Cartelle: il termine di 60 giorni per l’opposizione non vale sempre
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11 Gen 2016
 
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Cartelle: il termine di 60 giorni per l’opposizione non vale sempre

Equitalia: il termine ad impugnare la cartella di pagamento non vale nel caso in cui si contesti la mancanza del titolo legittimante la iscrizione a ruolo o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo.

 

Non è sempre necessario affrettarsi a impugnare la cartella di pagamento di Equitalia entro 60 giorni dal giorno della sua notifica, almeno quando abbia ad oggetto sanzioni amministrative come la violazione delle norme del codice della strada: stando, infatti, a una interessante sentenza emessa di recente dal Giudice di Pace di Taranto [1], quando il contribuente decide di contestare la legittimità della pretesa di pagamento inviata dall’Agente della riscossione, il suddetto termine non opera più.

 

 

La Cassazione

La sentenza richiama un precedente orientamento della Cassazione [2] che così insegna: in relazione alla cartella esattoriale (o anche ingiunzione come nel caso di specie che ha la stessa funzione) emessa ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie sono ammissibili, a seconda dei casi, i seguenti rimedi:

 

1)- l’opposizione prevista dalla legge sulla depenalizzazione del 1981 [3]: questo tipo di rimedio è possibile quando si contesta la mancata notificazione del verbale di accertamento di violazione del codice della strada oppure dell’ordinanza ingiunzione del Prefetto (a seguito del rigetto del relativo ricorso). In questo modo, l’interessato, che non ha ricevuto l’atto prodromico e non ha così potuto proporre ricorso contro di esso, ottiene ugualmente la possibilità di recuperare l’esercizio della tutela davanti al giudice.

 

Per esempio: è il caso di chi contesti il fatto di non aver mai ricevuto la multa a casa.

 

2)- l’opposizione alla esecuzione prevista dal codice di procedura civile [4]: questo rimedio è possibile quando l’interessato contesti la mancanza, a monte, di un valido titolo che legittimi l’iscrizione a ruolo della sanzione o intende eccepire fatti che hanno modificato o estinto detto titolo.

 

Per esempio: è il caso dell’intervenuto pagamento della multa e, ciò nonostante, arrivi ugualmente la cartella esattoriale. Oppure è il caso della cartella che sia stata inviata a un soggetto sbagliato.

 

3)- l’opposizione agli atti esecutivi anch’essa prevista dal codice di procedura [5]: tale azione è ammessa quando si contesti la correttezza sotto l’aspetto formale della cartella esattoriale oppure si adducano vizi di forma del procedimento esattoriale compresi i vizi attinenti alla notifica della cartella.

 

Per esempio: è il caso della cartella che non indichi il responsabile del procedimento.

 

 

I termini per impugnare

Ebbene, se nel terzo caso (opposizione agli atti dell’esecuzione), il termine per l’opposizione è di 20 giorni e nel primo caso (opposizione ex L. 689/81) è, invece, di 30, nel secondo caso (opposizione all’esecuzione), è sempre possibile presentare l’impugnazione al giudice di pace fino a quando non sia iniziata l’esecuzione; quindi il ricorso è svincolato dal termine di 60 giorni indicata in cartella.


[1] G.d.P. di Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 3111 del 7.10.2015.

[2] Cass. sent. n. 2819/2006, 9494/02, 18207/03, 6119/04, 15149/05.

[3] L. n. 689/1981.

[4] Art. 615 cod. proc. civ.

[5] Art. 617 cod. proc. civ.

 


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