Cosap: cos’è e qual è il giudice competente per il ricorso
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7 Gen 2016
 
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Cosap: cos’è e qual è il giudice competente per il ricorso

Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche: la giurisdizione e la competenza vanno al giudice ordinario e non alla Commissione Tributaria poiché non si tratta di una tassa vera e propria.

 

 

Cos’è il Cosap?

Le province e i Comuni possono prevedere l’istituzione di un canone per l’occupazione degli spazi ed aree pubbliche ed escludere l’applicazione, nel proprio territorio, della tassa per l’occupazione degli spazi ed aree pubbliche (cosiddetta Tosap).

 

 

Oggetto della Cosap

Il canone, che ha natura patrimoniale (dunque non fiscale), può essere previsto in relazione all’occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati.
Può essere anche previsto per l’occupazione di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio costituita nei modi di legge. Si comprendono nelle aree comunali i tratti di strada situati all’interno di centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti.
Può inoltre essere previsto per il rilascio dell’autorizzazione per l’installazione di impianti pubblicitari e segnaletici lungo le fasce di rispetto delle strade di competenza dell’ente.

 

 

Chi deve pagare il Cosap?

Il Cosap è dovuto dal titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa, e dagli occupanti di fatto (abusivi).

 

 

Qual è la disciplina?

È demandata a ciascun regolamento comunale e provinciale, i quali devono solamente rispettare i criteri generali stabiliti dalla legge e, in particolare, devono prevedere le procedure per il rilascio, il rinnovo e la revoca degli atti di concessione; la classificazione in categorie di importanza delle strade, aree e spazi pubblici; la tariffa determinata sulla base della classificazione, dell’entità dell’occupazione, del valore economico della disponibilità dell’area nonché del sacrificio imposto alla collettività; ecc.

 

 

Come viene determinato il Cosap?

È determinato sulla base della tariffa, con riferimento alla durata dell’occupazione e può essere maggiorato di eventuali oneri di manutenzione derivanti dall’occupazione del suolo e del sottosuolo.

Dalla misura complessiva del canone va detratto l’importo di altri canoni previsti da disposizioni di legge, riscossi dal comune e dalla provincia per la medesima occupazione (es. canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari), fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi.

 

 

Chi è il giudice competente per il ricorso?

Le controversie sul Cosap devono essere decise dal giudice ordinario. Il canone non ha infatti natura di imposta e, per questo, sfugge alla competenza delle Commissioni tributarie. Lo hanno affermato le Sezioni Unite della Cassazione con una ordinanza di poche ore fa [1].
Secondo i giudici supremi, il canone per l’occupazione di aree pubbliche COSAP – è qualcosa di ontologicamente diverso, sotto il profilo strettamente giuridico, dal tributo per la medesima occupazione (TOSAP), in quanto configurato come corrispettivo di una concessione, reale o presunta (nel caso di occupazione abusiva), dell’uso esclusivo o speciale di beni pubblici, e non già dovuto per la sottrazione al sistema della viabilità di un’ area o spazio pubblico.

 

Per questo – si legge nella sentenza – la giurisdizione sulle relative controversie spetta rispettivamente al giudice ordinario e non al giudice tributario.
Perciò, stabilita l’oggettiva differenza fra TOSAP e COSAP derivante dalla diversità del titolo che ne legittima l’applicazione – da individuarsi, rispettivamente, per la prima nel fatto materiale dell’occupazione del suolo pubblico, e per il secondo in un provvedimento amministrativo, effettivamente adottato o fittiziamente ritenuto sussistente, di concessione dell’uso esclusivo o speciale di detto suolo – deve senz’altro escludersi la natura di tributo del COSAP sì che le controversie attinenti alla debenza di esso, esulano dalla giurisdizione delle commissioni tributarie.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 21 luglio 2015 – 7 gennaio 2016, n. 61
Presidente Cicala – Relatore Chiarini

Rilevato in fatto

Dichiarato dal Tribunale di Nola il difetto di giurisdizione a favore del giudice tributario sulla domanda di M.G. di annullamento della cartella di pagamento n. (omissis) – notificata da Equitalia Sud S.p.a. in data 14 luglio 2007 – per l’omesso versamento del COSAP per gli anni 2004 – 2005 – 2006 (per un complessivo importo di Euro 2.355,50), la M. riassunse il giudizio con ricorso del 3 agosto 2012 e convenne dinanzi alla C.T.P. di Napoli l’agente di riscossione Napoli Equitalia sud s.p.a. deducendo di non aver mai ricevuto la notifica degli avvisi di accertamento e contestando di dover pagare il canone al Comune di Pollena Trocchia in quanto non era titolare di nessuna concessione e/o autorizzazione per l’occupazione permanente di aree pubbliche, ai sensi dell’art. 39 D.lgs. n. 507 del 2003, né era occupante di fatto, ma soltanto gestore, per effetto di un contratto di comodato registrato, di un’area per il servizio di carburante di cui era titolare Sergio Sassi, dichiarato fallito dal Tribunale di Nola con sentenza n. 112 del 2000, e che da detta data era subentrata la curatela a cui aveva versato il canone, e

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[1] Cass. S.U. ord. n. 61 del 7.01.2016.

 

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