Vincenzo Rizza
Vincenzo Rizza
9 Gen 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Alimenti ai figli, spese ordinarie e straordinarie: meglio l’accordo

Separazione: mantenimento e ripartizione tra i coniugi delle spese relative ai figli.

 

L’incertezza nell’individuare spese ordinarie e spese straordinarie è frequentemente causa di procedimenti giudiziari. Lo strumento del “Protocollo d’intesa” tra magistratura ed avvocatura è stata, tra le best practies, quella più idonea per evitare i conflitti prima del loro nascere. Un’esperienza tutta italiana.

 

 

Il protocollo d’intesa come strumento di deflazione del contenzioso civile

Uno degli strumenti più utili per il deflazionamento del contenzioso civile, a giudicare dalla positiva esperienza degli ultimi anni, è stato il “Protocollo d’intesa”: un accordo sottoscritto presso alcuni Tribunali da rappresentanti dell’Avvocatura e dai Giudici, con il quale si concordano linee di comportamento predeterminate e lasciate alla correttezza di ciascun operatore per la redazione di atti, la produzione di documenti, la regolamentazione delle udienze, e così via; fino a predeterminare, addirittura, le linee generali ed astratte che saranno utilizzate dai Giudici nella decisione.

 

Non si deve pensare, ovviamente, ad una limitazione contraria al principio del “libero arbitrio” che riconosce e sancisce l’assoluta libertà di decisione da parte del Giudice: lo scopo di questi accordi è di chiarire, infatti, anticipatamente gli orientamenti di ciascun Tribunale riguardo a questioni specifiche nelle quali le decisioni possibili possono essere le più disparate, in modo da rendere conosciuti gli orientamenti giurisprudenziali ed evitare il contenzioso.

 

Un po’ lo stesso motivo per cui negli anni ottanta e novanta, il Tribunale di Milano fece da precursore nella quantificazione del danno da lesioni negli incidenti stradali, adottando delle “Tabelle” che hanno finito per essere utilizzate in quasi tutti i Tribunali perché fissavano criteri certi, obiettivi, conosciuti. Con il risultato che molte compagnie d’assicurazione si sono adeguate a quei criteri evitando così l’instaurazione di moltissimi giudizi.

 

 

Spese ordinarie e straordinarie: motivo frequente di ricorso al giudice

Tornando al diritto di famiglia, e all’obbligo di somministrazione degli alimenti a carico di ciascun genitore, è noto come sia sempre aperta la discussione per determinare quali spese siano da considerare ordinarie e quali straordinarie.

 

È altresì noto come la materia costringa spesso ad instaurare appositi giudizi dal momento che i provvedimenti di separazione o divorzio non possono essere utilizzati come titolo esecutivo per rivolgersi direttamente all’ufficiale giudiziario a causa dell’incertezza ed illiquidità del credito che impongono un accertamento giudiziale.

 

Molti Tribunali, pertanto, sollecitano le parti a stabilire in anticipo, concordemente, quali considerare spese ordinarie e quali spese straordinarie; il Tribunale di Bologna, per esempio, ha stabilito che “allorché sorgano contrasti tra i genitori in ordine alla misura e alla modalità di ripartizione delle spese straordinarie relative alla prole (sfociati, anche, in procedimenti giudiziari), è opportuno, per un verso, stabilire analiticamente le spese straordinarie da sostenersi nell’interesse dei minori (nonché le relative modalità di rimborso delle stesse) e per altro verso, prevedere che le stesse vengano previamente concordate tra i genitori” [1].

 

La Corte di Cassazione ha fissato, infatti, solo regole generali più volte ribadite, secondo le quali “Devono intendersi spese straordinarie quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, esulano dall’ordinario regime di vita dei figli[2]

E’ chiaro, invece, come le caratteristiche di ciascuna spesa variano da caso a caso e come possa incidere sul concetto di “straordinario” anche l’ammontare della spesa, da ragguagliare alle condizioni economiche dei genitori e, quindi, concetto di carattere relativo.

 

La prassi del “Protocollo d’intesa” in materia di ripartizione delle spese si pone nell’ottica di evitare l’incertezza del giudizio e del suo esito, riducendo, di conseguenza, le occasioni di conflitto e, perché no, il ricorso al Magistrato quando è già possibile prevederne la decisione.

 

È opinione di chi scrive che andrebbe incoraggiato l’affidamento congiunto dei figli con collocazione alternata quando ciò è possibile e conforme all’interesse del minore e quando le residenze dei genitori coincidano nello stesso Comune e la distanza dalle scuole possa essere colmata senza difficoltà: sei mesi presso l’uno e sei mesi presso l’altro genitore.

 

L’istituto, quasi assente nella prassi italiana, raggiunge percentuali attestate intorno al 20%, per esempio, nell’esperienza francese. Esso consentirebbe, tra l’altro, di limitare l’obbligo di partecipazione alle spese per i figli alle ipotesi di spese straordinarie, giacché quelle ordinarie sarebbero a carico di ciascuno dei due genitori per un uguale periodo di tempo.

 

Rimarrebbe aperta anche in questo caso, però, come in qualunque altro caso, la questione delle spese straordinarie e quella delle diverse soluzioni possibili per ciascuna spesa. Questo, ovviamente, a prescindere dal tipo di filiazione legittima o naturale[3]: lo strumento del protocollo d’intesa rivela, in questi casi, la sua evidente utilità.

 

 

Il protocollo d’intesa nella prassi giudiziaria

Mentre alcuni Tribunali dettano linee generali di orientamento ed invitano, nello stesso tempo, gli avvocati e le parti a non limitarsi a richiami astratti, ma a definire ed elencare le spese ordinarie e straordinarie (per esempio il Tribunale di Milano), altri Tribunali si soffermano sulla tipologia di spesa fornendo, invece, criteri che, pur sempre indicativi, sono molto aderenti alla realtà.

 

Particolarmente dettagliato l’elenco delle spese e la loro qualificazione contenuti nel protocollo d’intesa del Tribunale di Roma che, in linea di massima, possiamo così riassumere:

 

1) Spese ordinarie comprese nell’assegno di mantenimento:

 

Vitto, abbigliamento, tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) materiale di cancelleria, mensa, medicinali da banco, ricarica cellulare, gite scolastiche giornaliere.

Per quanto riguarda doposcuola, baby sitter, scuola di musica, etc., si fa riferimento al fatto che queste spese preesistessero, o meno, nell’organizzazione familiare precedente alla separazione essendo chiaro che nel primo caso vengono di norma integrate nell’assegno ordinario.

 

 

2) Spese straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori.

 

Iscrizione e rette per scuole private; iscrizioni, rette e alloggio fuori sede per frequenza universitaria; ripetizioni private; viaggi di istruzione organizzati dalla scuola; prescuola, doposcuola e baby sitter se l’esigenza nasce dalla separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore collocatario; corsi di lingue, musica o pittura; corsi di informatica; vacanze senza i genitori; macchina o motorino e sua manutenzione straordinaria; Attività sportiva e relativa attrezzatura.

Particolarmente dettagliato il riferimento alle spese sanitarie. Sono previste come straordinarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.

 

 

3) Spese straordinarie “obbligatorie” per le quali non è richiesta la previa concertazione tra i genitori:

 

Libri scolastici; spese sanitarie urgenti; farmaci diversi da quelli da banco; interventi chirurgici indifferibili presso strutture pubbliche o private; spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie tramite il SSN in difetto di accordo sul ricorso a professionisti o strutture private; spese di bollo ed assicurazione del mezzo di trasporto.

 

 

4) Silenzio assenso.

 

Molto interessante l’applicazione del principio del silenzio-assenso.

Per le spese straordinarie riguardo alle quali è necessario il consenso di entrambi, il genitore potrà richiedere il consenso dell’altro fissando un termine per la risposta -dieci giorni in caso contrario- trascorso il quale il silenzio potrà intendersi come tacito consenso alla richiesta.

 

 

Conclusioni

La materia degli alimenti è una delle più conflittuali nel rapporto tra genitori non conviventi; da ciò la necessità di misure che prevengano l’insorgere di conflitti sempre nocivi all’interesse dei figli. Senza dire del fatto che è interesse comune fissare regole chiare che consentono di sviluppare in modo armonico e sereno il rapporto di genitorialità.

A questo punto, sebbene non sfugga l’utilità di una pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione capace di diradare definitivamente le tenebre, l’uso dei protocolli d’intesa appare uno strumento molto efficiente ed utile. Più dettagliata, infatti, è la regolamentazione di questi aspetti del rapporto tra genitori, più difficile è l’insorgere di contrasti che finiscono per alimentare un contenzioso pesante in termini quantitativi. E se le parti conoscono anticipatamente gli orientamenti del Giudice, eviteranno giudizi costosi e lunghi come è nell’esperienza di ogni giorno.

 

Scarica qui il protocollo d’intesa del Tribunale di Roma


[1] Trib. Bologna 19 giugno 2007. In: “Il civilista” 2008, 12, 64 (s.m.) (nota di: FRANCO)

[2] Cass. sent. n. 11894/2015. In senso conforme: Cassazione civile sez. I 08 settembre 2014 n. 18869

[3] Cass. sent. n. 2196/2013 “La sentenza di accertamento della filiazione naturale, in quanto ha natura dichiarativa dello stato biologico di procreazione, fa sorgere a carico del genitore tutti i doveri di cui all’art. 147 c.c. propri della procreazione legittima, compreso quello di mantenimento che, unitamente ai doveri di educare ed istruire i figli, obbliga i genitori ex art. 148 c.c. a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale. A tal fine, il criterio di quantificazione dell’assegno può essere adottato dal giudice di merito anche in termini complessivi ed unitari (anziché in termini di ripetibilità separata della quota delle spese straordinarie), nell’esercizio di una valutazione discrezionale insindacabile in sede di legittimità, ove logicamente e correttamente motivata”.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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