Art. 186 ter cod. proc. civ: negoziazione assistita non obbligatoria
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11 Gen 2016
 
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Art. 186 ter cod. proc. civ: negoziazione assistita non obbligatoria

Ordinanza anticipatoria di condanna per somme di denaro della cui debenza sussiste la prova scritta: non è necessaria la negoziazione.

 

Non è necessaria la preventiva negoziazione assistita per l’emissione di un’ordinanza anticipatoria di condanna ai sensi dell’art. 186 ter cod. proc. civ. ossia per la condanna, nel corso del processo, al pagamento di somme per le quali sussistono i requisiti di prova richiesti per l’emissione del decreto ingiuntivo (c.d. ordinanza di ingiunzione di pagamento o di consegna). È quanto chiarito dal Tribunale di Verona in una recente sentenza [1].

 

Ricorda, infatti, il giudice veneto, che, in base alla legge sulla disciplina della negoziazione assistita [2], tale tentativo di bonario componimento, nelle materie ove esso è previsto quale condizione di procedibilità della domanda, non preclude la concessione di provvedimenti urgenti, come appunto l’ordinanza anticipatoria di condanna ai sensi dell’art. 186 ter del codice di procedura civile.

 

A togliere ogni dubbio sulla correttezza della pronuncia in commento c’è anche la circostanza che, nel caso di specie, l’intera pretesa del creditore (un avvocato che rivendicava il pagamento della propria parcella nei confronti dell’ex cliente) ammontava a 60 mila euro: importo, dunque, superiore a quello limite (pari invece a 50 mila euro) entro il quale la negoziazione è obbligatoria quando si tratta di procedure di recupero crediti.

 

Nell’accogliere l’istanza il giudice ha peraltro sottolineato come il convenuto non avesse contestato l’effettivo svolgimento da parte dell’attore delle prestazioni d’opera intellettuale svolte, bensì il “quantum richiesto dalla controparte, qualificandolo come abnorme”, nonostante lo stesso avvocato avesse provveduto a dettagliare i conteggi negli avvisi di parcella e nelle fatture che gli aveva recapitato e lui stesso avesse effettuato dei pagamenti, trattenuti a titolo di acconto, prima dell’inizio del giudizio, “con ciò implicitamente dimostrando di accettare la quantificazione di controparte”.

 

In tal modo, l’emissione dell’ordinanza anticipatoria di condanna è risultata più che giustificata, venendo peraltro munita della formula di provvisoria esecuzione.


[1] Trib. Verona, sent. del 26.11.2015.

[2] Art. 4 D.L. n. 132/2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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