Il servizio militare obbligatorio non è stato abolito
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11 Gen 2016
 
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Il servizio militare obbligatorio non è stato abolito

La leva ha rilevanza costituzionale ed è solo sospesa: per cui il reato di renitenza alla leva non è totalmente abolito.

 

Che vi piaccia o no, il servizio militare obbligatorio non è stato affatto abolito. Si tratta di una semplice sospensione, che peraltro non opera sempre; infatti la legge [1] prevede l’operatività della chiamata obbligatoria a specifiche situazioni e a ipotesi eccezionali, rilevanti sia in tempo di guerra che in tempo di pace. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di due giorni fa [2]. Una notizia affatto confortante di questi tempi, dove i venti di guerra spirano a pochi chilometri dalle nostre coste. Né, del resto, potrebbe essere diversamente: infatti l’obbligo del servizio militare è un principio costituzionale [3], che una legge ordinaria non potrebbe mai abrogare definitivamente.

 

La Costituzione stabilisce che “il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge …”. Questo significa che la legge può solo regolarne l’esecuzione – ed eventualmente sospenderlo per un periodo di tempo determinato o indeterminato – ma non può certo abrogarlo definitivamente; per tale compito sarebbe necessaria solo una legge costituzionale o una modifica della stessa Costituzione.

 

Il risultato è che non è neanche completamente abolito il reato di renitenza alla leva ma ne è solo ridotta l’operatività [4]: con la conseguenza che, per le condanne avvenute in passato e divenute ormai irrevocabili, non c’è più nulla da fare. Solo i procedimenti pendenti potrebbero ricevere il trattamento di favore (cosiddetto “favor rei”) derivante dall’applicazione della legge penale più lieve che, in questo caso, è l’assenza di punizione.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 26 novembre 2015 – 8 gennaio 2016, n. 517
Presidente Cortese – Relatore Centonze

Rilevato in fatto

1. Con ordinanza emessa il 02/12/2014 la Corte di appello di Bologna rigettava la richiesta di revoca della sentenza emessa dalla Corte di appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto, il 13/11/2003, divenuta irrevocabile il 16/11/2014, con la quale S.E. era stato condannato alla pena di anni uno di reclusione per la commissione del reato di renitenza alla leva militare obbligatoria. Tale richiesta era stata presentata in conseguenza della sospensione della leva militare obbligatoria che era stata disposta dall’art. 7, comma 1, della legge 14 novembre 2000, n. 231, che imponeva l’applicazione alla fattispecie in esame dell’art. 2, comma 4, cod. pen. in materia di successione di leggi penali in senso favorevole al reo.
Nel caso di specie, il provvedimento di rigetto veniva adottato sul presupposto che, al contrario di quanto dedotto dall’E., le modifiche normative in tema di leva militare obbligatoria non avevano comportato la totale abolizione del servizio militare di leva obbligatorio, ma solo limitato la sua operatività a situazioni specifiche e a casi eccezionali, di cui occorreva tenere conto nella valutazione delle condotte

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[1] Art. 7, comma 1, della legge n. 231/2000.

[2] Cass. sent. n. 517/15 dell’8.01.2015. Cfr. anche Cass. sent. n. 43709/2007.

[3] Art. 52, co. 2 Cost.

[4] Art. 2, co. cod. pen.

 


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Commenti
12 Gen 2016 Ergonomico

“Una notizia affatto confortante di questi tempi”… ma “affatto” significa “Del tutto, interamente” e “si usa per rafforzare una negazione” e ancora “Non ha per sé stesso valore negativo” (www.treccani.it).
Quindi secondo me dovreste correggere in “non affatto confortante”.

 
18 Mag 2016 Maurizio Mattioli

Il ‘cari maschietti’ detto a presa di giro e con una certa punta di sadismo soddisfatto, la dice lunga sul bieco, contorto e completamente sbilanciato in favore delle ‘femminucce’ modo di pensare alla parità dei sessi. Nel caso in cui siano penalizzati gli uomini si possono sfottere ovviamente, anche in casi come questo in cui a fronte della perdita di oltre un anno di guadagni (nessuno ti assumeva prima di aver finito il militare) ricevevi una paga da presa per i fondelli e l’addestramento (più che altro teorico) per andare a combattere e quindi potenzialmente anche morire. Fortunatamente lo hanno almeno sospeso e spero che mio figlio (maschio) non sia costretto a perdere inutilmente tempo e soldi (i guadagni mancati) come lo sono stato io, per una cosa che non mi è servita assolutamente a nulla, nonostante ci sia qualche idiota che ne sente la mancanza e che lo vorrebbe rimettere.

 
30 Ott 2016 Simone Maio

Personalmente, non riesco a capire. Consultando qualsiasi testo, anche i più recenti, della Costituzione, non ci si riferisce ad alcuna sospensione.
Comma 2 articolo 52: “Il servizio militare e` obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge.” (per limiti si intende esonero per problemi fisici e cause di forza maggiore, ma rimane il concetto di obbligatorietà)
Mentre capisco che per ‘difesa’ si intenda anche qualcosa di non armato, e che per servizio militare si intenda anche il Servizio Civile Nazionale, Non capisco perché anche questo sia diventato facoltativo, senza fare alcuna modifica al testo dell’articolo 52!
Qualcuno mi può spiegare l’arcano?
Grazie.