Rispondere alla lettera o diffida di un avvocato
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10 Gen 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Rispondere alla lettera o diffida di un avvocato

Lettera raccomandata oppure un atto giudiziario: conviene rifiutarli o non ritirarli? Negoziazione assistita, intimazione a testimoniare, decreto ingiuntivo, atto di citazione e di precetto: cosa sono e come reagire.

 

Il postino bussa sempre due volte, l’ufficiale giudiziario invece no: solo una. A parte gli scherzi, le brutte notizie che arrivano tramite posta non sono solo rappresentate dalle fatidiche bollette. Spesso siamo destinatari di una lettera raccomandata oppure di un atto giudiziario (una multa, un decreto ingiuntivo, una citazione, etc.).

 

Ebbene niente paura. Solo alla morte non c’è rimedio. Vediamo, quindi, insieme come comportarci quando arriva una comunicazione al nostro indirizzo.

 

Se arriva una raccomandata o un atto giudiziario mi conviene rifiutarli?

Assolutamente no, si commette una grave sciocchezza. La legge, infatti, stabilisce che la comunicazione, volutamente rifiutata dal destinatario, vale, a tutti gli effetti, come se fosse stata ricevuta e, quindi, anche letta. È allora, assolutamente inutile avere questo comportamento. Non ci ripara da alcuna conseguenza, anzi ci espone a molti rischi: non sapendo di cosa si tratta, non avremo, infatti, modo di sapere cos’è, cosa fare, come rimediare, come impedire che avvenga un abuso a nostro danno, etc. Pertanto, quando ricevete una comunicazione ufficiale, ricevetela senza problemi, capitene il contenuto e se è il caso, fatela leggere al vostro legale di fiducia: vi dirà lui di cosa si tratta, cosa fare e cosa è meglio per voi.

 

Se arriva una raccomandata o un atto giudiziario mentre non ci sono, mi conviene non ritirare il plico alla posta o presso la casa comunale?

Assolutamente no. Anche in tal caso si commette un’ingenuità. La legge, infatti, dice che la comunicazione, una volta giunta al vostro indirizzo, vale come se fosse stata conosciuta dal destinatario. Tra l’altro, sia per le raccomandate sia per gli atti giudiziari è previsto un apposito avviso : siete quindi successivamente informati, tramite un’ulteriore raccomandata, che c’è una comunicazione in giacenza presso l’ufficio postale competente oppure presso la casa comunale. Ebbene, di fronte a ciò, non potete certamente pretendere di affermare che non ne sapevate nulla. La legge, di fronte a queste circostanze, ritiene che non ritirare il plico sia una vostra scelta, un vostro diritto, ma senza che ciò possa pregiudicare gli effetti volutamente prodotti dal mittente nell’inviarvi la comunicazione.

 

Ricordatevi che la giacenza delle raccomandate è di trenta giorni presso l’ufficio postale indicato nell’avviso, mentre quella prevista per gli atti giudiziari e di sei mesi.

In conclusione meglio sapere per poi provvedere, piuttosto che ignorare il contenuto di una missiva ricevuta, senza ricevere alcun vantaggio e correndo il forte rischio di subire le conseguenze negative della vostra inerzia.

 

Ho ricevuto una lettera in cui m’invitano alla negoziazione assistita: cosa devo fare?

Incominciamo col dire che non è un invito ad una festa. In realtà si tratta di una condizione di procedibilità. La legge, in determinati casi (danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, recupero somme sino a 50.000 euro, etc), impone al cittadino di tentare la risoluzione amichevole della vicenda. In termini poveri, significa che l’avvocato e il suo cliente v’invitano a raggiungere un accordo per la risoluzione di una controversia. Se entro trenta giorni non rispondete, il vostro comportamento potrà essere valutato negativamente nel proseguimento dell’eventuale e successiva causa. Non rispondere, quindi, potrebbe non essere una scelta saggia, ma è comunque una vostra facoltà.

 

In particolare, la risposta potrebbe tornarvi utile per interrompere la prescrizione di un diritto, in tal caso, in contraddizione con quello avanzato dalla controparte. Ricordatevi, a tal proposito, che una lettera interrompe la prescrizione solo se sottoscritta anche dal diretto interessato e non soltanto dal suo legale.

 

Affidatevi ad un avvocato, esponetegli i fatti così come sono a vostra conoscenza e rispondete alla lettera tramite il predetto professionista. Lui saprà sicuramente dirvi cosa fare e cosa è meglio per voi.

 

Ho ricevuto un atto d’intimazione a testimoniare, cosa devo fare?

Si tratta di un invito a comparire in un’udienza di un procedimento (civile o penale) per essere interrogati sui fatti di causa. Al suo interno troverete, l’indicazione dell’ora, del giorno, e del luogo, dove presentarvi, oltre agli estremi del procedimento in cui siete chiamati ad intervenire quali testimoni.

 

Molti di voi, presi dall’ansia dell’evento e dal timore reverenziale provocato da un’aula di Tribunale o dal pensiero di ritrovarsi davanti ad un giudice, preferirebbero evitare di andarci.

In realtà ciò non è possibile: è un vostro dovere giuridico presentarvi alla convocazione e se non lo rispettate, potete incorrere in una sanzione amministrativa oppure, più semplicemente essere obbligati a comparire mediante l’accompagnamento coattivo delle forze dell’ordine.

 

Ad ogni modo, non dovete preoccuparvi, poiché non ci saranno fucili puntati nell’aula di udienza (in particolare quelle dei procedimenti civili sono generalmente affollate e nessuno farà caso alla vostra presenza).

 

Tenete conto inoltre, che non siete tenuti a rammentare per forza i fatti oggetto della causa o delle domande a voi poste: dovete semplicemente dire ciò che ricordate, evitando di affermare il falso o di nascondere volutamente determinate circostanze. Un semplice “non ricordo bene” oppure “non ho visto” sarà più che sufficiente, se questa è la verità.

 

Ho ricevuto un decreto ingiuntivo, cosa devo fare?

Leggetene il contenuto e se non capite di cosa si tratta fatelo leggere al vostro avvocato. Sostanzialmente si tratta di una somma di cui siete debitori e rispetto alla quale, il giudice ne ha rilevato la certezza, la liquidità e l’esigibilità (ad esempio una fattura per un prodotto ricevuto e non pagata). A questa si sono aggiunti gli eventuali interessi e le spese del procedimento Per avere il quadro sintetico di ciò che dovete pagare, leggete la pagina dove c’è scritto: “ingiunge”

 

Avete quaranta giorni di tempo per fare opposizione, cioè ricorrere contro il decreto, perché magari avete già pagato, oppure ritenete di non dover versare nulla. Affidatevi al vostro legale di fiducia.

 

Ho ricevuto un atto di citazione, cosa devo fare?

Anche qui, come nel caso precedente, qualcuno avanza pretese nei vostri confronti o in altre parole vi sta facendo causa. Nella citazione sono descritti i fatti che stanno alla base dell’azione avanzata, le ragioni di diritto su cui si fonda la pretesa e le richieste finali della controparte (conclusioni). Troverete anche indicata una data di comparizione (cosiddetta prima udienza) che in genere è sempre oggetto di un rinvio d’ufficio (il Tribunale, ad esempio, fissa una data successiva, giacché più consona alle esigenze dell’ufficio e del giudice assegnatario della causa).

 

Nei procedimenti di valore inferiore ai 1100,00 euro, dinanzi al giudice di pace, è possibile non avvalersi dell’assistenza di un avvocato, ma non vi consiglio mai il fai da te. Affidatevi ad un professionista, esponetegli le vostre ragioni e se è il caso, costituitevi in giudizio per far valere i vostri diritti : lui saprà cosa fare, vi spiegherà a cosa andate incontro e vi comunicherà i costi della procedura e del suo intervento.

 

Ho ricevuto un atto di precetto, cosa devo fare ?

Evidentemente siete debitori di qualcuno. Questi, il creditore procedente, tramite il suo legale, ha avviato la procedura esecutiva, fondandosi su un titolo esecutivo (una sentenza di condanna a vostro carico, una cambiale o un assegno non pagato, etc) già comunicatovi o inviato contestualmente all’atto di cui stiamo parlando. Dunque, prima di procedere al pignoramento, il creditore deve notificarvi l’atto di precetto, concedendovi un termine minimo di dieci giorni per pagare gli importi indicati nell’atto ed informandovi della facoltà, in caso di sovra indebitamento, di ricorrere allo strumento di composizione della crisi oppure al piano del consumatore.

Anche in tal caso rivolgetevi necessariamente al vostro legale di fiducia.


Autore immagine: 123rf com

 


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