Assegni e libretti al portatore: i limiti dal 2016
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11 Gen 2016
 
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Assegni e libretti al portatore: i limiti dal 2016

Mille o tremila euro: come la legge di Stabilità 2016 cambia la circolazione di assegni, titoli, libretti al portatore; il divieto di contanti.

 

Con l’innalzamento, della soglia relativa all’uso del contante, operato con la Legge di Stabilità 2016 [1], dal 1° gennaio 2016 gli scambi di denaro tra soggetti diversi potranno avvenire fino a 2.999,99 euro in cash e, per importi superiori, solo con strumenti tracciabili come assegno non trasferibile, bonifico bancario, carta di credito o di debito. In particolare, la nuova norma vieta il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore, indipendentemente dalla causa, quando l’importo del trasferimento è complessivamente pari o superiore a 3mila euro.

 

Rimane fermo il limite dei 1.000 euro:

 

– per i servizi di rimessa di denaro con l’estero (c.d. “money transfer”);

 

– per gli emolumenti erogati dalle pubbliche amministrazioni. Pertanto le pensioni, gli stipendi, gli onorari o qualsiasi altro corrispettivo di importo pari o superiore a 1.000 euro, versati da una P.A., continueranno a dover essere pagate con strumenti di pagamento tracciabili;

 

– per gli assegni bancari e postali emessi senza la clausola “non trasferibile”. Pertanto, come in passato, gli assegni emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

 

– per il saldo dei libretti di deposito al portatore: anche in questo caso, l’importo non può superare il precedente limite.

 

 

Gli assegni

La riforma non ha modificato la disciplina della trasferibilità degli assegni. In pratica:

 

1- Se l’assegno è di importo pari o superiore a mille euro:

deve contenere la “clausola di non trasferibilità” (non deve, cioè, essere trasferibile con la firma sul retro, la cosiddetta “girata”). L’assegno dovrà inoltre indicare il nome e cognome del beneficiario;

 

2- Se l’assegno è di importo inferiore a mille euro (ossia da 999,99 euro in giù):

può essere trasferibile e, come tale, non deve necessariamente contenere la clausola “non trasferibile”.

 

 

Titoli e libretti al portatore

Per quanto riguarda, invece, i titoli al portatore e i libretti di deposito al portatore, questi possono essere liberamente trasferiti, tra soggetti diversi, a condizione che il loro importo sia inferiore a 3.000 euro.

 

Tuttavia resta fermo il divieto, per i libretti di deposito bancari o postali al portatore, di contenere un saldo pari o superiore a euro mille. Tuttavia è possibile detenere più libretti, ciascuno dei quali abbia un saldo fino a mille euro: in tal caso, è possibile trasferire liberamente una pluralità di libretti se l’importo complessivo non supera 2.999,99 euro.

 

Quindi è consentito il trasferimento di due o più libretti di deposito al portatore, a condizione che l’importo complessivo non superi il nuovo limite di 2.999,99. In ogni caso il saldo di ciascun libretto non deve comunque superare la soglia di 999,99 euro. Ad esempio dovrebbe essere possibile il trasferimento di tre libretti di deposito in favore di una persona il cui saldo (per ciascun libretto) ammonta a 900 euro. In questo caso risulta osservato sia il limite complessivo dell’importo trasferibile, sia il limite del saldo di ciascun libretto.

 

 

Le vecchie violazioni

Per chi ha commesso le violazioni prima dell’entrata delle nuove norme (e, quindi, ha violato il divieto quando ancora c’era il vecchio limite a mille euro), ma non ha ancora subito il procedimento, si applicherebbe il principio del favor rei. A detta, infatti, della Commissione consultiva per le infrazioni valutarie e antiriciclaggio del ministero dell’Economia [2], ci sarebbe l’applicazione retroattiva delle nuove regole ai casi ancora non chiusi definitivamente.

Non è di questo avviso la Cassazione secondo cui il favo rei non si applica trattandosi di sanzioni amministrative [3].


[1] L. 208/2016.

[2] Commissione consultiva per le infrazioni valutarie e antiriciclaggio del ministero dell’Economia, parere 8 ottobre 2008 n. 104584/A.

[3] Cass. sent. n. 1789/2008, 21584/2007, 12858/2007, 5554/2007, 1693/2007 e 14828/2006.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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