Lecito versare o prelevare allo sportello più di 3000 euro?
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11 Gen 2016
 
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Lecito versare o prelevare allo sportello più di 3000 euro?

Posso versare in banca l’incasso di una giornata se è superiore a tremila euro e, magari, il giorno dopo prelevarlo per pagare un fornitore?

 

Con riferimento alla normativa antiriciclaggio, la legge di Stabilità per il 2016 prevede l’innalzamento da 1.000 a 3.000 euro del limite relativo al trasferimento, tra soggetti diversi, di denaro contante, libretti e titoli al portatore. Il provvedimento prevede, inoltre, la cancellazione di due disposizioni che riguardano i pagamenti dei canoni di locazione di unità abitative e i corrispettivi per le prestazioni contrattuali di trasporto merci su strada. Si tratta, peraltro, di norme rimaste a tutt’oggi pressoché inapplicate.

 

Sono invece ammessi:

 

Prelevamenti/versamenti in contanti presso gli sportelli bancari/postali di importo superiore alla soglia prevista (l’operazione avviene infatti nei confronti di un intermediario abilitato). Entrambe le operazioni sono consentite, anche se di valore pari o superiore a 3mila euro, perché non implicano “trasferimento” di denaro tra soggetti diversi. Il ministero dell’Economia l’aveva già chiarito quando la soglia era a mille euro;

 

– i pagamenti rateali, anche se di importo complessivo superiore alla soglia, se la rateizzazione rappresenta il frutto di un preventivo accordo tra le parti, formalizzato in un apposito documento o direttamente in fattura.

 

– il pagamento dell’acconto o della caparra in contanti fino alla soglia prevista, e del saldo con strumenti di pagamento tracciabili.

 

 

Allo sportello della banca

Chi voglia effettuare versamenti in banca o alle poste per importi superiori all’attuale limite di utilizzo del contante, e quindi da 3mila euro in su, è libero di farlo, né il dipendente della banca potrà frapporre ostacoli di sorta.

Altrettanto dicasi nel caso di prelievi. In tale ipotesi potrebbe avvenire che l’addetto allo sportello chieda al cliente di giustificare l’uso del contante: ciò, tuttavia, solo ai fini di prevenzione delle operazioni di riciclaggio del denaro sporto e non, invece, per segnalazioni di tipo fiscale. Tant’è che l’operazione verrà comunicata ai vertici della banca e questi, poi, valuteranno se comunicarla alla UIF (Unione Informazione Finanziaria), un’autorità amministrativa (e non giudiziaria) preposta alle opportune verifiche. Se, a seguito di ciò, dovessero sorgere sospetti rilevanti di un reato di riciclaggio, solo allora partirebbe la segnalazione alla Procura della Repubblica.

Dunque, l’eventuale richiesta di chiarimenti sull’uso del denaro, fatta dal dipendente di banca, non potrebbe mai costituire ostacolo al prelievo o al versamento.

 

 

Le sanzioni

Attualmente le violazioni relative all’obbligo del pagamento in contante sopra le soglie vigenti sono punite con la sanzione amministrativa dall’1% al 40% dell’importo trasferito. Detta sanzione non può comunque essere inferiore all’importo di 3.000 euro e, per le violazioni che riguardano importi superiori a 50.000 euro, la sanzione minima è aumentata di cinque volte [1].

Il professionista, venuto a conoscenza della violazione, è obbligato, per legge, a comunicarla alle autorità preposte, pena l’applicazione, in suo capo, della sanzione pecuniaria dal 3 al 30% dell’importo dell’operazione, con un minimo di 3.000 euro.

 

L’evoluzione della normativa

 

Limite all’uso del contante
Entrata in vigore
Normativa di riferimento
da 12.500 a 5.000 euro
dal 29 aprile 2008
art. 49, D.Lgs. n. 231/2007
da 5.000 a 12.500 euro
dal 25 giugno 2008
art. 32, D.L. n. 112/2008
da 12.500 a 5.000 euro
dal 31 maggio 2010
art. 20, D.L. n. 78/2010
da 5.000 a 2.500 euro
dal 13 agosto 2011
art. 2, D.L. n. 138/2011
da 2.500 a 1.000 euro
dal 6 dicembre 2011
art. 12, D.L. 201/2011
da 1.000 a 3.000 euro
dal 1° gennaio 2016
Legge di Stabilità per il 2016

[1] Art. 58, D.Lgs. n. 231/2007.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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