Come si scrive una lettera di recesso da un contratto, la formula
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10 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Come si scrive una lettera di recesso da un contratto, la formula

La disdetta del contratto: termini, forma, modalità, modelli e fac simile.

 

Per recedere da un contratto è necessario, innanzitutto, verificare se si ha il diritto per farlo, il che deve risultare dalle clausole contenute nella stessa scrittura privata (in genere sono poste verso la fine del documento). Di norma, infatti, tutti i contratti hanno prevedono una durata minima e indicano una data entro cui esercitare il recesso. È necessario, quindi, rispettare tali termini per poter esercitare la disdetta; diversamente la controparte potrebbe alternativamente:

 

– chiederci un risarcimento o, se previsto nel contratto, il pagamento della penale per il recesso anticipato;

 

– imporci la prosecuzione del contratto e, quindi, il pagamento degli ulteriori importi dovuti fino alla naturale scadenza (per esempio: si pensi al canone di locazione in cui l’inquilino decida di recedere dall’oggi al domani: la lettera non avrà effetto e questi sarà tenuto comunque a pagare i canoni che, nel frattempo, maturano fino alla data di scadenza del contratto).

 

 

Il recesso tardivo o con largo anticipo

Il fatto che il contratto indichi una data entro cui comunicare il recesso non significa, tuttavia, che la lettera di disdetta non possa essere spedita con un largo anticipo prima del termine indicato nel documento; la risoluzione avrà comunque effetto solo a partire da detta data.

 

Facciamo un esempio. È frequente la clausola di rinnovo automatico del contratto. In pratica, le parti prevedono che l’accordo si rinnovi automaticamente – senza, cioè, bisogno di accordi ulteriori – di anno in anno (anno calcolato dalla data di stipula), salvo disdetta da inviare almeno tre mesi prima del rinnovo. Così, per ipotesi, se il documento è stato firmato il 15 giugno 2015, la disdetta deve essere inviata entro e non oltre il 15 aprile 2016. La disdetta inviata il 16 aprile 2016 è sì tardiva per l’anno 2016, ma ha (ugualmente) effetto per la scadenza dell’anno successivo: per cui il contratto si risolverà automaticamente il 15 giugno 2017.

Nell’ipotesi in cui la disdetta venga inviata con largo anticipo, ossia il 15 gennaio 2016 (ben tre mesi prima del termine indicato in contratto) essa ha ugualmente effetto e non può essere “dimenticata” dalla controparte; per cui il contratto si risolverà il 15 giugno 2016.

 

Attenzione: la clausola di rinnovo automatico è detta “vessatoria”, ossia implica un particolare peso per chi non ha redatto il contratto. Quindi, nel caso in cui la scrittura privata non sia il frutto delle trattative reciproche tra le parti, ma sia stata scritta unilateralmente da un solo soggetto che l’abbia imposta all’altro (si pensi ai moduli prestampati delle compagnie telefoniche o dell’energia elettrica), la clausola di rinnovo automatico richiede una seconda firma. Tale seconda firma può essere apposta o accanto alla clausola stessa (ipotesi meno frequente) o alla fine del contratto, a margine di un’ultima clausola che elenca tutte le clausole vessatorie (la formula, in genere, è la seguente: “Ai sensi degli artt. 1341 e seguenti del codice civile, la parte dichiara di accettare espressamente le seguenti clausole: art…..”).

 

 

Se il contratto non ha una data di scadenza

Se la scrittura privata non prevede una data di scadenza, la disdetta può essere inviata in qualsiasi momento ed avrà effetto immediato.

 

Secondo la giurisprudenza, la clausola contrattuale che prevede una data di scadenza particolarmente elevata, superiore anche alla ragionevole aspettativa di vita (lavorativa) della parte contraente, è inefficace; in tal caso il contratto si considera privo di data di scadenza e, quindi, la disdetta può essere inviata in qualsiasi momento, producendo effetto immediato. Si pensi a un contratto con durata di 100 anni.

 

 

La motivazione e il recesso anticipato

Il codice civile consente il recesso anticipato, e senza preavviso, dal contratto nel caso in cui ciò sia stato dettato dall’inadempimento della controparte o da un suo comportamento contrario a buona fede e correttezza. Si pensi al caso di una compagnia telefonica che non fornisca copertura nella zona di residenza dell’utente; a una casa di cura che trascuri l’assistenza ai ricoverati; a una palestra che rimanga spesso chiusa o i cui macchinari non funzionanti non vengano riparati, ecc.

 

Spesso i contratti prevedono, in una specifica clausola, quali siano le prestazioni al cui inadempimento viene collegato il diritto della controparte di chiedere l’automatica risoluzione della scrittura. In tali casi la disdetta avviene con una semplice lettera raccomandata, senza bisogno di andare davanti al giudice. Ad ogni modo, dette elencazioni non sono esaustive e la parte può comunque recedere dal vincolo negoziale in qualsiasi altra ipotesi in cui uno dei due firmatari si sia macchiato di gravi inadempienze.

 

 

Come si scrive la lettera di recesso

Accertato il diritto a recedere e i termini entro cui esercitare tale diritto, veniamo a come scrivere la lettera di disdetta del contratto.

 

La prima regola da seguire è utilizzare lo strumento della raccomandata con avviso di ricevimento o la PEC (quest’ultimo mezzo è valido solo se il mittente e il destinatario dispongono di un indirizzo di posta elettronica certificata).

 

Si suggerisce, per evitare facili contestazioni, di utilizzare il sistema della raccomandata senza busta.

 

Se anche gli accordi contrattuali non indicano con quale mezzo inviare la disdetta, si consiglia in ogni caso un mezzo che assicuri, in futuro, la prova dell’invio: la raccomandata, il telegramma, il fax, la Pec. Da escludere quindi la mail ordinaria, la telefonata o la richiesta a voce.

 

In secondo luogo bisogna appurare con precisione a quale indirizzo vada inviata la missiva. Difatti i contratti potrebbero prevedere una particolare “domiciliazione”, ossia possono imporre che il recesso vada comunicato a uno specifico indirizzo non necessariamente coincidente con la residenza della parte o la sede della società. Il che può essere verificato attraverso la lettura della scrittura privata.

Tale aspetto viene, spesso, trascurato, con conseguente inefficacia del recesso.

 

In terzo luogo è necessario indicare, nella lettera di recesso, gli estremi esatti del contratto dal quale si vuole recedere: una disdetta generica, infatti, potrebbe non sortire gli effetti sperati.

 

È importante poi firmare la lettera e datarla. Tuttavia, la mancanza di data non rende inefficace la lettera, atteso che fa fede il timbro postale.

 

La lettera di recesso non deve contenere le motivazioni, salvo nell’ipotesi in cui si receda per “giusta causa” ossia per inadempimento della controparte. In tal caso, è necessario indicare con precisione il comportamento scorretto che ha dato causa a tale volontà, nonché il giorno (o i giorni) e/o l’occasione in cui si è verificato tale fatto.

 

 

Contratti con i consumatori

Per i contratti conclusi fuori dai negozi (per esempio: su internet, vendite telefoniche o televisive, su corrispondenza, ecc.), il consumatore può recedere entro 14 giorni senza dover fornire motivazioni (è il cosiddetto diritto di recesso o di ripensamento).

 

 

La formula

La legge non prescrive una formula particolare: l’importante è rispettare le regole appena indicate. La disdetta, peraltro, potrebbe variare a seconda del tipo di contratto. Un esempio generico potrebbe essere il seguente

 

 

LETTERA DI RECESSO

 

Spett.le …….

via………..

………………….

RACCOMANDATA A.R.

Il sottoscritto sig. … … nato a … … il … … e residente in … … alla via … …, c.f. … …

Premesso

– che in data … … sottoscriveva con la società … … il contratto n. … … per la seguente prestazione … …… …… …;

dichiara

con la presente, di voler recedere – come di fatto recede – dalla scrittura privata di cui sopra, a partire dalla data di relativa scadenza per come indicata dall’art. … … del medesimo contratto, essendo stato osservato il termine di preavviso ivi indicato.

 

Oppure, in caso di recesso per “giusta causa”

 

con la presente, di voler recedere – come di fatto recede – dalla scrittura privata di cui sopra, con effetto immediato, posto il vostro grave inadempimento per le seguenti condotte, avvenute tutte tra il giorno … e il giorno … per come qui di seguito descritte … … … … … … … … … … … … … … ….

Null’altro quindi vi è dovuto.

 

Chiede pertanto che il proprio nominativo venga cancellato dagli archivi dei vostri database.

 

Data, firma

 

 

 


Autore immagine: 123rf com

 


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