Acconto in contanti ma il contratto supera 3000 euro: si può pagare?
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11 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Acconto in contanti ma il contratto supera 3000 euro: si può pagare?

Il rivenditore può incassare, a titolo di acconto, una caparra in contanti se il contratto prevede il pagamento del prezzo complessivo superiore al limite di tracciabilità attuale?

 

Con il recente innalzamento della soglia relativa all’uso dei contanti – che la legge di Stabilità 2016 [1] ha elevato, a partire dal 1° gennaio 2016, da mille euro a tremila euro – sono tornati a galla numerosi interrogativi sull’utilizzo del cosiddetto cash anche in una serie di ipotesi “limite”, non espressamente specificate dalla normativa. Una di queste è il caso della caparra. In particolare, il problema che potrebbe sorgere è se sia lecito pagare in contanti una caparra di valore inferiore a 3mila euro quando, però, il valore complessivo del contratto è superiore.

 

Si prenda ad esempio l’acquisto di un set di divani da salotto del valore di 6mila euro. Il venditore, tuttavia, chiede al cliente di versare, al momento dell’ordine, il 50%, ossia 3mila euro, a titolo di caparra. L’acquirente potrebbe pagare con contanti?

 

Il dubbio è tutt’altro che peregrino atteso che la legge stabilisce il divieto di dividere in modo artificioso i pagamenti. È, tuttavia, consentito alle parti, con accordo preventivo scritto, e sempre che ciò sia conforme alla natura della prestazione, di concordare dei pagamenti rateizzati; in tal caso, la singola rata, anche se di valore superiore a 3mila euro, potrà essere pagata in contanti. Resta tuttavia il potere, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di indagare se detto accordo sia “artificioso”, ossia rivolto solo a eludere la normativa o meno.

Meglio non rischiare: le sanzioni – che non possono essere inferiori a 3mila euro – variano dall’1% al 40% della somma pagata.

 

Il trasferimento della caparra in contanti è possibile nel rispetto della soglia generale di utilizzo del contante. Quindi, fino a 2.999,99 euro il rivenditore può incassare il contante. Caparre maggiori non sono vietate, ma richiedono mezzi tracciabili.

 

Lo stesso vale per l’acconto: è cioè consentito il pagamento dell’acconto in contanti fino alla soglia prevista, e del saldo con strumenti di pagamento tracciabili.

 

 

Cosa si intende per “operazione frazionata”?

Quando, attraverso più operazioni singolarmente inferiori al limite previsto, viene posta in essere un’operazione unitaria di valore pari o superiore ai limiti stabiliti.

 

La disciplina in tema di circolazione del contante è stata introdotta non soltanto per contrastare il riciclaggio di capitali di provenienza illecita, ma anche per limitare l’evasione fiscale, garantendo una maggiore trasparenza negli scambi.

Tuttavia in Italia, nonostante il precedente limite dei 1.000 euro, i pagamenti continuavano ad avvenire prevalentemente in contanti, ed inoltre la maggiore trasparenza non ha posto un freno all’evasione fiscale.

Ecco il motivo per il quale, con la Legge di stabilità 2016 si è ritenuto opportuno innalzare il limite per la circolazione del contante, portandolo ad euro 3.000 dal 1° gennaio 2016.

In questo modo la disciplina nazionale è stata allineata a quella degli altri Stati europei.

 

 

ASSEGNI

Il proprietario di un immobile riceve da un’impresa edile una fattura da 5.500 euro per lavori di ristrutturazione. Può pagare una parte in contanti e una parte con assegno? Oppure con due assegni inferiori al limite di legge?

È ammesso il pagamento parziale in contanti, purché sia rispettata la soglia dei 3mila euro. È possibile anche usare più assegni inferiori a 3mila euro, purché indichino nome e ragione sociale del beneficiario.

 

VERSAMENTO DI TRIBUTI

Un contribuente può pagare un tributo di 4mila euro in denaro contante presso a uno sportello comunale?

No, perché in questo caso si applica il limite dei 3mila euro e non è prevista una deroga in questo senso. Il versamento può tuttavia essere eseguito tramite intermediari finanziari come banche e uffici postali (con l’avvertenza che oltre i mille euro l’F24 non può essere cartaceo).

 


[1] L. 208/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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