Per il passeggero senza cintura di sicurezza, concorso di colpa
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11 Gen 2016
 
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Per il passeggero senza cintura di sicurezza, concorso di colpa

Incidenti stradali: risarcimento ridotto al terzo trasportato che non dimostra di aver indossato le cinture di sicurezza.

 

Scatta il concorso di colpa nei confronti del passeggero che, trasportato in una macchina, non indossa le cinture di sicurezza al momento dell’incidente: è quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Se, alla luce dei danni riportati e dalla dinamica del sinistro, l’assicurazione (o, in caso di contenzioso, il giudice) può desumere che la vittima non indossava le cinture di sicurezza all’atto dello scontro tra veicoli, il risarcimento del danno viene ridotto in misura percentuale (nel caso di specie è stato riconosciuto, al terzo trasportato, privo delle protezioni, il 30% di colpa).

 

In casi simili, la dinamica del sinistro viene ricostruita a posteriori tramite esperti periti, in grado di definire, sulla base delle lesioni riportate dal passeggero, se questi avesse allacciato o meno le cinture di sicurezza. Si tratta di ricostruzioni, ovviamente, che potrebbero essere disattese da eventuali prove contrarie fornite dall’infortunato. Se, tuttavia, la controprova è di tipo testimoniale essa sarebbe soggette al vaglio del giudice, il quale, secondo il suo “prudente apprezzamento” potrebbe ritenerla poco attendibile. Risultato: difficile scappare alla propria fetta di responsabilità.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 ottobre 2015 – 8 gennaio 2016, n. 126
Presidente Petti – Relatore Rossetti

Svolgimento del processo

1. L’8.6.2002 P.A. patì danni alla persona in conseguenza di un sinistro stradale, allorché era trasportata su un veicolo di proprietà di F.S. ed assicurato dalla Genertel s.p.a..
2. Per ottenere il risarcimento dei danni convenne dinanzi al Tribunale di Palermo F.S. e la Genertel.
Il Tribunale di Palermo accolse [a domanda con sentenza 11.1.2008, attribuendo però alla vittima un concorso di colpa per non avere usato la cintura di sicurezza.
Il Tribunale escluse, altresì, l’esistenza d’un danno patrimoniale da lucro cessante, per perdita del lavoro o riduzione della capacità di guadagno.
3. La Corte d’appello di Palermo, con sentenza 23.11.2011, rigettò il gravame proposto da P.A..
4. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da P.A., sulla base di tre motivi.
La Genertel ha partecipato, per il tramite del proprio legale, all’udienza di discussione.

Motivi della decisione

1. Questioni preliminari.
1.1. II ricorso è stato notificato a F.S., litisconsorte necessario, a mezzo dei servizio postale. La ricorrente, tuttavia, non risulta

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[1] Cass. sent. n. 126/16 dell’8.01.2015.

 


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