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Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2016

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Lo sai che? L’inquilino e il diritto alla quietanza di pagamento per l’affitto

> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2016

Il locatore deve rilasciare la quietanza di pagamento anche se il versamento del canone di affitto avviene con bonifico.

Anche se l’ultima legge di Stabilità ha portato a tremila euro il limite dell’utilizzo del denaro contante nelle transazioni tra soggetti diversi, è sempre buona regola pagare l’affitto attraverso strumenti tracciabili come il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile. È chiaro che questo sistema, oltre a mettere al riparo dall’eventuale mancata registrazione dell’affitto (che renderebbe nullo lo stesso contratto), consente di ottenere la prova – anche dopo diverso tempo – dell’adempimento dell’obbligo.

Ci si pone, però, in questi casi, il problema dell’obbligo del padrone di casa di rilasciare la quietanza di pagamento. Che bisogno c’è – secondo molti – di stabilire l’obbligo alla quietanza se il bonifico fa già da ricevuta? Sul punto è bene chiarire un aspetto fondamentale per togliere ogni dubbio.

È necessario tenere distinti il concetto di “prova del pagamento” da quello di “quietanza”. In particolare, l’inquilino, se paga l’affitto con bonifico bancario, dispone già di una prova del pagamento che è data dall’estratto conto e dalla dimostrazione del passaggio di denaro dal proprio conto corrente a quello del locatore. Dunque, se il conduttore ritiene necessaria la quietanza solo per poter mettersi al riparo da eventuali, future, richieste di pagamento di arretrati invece già corrisposti, sbaglia: la prova dell’avvenuto adempimento è già il bonifico stesso e tutto il resto sarebbe solo un’inutile duplicazione.

Questo, però, non vuol dire che il locatore possa rifiutare di rilasciare la quietanza qualora l’inquilino la pretenda. Infatti, è diritto del primo chiederla, e dovere del secondo concederla. È quanto prevede il codice civile [1] che stabilisce il diritto del debitore alla quietanza di pagamento”: in particolare, il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore. Il rilascio di una quietanza per il capitale fa presumere il pagamento degli interessi.

Conseguentemente, il locatore – a prescindere dal fatto che il pagamento sia stato effettuato con bonifico, con assegno o altro mezzo tracciabile – sempre che il conduttore lo richieda, è tenuto a rilasciare “quietanza” di pagamento a spese dell’inquilino.

Sulla questione si è già espressa la Cassazione [2]: la Suprema Corte ha precisato che il rifiuto del locatore di rilasciare al conduttore la quietanza del pagamento dei canoni costituisce violazione di un preciso obbligo sancito dal Codice civile [1]: esso, perciò, può giustificare l’eccezione di inadempimento del locatore e la conseguente sospensione del pagamento del canone, salvo che la pretesa del debitore appaia contraria a buona fede.

note

[1] Art. 1199 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 4199/1979.

Autore immagine: 123rf com

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