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Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2016

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Lo sai che? Se vendi gioielli al Compro Oro lecito il contante oltre 3000 euro

> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2016

Devo vendere diversi oggetti d’oro a un Compro-Oro ma l’importo complessivo supera 3.000 euro: posso ottenere la somma in contanti visto che si tratta di oggetti diversi e, quindi, di vendite differenti? Oppure è necessario che mi rechi in giorni differenti o in orari diversi presso lo stesso negozio?

Per ricevere in contanti il denaro ottenuto a seguito di una vendita di preziosi presso un “Compro-Oro” è necessario frazionare l’operazione: la vendita, cioè, non deve risultare essere un’unica operazione. Sebbene, infatti, il contratto abbia ad oggetto più gioielli, esso resterebbe comunque unico, ed unico pertanto sarebbe anche il relativo corrispettivo. Per cui, in tale ipotesi, scatterebbe il divieto alla percezione di somme in contanti superiori a 3.000 euro. Nel caso di specie, l’acquirente (ossia il “Compro-Oro”) dovrebbe pagare con strumenti tracciabili come il bonifico bancario o l’assegno non trasferibile.

L’unico modo per superare il divieto all’uso dei contanti è quello di realizzare più operazioni commerciali tra lodo distinte, che diano luogo a differenti pagamenti e a rapporti giuridici tra loro autonomi. In pratica, bisognerà ripetere l’operazione (sottoscrizione del contratto o del modulo) tante volte per quanti sono gli oggetti o i gruppi di oggetti il cui valore non supera tremila euro.

Per poter, quindi, ottenere il pagamento del corrispettivo dei gioielli in contanti è necessario:

– realizzare più operazioni, anche senza doversi necessariamente recare presso il negozio in giorni tra loro differenti;

– ciascuna operazione deve prevedere un corrispettivo inferiore alla soglia dei 3mila euro;

– il pagamento deve essere effettuato contestualmente alla consegna della merce.

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1 Commento

Alessandro

13 gennaio 2016 alle 10:08

In teoria tale indicazione è corretta ma ritengo che se così compiuta sia comunque sanzionata.
Nel caso di specie sarebbe stata perpetrata una volontà da parte dell’acquirente o/o compratore di frazionare l’operazione, e pertanto sarà sanzionata.
L’art. 1 comma 2 lettera m) del D.Lgs. 231/2007 definisce “operazione frazionata” come “un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti dal presente decreto (attualmente pari a 3.000 euro) posta in essere attraverso più operazioni singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale”.
Quindi non è sufficiente cambiare la giornata di vendita, e nemmeno attendere 7 giorni tra una operazione ed un’altra, in quanto c’è la volontà di frazionare l’operazione.
Tale modalità, così come da voi indicata, è stata a me personalmente sanzionata. Quando l’autorità sanziona è perché, a suo giudizio, si è commesso il reato.
Personalmente ritengo che sia preferibile tracciare il pagamento se superiore ai 3.000 euro.

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