Libretto di risparmio: può essere pignorato e bloccato?
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10 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Libretto di risparmio: può essere pignorato e bloccato?

Equitalia o un altro creditore può bloccare un libretto di risparmio che ho intestato in banca?

 

Il pignoramento presso terzi, e segnatamente quello effettuato in banca, può toccare non solo il conto corrente, ma anche qualsiasi altro tipo di credito ivi depositato, dal libretto di risparmio al contenuto della cassetta di sicurezza. Dunque, il “blocco” (come volgarmente si dice), ossia il pignoramento del libretto di risparmio è pienamente possibile e, per di più (come a breve si dirà), non è soggetto ad alcun limite.

 

Del resto, la Cassazione ritiene il libretto di risparmio “nominativo pagabile al portatore”, al pari di quello “al portatore”, è un titolo di credito, in virtù della sua idoneità alla circolazione, per cui il mero possesso del titolo conferisce al portatore la legittimazione a riscuotere le somme ivi depositate. La conseguenza è che il pignoramento esercitabile contro il libretto di risparmio è quello “presso terzi”.

 

Peraltro il creditore non ha l’obbligo di specificare – nel proprio atto di pignoramento – quale tipo di credito intende sottoporre a pignoramento, potendo limitarsi a includere “qualsiasi rapporto di credito che il soggetto pignorato abbia nei confronti della banca”. In pratica, il libretto di risparmio viene pignorato automaticamente già con la notifica dell’atto di pignoramento alla banca, senza bisogno che il creditore sia a conoscenza della sua esistenza e specifichi quale tipo di credito intende sottoporre al vincolo.

 

Limiti al pignoramento del libretto di risparmio

Il pignoramento delle somme depositate sul libretto di risparmio può avvenire nella misura integrale del 100%, senza cioè il noto limite di 1/5 che scatta, invece, nel caso di pignoramento delle somme accreditate sul conto a titolo di stipendi o pensioni.

 

A riguardo, è bene una precisazione. Di recente, è stato modificato il codice di procedura civile per quanto riguarda il pignoramento delle somme accreditate sul conto corrente (bancario o postale) a titolo di pensioni e di stipendi. Un tempo la legge prevedeva la totale pignorabilità di dette somme una volta confluite sul conto corrente. oggi invece stabilisce che:

 

– per le somme già depositate prima della notifica dell’atto di pignoramento, detto pignoramento si può estendere solo alla parte di conto che eccede la misura di un triplo dell’assegno sociale ossia 1.345,56 (448,52 x 3);

 

– per le somme successivamente accreditate, il pignoramento non può essere superiore a 1/5 della stessa somma.

 

Ebbene, la riforma parla solo di somme accreditate sul conto corrente, senza menzionare i libretti di risparmio. Si deve quindi ritenere che nulla sia cambiato rispetto a prima e quindi alla possibilità per il creditore di pignorare l’integrale libretto. Sul punto si è da poco espressa la Cassazione [1], secondo la quale i limiti della pignorabilità concernono i crediti per causa di pensioni o redditi assimilati, ma non le somme che ne sono oggetto, una volta erogate dal soggetto obbligato.

Nel caso in cui l’accredito dei ratei della pensione o dei trattamenti assimilati venga effettuato – come di frequente avviene – su un libretto di risparmio, gli accrediti stessi si confondono con il resto delle somme ivi giacenti e pertanto possono essere pignorati integralmente. Allo stato della legislazione e della giurisprudenza, dunque, la tutela del fondamentale diritto del pensionato di veder garantiti i mezzi adeguati alle esigenze di vita appare caratterizzata da disomogeneità e, nella specifica fattispecie di libretti di risparmio, dall’assenza di norme idonee a garantire l’impignorabilità di quella parte della prestazione previdenziale che vale ad assicurare al pensionato i mezzi adeguati alle esigenze di vita costituzionalmente garantite.

 

 

Pignoramento del libretto postale cointestato

Nel caso in cui il libretto sia cointestato a due persone, il pignoramento potrà avvenire nella misura massima del 50%. Sarà il giudice dell’esecuzione a tenere conto di ciò e a limitare il pignoramento a seguito dell’udienza di comparizione delle parti. Ne discende conclusivamente che il creditore procedente potrà̀ pignorare solo 1⁄2 delle somme presenti sul libretto.


[1] Cass. sent. n. 85/2015.

 


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