Pensioni pagate in ritardo, l’Inps si difende
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9 Gen 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensioni pagate in ritardo, l’Inps si difende

L’Inps risponde alle polemiche sorte su diverse testate nazionali in merito al pagamento delle pensioni effettuato più tardi nel mese di gennaio.

 

In questi ultimi giorni sono sorte accese discussioni in merito al ritardo dell’Inps nel pagamento delle pensioni, avvenuto il 4 gennaio per Poste Italiane ed il 5 gennaio per le banche. In particolare, in molti ritengono che l’Inps, grazie al posticipo dei pagamenti, abbia guadagnato qualcosa come 2 milioni di Euro; introiti incassati senza curarsi delle esigenze dei pensionati più poveri, per i quali è già difficile arrivare alla fine del mese, figuriamoci posticipare l’incasso della pensione di una settimana.

 

Ci si interroga, allora, sulla fondatezza delle accuse, ed in particolare sulla veridicità degli incassi milionari, a fronte dei ritardi nell’erogazione delle pensioni: a tali dubbi l’Inps ha risposto, con una recente comunicazione, nella quale difende il suo operato, punto per punto.

 

 

Il ritardo nel pagamento delle pensioni

Innanzitutto, il rinvio dell’erogazione degli assegni al 4 ed al 5 gennaio non costituisce, formalmente, un ritardo, poiché il pagamento è stato effettuato entro i termini di legge. Una recente legge del 2015 [1], in effetti, prevede il pagamento delle pensioni nel secondo giorno bancabile del mese di gennaio: in effetti, il secondo giorno bancabile, per una sfortunata coincidenza (il primo gennaio, festivo, è caduto di venerdì, il secondo giorno di sabato, il terzo di domenica), è risultato il 4 gennaio per Poste Italiane ed il 5 gennaio per gli istituti di credito.

L’istituto, peraltro, aveva già avvisato del posticipo, con un comunicato stampa dello scorso 24 dicembre, in occasione del quale aveva anche reso noto il calendario pensioni 2016.

 

 

Nessun introito dai pagamenti in ritardo

L’Inps, poi, ha ribadito di non poter trarre alcun vantaggio dall’anticipo o dal posticipo delle date di pagamento delle pensioni. Secondo quanto spiegato dall’Istituto, le somme necessarie per liquidare i trattamenti previdenziali sono spostate direttamente dai conti di tesoreria ai pensionati nello stesso giorno fissato dalla legge per il pagamento delle pensioni: pertanto, il passaggio non comporta nessuna giacenza sui conti correnti dell’Inps, e conseguentemente nessun incasso di interessi e nessun “guadagno sulle spalle dei pensionati”.

 

Addirittura, i flussi informativi relativi ai versamenti degli assegni sono regolarmente inviati dall’Istituto a Poste Italiane ed agli istituti di credito con un congruo anticipo dalla data di pagamento, mediamente pari a 10 giorni: questo fatto comporta che ponti e festività non possano avere nessuna influenza sugli accrediti (in pratica, come quando s’invia un bonifico differito).

 

 

Perché non anticipare i pagamenti?

Se l’Inps non ha alcun guadagno dal differimento dei pagamenti, per via del transito diretto del denaro dalla Tesoreria al cittadino, ci si domanda come mai, per evitare disagi all’utenza, non si è deciso di anticipare i versamenti al termine del mese precedente. L’Istituto ha risposto, innanzitutto, ricordando che gli accrediti seguono quanto disposto dalla normativa, poiché l’Ente non ha alcun potere di autonoma iniziativa in merito. Poi, ha ricordato che le pensioni sono già “anticipate”, rispetto agli stipendi: ad esempio, mentre un dipendente, relativamente al mese di gennaio, sarà pagato o alla fine del mese, o addirittura sino alla metà di febbraio (a seconda dell’amministrazione o dell’azienda in cui lavora), l’Inps ha già saldato la stessa mensilità ai suoi pensionati.

 

 

Ulteriore posticipo delle pensioni nel 2017

La comunicazione dell’Inps termina ricordando che, mentre nei restanti mesi del 2016 i pagamenti avverranno nel primo giorno bancabile (con un’unica spiacevole sorpresa ad ottobre, in cui il primo giorno bancabile per gli istituti di credito sarà il lunedì 3) , dal 2017, secondo la normativa poc’anzi citata, i versamenti avverranno nel secondo giorno bancabile del mese (si veda, a tal proposito, il Calendario pensioni 2016).


[1] Art. 6, Co. 1, L.109/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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