Come sapere se una cartella di pagamento è prescritta
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7 Gen 2016
 
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Come sapere se una cartella di pagamento è prescritta

Equitalia: termini di prescrizione della cartella esattoriale, verifica, ricorso, interruzione, tutela.

 

La prescrizione della cartella di pagamento – ossia l’impossibilità, per decorso del tempo massimo, di procedere alla riscossione coattiva da parte di Equitalia – si verifica quando, dalla notifica della cartella o del successivo sollecito di pagamento, sono decorsi i termini stabiliti dalla legge (e che qui di seguito vedremo).

 

Dunque, una volta compiutasi la prescrizione della cartella esattoriale, Equitalia non può più avviare il pignoramento, il fermo o l’ipoteca sui beni del debitore. Qualora lo dovesse ugualmente fare tali misure sarebbero illegittime e il contribuente potrebbe sollevare un’opposizione all’esecuzione forzata [1] dinanzi al tribunale del luogo ove si svolge il pignoramento.

 

Risulta quindi fondamentale capire, in primo luogo, come verificare se una cartella esattoriale è prescritta, quando si prescrive e, infine, come difendersi.

 

 

Come verificare se una cartella di pagamento è prescritta

Per verificare se una cartella si è prescritta bisogna controllare la data dell’ultima notifica ricevuta da Equitalia che fa riferimento a tale debito. Per esempio, se si è ricevuta una cartella di pagamento per il bollo auto nel 2010 e, successivamente, nel 2012 si è ricevuto un sollecito di pagamento riferito proprio a tale importo, la prescrizione – che in questo caso è di tre anni – si compie nel 2015 (tre anni dopo la data di notifica del sollecito). Se, invece, il sollecito di pagamento si riferisce ad altre cartelle con differenti debiti, il bollo si prescrive nel 2013.

 

Il sollecito di pagamento è quello che viene definito “atto interruttivo della prescrizione”. Il termine di prescrizione, infatti, ricomincia a decorrere da capo ogni qualvolta al contribuente viene inviata una nuova diffida di pagamento. In generale è sufficiente a interrompere la prescrizione qualsiasi richiesta di pagamento che sia specifica e, cioè, indichi con precisione l’importo dovuto e la causale. Una generica richiesta, ove non risulti la ragione del debito, non interrompe il decorso del termine di prescrizione.

 

Il preavviso di fermo o di ipoteca, con cui Equitalia anticipa al contribuente l’imminente misura cautelare, è anch’esso un atto interruttivo della prescrizione.

 

 

Come verificare la data di notifica se le cartelle sono andate perse

Se il contribuente ha perso la documentazione notificatagli o non ne ha mai curato il ritiro alla posta, per verificare le date di notifica può rivolgersi allo sportello di Equitalia e chiedere un estratto di ruolo. Si tratta di una stampa a uso interno, che non ha valore certificatorio se non accompagnato dalla prova dell’effettiva notifica (ossia dagli originali degli avvisi di ricevimento delle raccomandate o dalla relata di notifica in caso di consegna a mani). Da esso, però, si può evincere – con riferimento a ciascuna singola cartella – tanto la data di notifica quanto la relativa causale.

 

Di norma, dall’estratto di ruolo si può evincere l’anno di notifica ma non anche il giorno e il mese.

 

In genere, se la notifica non è stata effettuata, in corrispondenza della colonna relativa alla “data di notifica” sull’estratto di ruolo si trovano solo una serie di “zero”.

 

Se, invece, dall’estratto di ruolo, risulta essere stata consegnata una cartella di cui, però, il contribuente non ha memoria e sospetta un vizio di notifica, egli può:

 

– chiedere, innanzitutto, con una istanza di accesso agli atti amministrativi, copia della prova della notifica: gli dovranno cioè essere esibiti, in originale, la cartolina di ricevimento regolarmente firmata (nel caso di spedizione di raccomandata) oppure la relata di notifica (nel caso di notifica a mani);

– impugnare l’estratto di ruolo sul presupposto di non essere debitore di tutti gli importi ivi indicati.

 

 

Quando si prescrive una cartella esattoriale

I termini di prescrizione variano a seconda del tipo di debito riportato sulla cartella esattoriale. Ecco un rapido schema per orientarsi.

 

Natura del credito in cartella

Prescrizione

Irpef

10 anni

Iva

10 anni

Irap

10 anni

Imposta di registro

10 anni

Imposta ipocatastale

10 anni

Imposta Tv (canone rai)

10 anni

Diritti Camera Commercio

10 anni

Multe per violazione cod. strada

5 anni

Imposta sui rifiuti (Tari, Tares, …)

5 anni

Ici

5 anni

Imu

5 anni

Tasi

5 anni

Tosap

5 anni

Contributi Inps

5 anni

Contributi Inail

5 anni

Bollo auto

3 anni

 

 

Come difendersi da una cartella prescritta

Equitalia, nel momento in cui si accorge di una cartella ormai prescritta, dovrebbe – in teoria – cancellarla dai propri archivi e dalla posizione debitoria del contribuente; ciò perché detto titolo esecutivo non può essere più azionato. Nei fatti, però, questo non succede e, anzi, avviene addirittura che l’agente della riscossione “ci provi” ugualmente, ossia avvii il procedimento di pignoramento pur nella consapevolezza dell’illegittimità della pretesa. Ciò è ancor più assurdo se si pensa al fatto che spesso l’esecuzione forzata viene intrapresa anche qualora il contribuente abbia in precedenza fatto presente, allo sportello di Equitalia, l’intervenuta prescrizione.

 

Una tutela ovviamente esiste, ed è quella – citata sopra – della opposizione all’esecuzione. Si deve, cioè, agire in tribunale ordinario e contestare l’avvenuto pignoramento tramite avvocato. Il tribunale deciderà se sospendere o meno l’esecuzione e, dopo, rinvierà il contribuente al giudice competente a seconda del tributo per il quale si discute. Per esempio, se la cartella contiene richiesta di pagamento di bollo auto e di contributi Inps, il procedimento si sdoppierà, in parte davanti alla Commissione tributaria (bollo auto) e in parte davanti alla sezione “lavoro e previdenza” del tribunale (contributi Inps).

 

Nel caso, invece, in cui Equitalia abbia inviato un preavviso di ipoteca o di fermo auto, il contribuente dovrà presentare ricorso davanti al giudice competente per ciascun tipo di debito preteso secondo il seguente schema

 

Tipo di debito
Giudice competente
Contributi Inps Trib. ordinario, sez. lavoro e previdenza
Contributi Inail Trib. ordinario, sez. lavoro e previdenza
Bollo auto Commissione Tributaria Provinciale
Imposta Tv (canone Rai) Commissione Tributaria Provinciale
Irpef, Irap, Iva e altre imposte Commissione Tributaria Provinciale
Imu, Ici, Tasi, Tosap, Tarsu e altre imposte locali Commissione Tributaria Provinciale

 

 

Una difesa preventiva non esiste se non quella di effettuare un ricorso in autotutela indirizzato all’ente titolare del credito (e per presa conoscenza a Equitalia) o al Garante del Contribuente con cui si chiede la “cancellazione” del debito prescritto.

 

 


[1] Art. 615 cod. proc. civ.

 

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Commenti
8 Gen 2016 Francesco De Grandi

Mi é stata notificata il pagamento ICI anno 2010 con raccomandata il 04/01/2016. Si dovrebbe considerare prescritto il debito?

 
10 Gen 2016 Flavio

Buongiorno, oltre alla pubblicazione di articoli, offrite anche un servizio da parte di esperti per ricomporre una situazione con equitalia che si trascina da oltre 20 anni? Multe, bolli, iva, ecc. ecc. Grazie per il riscontro.

 
18 Feb 2016 Gaetano DI PUNZIO

Mi é stata notificata il pagamento ICI anno 2010 con raccomandata il 04/01/2016. Si dovrebbe considerare prescritto il debito?

 
9 Mag 2016 Daniela Sabiu

Salve mi è arrivato un bollo dell auto con equitalia del 2011 devo pagarlo ?