Pensione: come aumentano i requisiti negli anni
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12 Gen 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione: come aumentano i requisiti negli anni

Il meccanismo degli adeguamenti alla speranza di vita fa slittare i requisiti per la pensione sempre più in avanti, sino a soglie impensabili.

 

La scienza ha fatto grandi progressi, è indubbio, e la vita media si è allungata: questo non vuol dire, però, che i sessantenni si possano paragonare a dei giovani nel pieno delle forze. Secondo lo Stato Italiano, tuttavia, lo sono, tant’è che il meccanismo dell’adeguamento dei requisiti della pensione alla speranza di vita è in continuo incremento, non solo per gli impieghi d’ufficio, ma anche per i lavori usuranti o che prevedono turni di notte.

 

Chi vuole uscire dal lavoro e pensionarsi in anticipo (se di anticipo si può parlare, dopo 42 anni di lavoro, o a 63 anni e 7 mesi di età, come prevede la nuova proposta di Boeri) può farlo, ma deve essere “punito” con una penalizzazione. Forse, ma solo forse, non ci saranno decurtazioni per chi ha iniziato a lavorare da minorenne (i cosiddetti lavoratori precoci); ad ogni modo, il quadro-pensioni, nei prossimi anni, si prospetta tutt’altro che allegro, con un trattamento raggiungibile anche oltre i 70 anni, per alcune categorie, ed assegni miserrimi, grazie al sistema contributivo (sistema non sbagliato, in sé, laddove sia legato, però, a dei coefficienti di rivalutazione equi).

Per farci un’idea di che cosa ci aspetta nei prossimi anni, vediamo insieme una panoramica delle principali tipologie di pensione e dell’evolversi dei loro requisiti.

 

 

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia, dall’avvento della Legge Fornero [1], ha conosciuto dei notevoli incrementi nei requisiti di età, che crescono continuamente con gli adeguamenti automatici alla speranza di vita.

Vediamo a quale età sarà possibile fruire del trattamento di vecchiaia nei prossimi anni:

 

 

Anno
Età uomini
settore privato e pubblico

(uomini e donne dipendenti P.A.)
Età Donne

dipendenti

settore privato
Età donne

lavoratrici autonome
2016
66+7mesi 65+7mesi 66+1mese
2017
66+7mesi 65+7mesi 66+1mese
2018
66+7mesi 66+7mesi 66+7mesi
2019
66+11mesi 66+11mesi 66+11mesi
2020
66+11mesi 66+11mesi 66+11mesi
2021
67+2mesi 67+2mesi 67+2mesi
2022
67+2mesi 67+2mesi 67+2mesi
2023
67+5 mesi 67+5 mesi 67+5 mesi
2024
67+5 mesi 67+5 mesi 67+5 mesi
2025
67+8 mesi 67+8 mesi 67+8 mesi
2026
67+8 mesi 67+8 mesi 67+8 mesi
2027
67+11 mesi 67+11 mesi 67+11 mesi
2028
67+11 mesi 67+11 mesi 67+11 mesi
2029
68+2 mesi 68+2 mesi 68+2 mesi
2030
68+2 mesi 68+2 mesi 68+2 mesi

 

 

Ricordiamo che, oltre al requisito di età, si devono possedere almeno 20 anni di contributi, ed un assegno che superi di almeno 1,5 volte l’assegno sociale: quest’ultimo parametro non sarà semplice da raggiungere per i più giovani, viste sia le forti penalizzazioni che comporta il calcolo contributivo della pensione (più un lavoratore è giovane, più anni di servizio saranno computati con tale metodo), sia la discontinuità della carriera.

 

 

Pensione di vecchiaia col contributivo

Vero è che i lavoratori che non possiedono contributi antecedentemente al 1996 potranno pensionarsi con soli 5 anni di versamenti, e senza che sia necessario che l’assegno superi un determinato ammontare: ma (e qui sta la “fregatura”) l’età prevista per la vecchiaia, in questo caso, è pari a 70 anni e 7 mesi, ed aumenterà nella seguente misura:

 

– 70 anni e 7 mesi nel 2016-2018;

– 70 anni e 11 mesi nel 2019-2020;

– 71 anni e 2 mesi nel 2021-2022;

– 71 anni e 5 mesi nel 2023-2024;

– 71 anni e 8 mesi nel 2025-2026;

– 71 anni e 11 mesi nel 2027-2028;

– 72 anni e 2 mesi nel 2029-2030.

 

E così via all’infinito, con aumenti di 3 mesi ogni biennio. Viene da chiedersi in quali condizioni, e con quale assegno, considerato il calcolo interamente contributivo, potrà arrivare un lavoratore oltre i 72 anni. Meglio affidarsi alla pensione sociale?

 

 

Assegno sociale

Ammesso che, negli anni futuri, esistano ancora risorse per l’assegno sociale, aumenteranno i requisiti d’età anche per questo trattamento assistenziale. Vediamo come:

 

– 65 anni e 7 mesi nel 2016-2018;

– 65 anni e 11 mesi nel 2019-2020;

– 66 anni e 2 mesi nel 2021-2022;

– 66 anni e 5 mesi nel 2023-2024;

– 66 anni e 8 mesi nel 2025-2026;

– 66 anni e 11 mesi nel 2027-2028;

– 67 anni e 2 mesi nel 2029-2030.

 

 

Pensione anticipata

La pensione anticipata, che ha sostituito la pensione di anzianità, si basa sui requisiti di contribuzione (per certi aspetti anche sui requisiti d’età). Anticipata è una parola grossa, considerato che, già da quest’anno, sono necessari 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Ma vediamo subito l’evolversi del requisito nel tempo:

 

 

Anno
Anni di contribuzione- uomini
Anni di contribuzione- donne
2016
42+10mesi 41+10mesi
2017
42+10mesi 41+10mesi
2018
42+10mesi 41+10mesi
2019
43+2mesi 42+2mesi
2020
43+2mesi 42+2mesi
2021
43+5mesi 42+5mesi
2022
43+5mesi 42+5mesi
2023
43+8mesi 42+8mesi
2024
43+8mesi 42+8mesi
2025
43+11 mesi 42+11 mesi
2026
43+11 mesi 42+11 mesi
2027
44+2 mesi 43+2 mesi
2028
44+2 mesi 43+2 mesi
2029
44+5 mesi 43+5mesi
2030
44+5 mesi 43+5 mesi

 

Se il meccanismo dovesse continuare ad incrementarsi all’infinito, i giovani d’oggi potrebbero andare in pensione con circa 50 anni di contributi: considerando che quasi nessuno trova un’occupazione prima dei 30 anni, la pensione anticipata arriverebbe ad un’età media di 80 anni! Ne consegue che per godere almeno della metà di quanto sarà versato negli anni, bisognerebbe campare oltre 100 anni, e che, pertanto, la maggior parte dei soldi versati nelle casse dell’Inps sono regalati. Questa non è una novità, ma un conto sono le “chiacchiere da bar”, un conto è verificare, dati alla mano, che ciò che ci sembra paradossale è realtà.

 

 

Pensione anticipata col contributivo

Non va meglio a chi non possiede contribuzione antecedente al 1996, anche se i requisiti per il pensionamento anticipato sono apparentemente più favorevoli: questo perché, oltre a 63 anni e 7 mesi di età ed a 20 anni di contributi, per poter fruire del trattamento l’assegno deve superare addirittura di 2,8 volte l’assegno sociale. Il che significa, dati il sistema contributivo di calcolo e la discontinuità della carriera, che potranno fruire di tale pensione solo in pochi. Ma vediamo come aumenteranno nel tempo i requisiti d’età previsti per questa tipologia di pensionamento:

 

– 63 anni e 7 mesi nel 2016-2018;

– 63 anni e 11 mesi nel 2019-2020;

– 64 anni e 2 mesi nel 2021-2022;

– 64 anni e 5 mesi nel 2023-2024;

– 64 anni e 8 mesi nel 2025-2026;

– 64 anni e 11 mesi nel 2027-2028;

– 65 anni e 2 mesi nel 2029-2030.

 

 

Pensione anticipata lavori usuranti e notturni

Dulcis in fundo, i lavoratori che hanno svolto impieghi particolarmente usuranti, o hanno effettuato una certa quantità di turni notturni (almeno 7 anni nell’ultimo decennio, per chi si pensionerà sino al 2017, oppure per almeno la metà della vita lavorativa, successivamente) saranno ugualmente soggetti agli incrementi dei requisiti legati alla speranza di vita, nonostante la particolare faticosità delle mansioni svolte, certamente non adatte a dei lavoratori in avanti con gli anni.

 

Vediamo gli aumenti nella tabella:

 

 

Anno
Categoria
Requisito minimo d’età (espresso in anni)
Requisito minimo di contribuzione (espresso in anni)
Quota Minima (somma di anni e contribuzione)
2016-2018 Dipendenti addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 61,7 35 97,7
2016-2018 Autonomi addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 62,7 35 98,7
2016-2018 Dipendenti dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 62,7 35 98,7
2016-2018 Autonomi dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 63,7 35 99,7
2016-2018 Dipendenti dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

63,7 35 99,7
2016-2018 Autonomi dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

64,7 35 100,7
2019-2020 Dipendenti addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 61,11 35 97,11
2019-2020 Autonomi addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 62,11 35 98,11
2019-2020 Dipendenti dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 62,11 35 98,11
2019-2020 Autonomi dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 63,11 35 99,11
2019-2020 Dipendenti dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

63,11 35 99,11
2019-2020 Autonomi dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

64,11 35 100,11
2021-2022 Dipendenti addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 62,2 35 98,2
2021-2022 Autonomi addetti a lavori usuranti o aventi svolto oltre 78 giornate di lavoro notturno 63,2 35 99,2
2021-2022 Dipendenti dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 63,2 35 99,2
2021-2022 Autonomi dalle 72 alle 77 giornate di lavoro notturno 64,2 35 100,2
2021-2022 Dipendenti dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

64,2 35 100,2
2021-2022 Autonomi dalle 64 alle 71 giornate

di lavoro notturno

65,2 35 101,2

 

 

Anche per loro, l’incremento di 3 mesi ogni 2 anni si applicherà indefinitamente. Si spera che i futuri progressi della medicina saranno tali da rendere un sessantenne di domani come un trentenne di oggi.


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
13 Gen 2016 mauri

E come sempre ci si dimentica degli esposti all’amianto che dopo causa civile si vedono riconoscere un diritto al prepensionamento ma poi le varie riforme e penalizzazioni azzerano tale diritto. Ma c’è ancora qualcuno orgoglioso di essere italiano???