a conoscenza della class action attraverso la pubblicità realizzata dal proponente (ad esempio tramite la pubblicazione della notizia su quotidiani a diffusione nazionale) o su internet e ritengono di appartenere a quella fascia di consumatori individuata dall’ordinanza possono aderirvi presentando un’apposita domanda di adesione inviata al Tribunale anche tramite posta elettronica certificata e fax.

 

La partecipazione degli aderenti non richiede l’assistenza di un avvocato e avviene attraverso la sottoscrizione dell’atto di adesione. Tale atto deve contenere: l’elezione di domicilio, l’indicazione degli elementi costitutivi del diritto fatto valere accompagnato dalla relativa documentazione probatoria.

 

L’atto di adesione deve essere depositato in cancelleria, anche tramite il proponente, a pena di decadenza entro il termine perentorio fissato dal tribunale che non deve essere superiore a 120 giorni dalla scadenza di quello fissato per l’esecuzione della pubblicità a carico del proponente.

 

I consumatori aderenti alla class action rinunciano automaticamente al diritto di poter esercitare qualunque altra azione individuale restitutoria o risarcitoria fondata sul medesimo titolo oggetto della class action.


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
8 Gen 2016 GM LEONE

Vorrei ricordare anche la possibilità del consumatore di rivolgersi all’AGCM per le cd. “Clausole vessatorie” nei contratti che forniscono servizi (Si veda il sito dell’AGCM). Ho presentato istanza all’Autorità per un contratto Mediasetpremium. Vorrei una vostra opinione al riguardo.
Grazie