Interessi, aggio e spese su cartelle Equitalia: competenza del tribunale
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12 Gen 2016
 
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Interessi, aggio e spese su cartelle Equitalia: competenza del tribunale

Anatocismo: sulle illegittimità dei calcoli effettuati nella cartella di pagamento sussiste la giurisdizione del giudice ordinario: l’impugnazione può essere fatta valere in qualsiasi momento anche ben oltre i termini di decadenza di legge.

 

Gli interessi sulla cartella di pagamento di Equitalia sembrano essere spropositati? C’è il rischio di anatocismo? Il ricorso può essere fatto davanti al tribunale ordinario, a prescindere dal tipo di debito riportato nella cartella esattoriale stessa (quindi, anche per il caso di accertamenti fiscali, imposte e sanzioni). Non solo: l’impugnazione può essere fatta ben oltre il termine dei sessanta giorni dalla notifica della cartella stessa. È questa l’interpretazione fornita da una recente ordinanza del Tribunale di Potenza [1] nell’ambito di un procedimento sommario [2] proposto da una società contribuente nei confronti di Equitalia.

 

 

In relazione alla domanda di accertamento della illegittimità delle somme pretese da Equitalia a titolo di interessi, aggio e spese su tributi e contributi previdenziali nonché la restituzione di quelle versate indebitamente, sussiste la giurisdizione del Giudice Ordinario. La controversia, infatti non ha ad oggetto pretese tributarie dello Stato che non sono in contestazione, ma le somme aggiuntive dovute per gli interessi di mora, per l’aggio e altre spese derivanti dalla procedura di riscossione.

 

La vicenda

A seguito dell’emissione di cartelle esattoriali nei confronti della società contribuente, questa chiedeva ed otteneva da Equitalia la rateizzazione degli importi dovuti, con distinti piani di rateizzo.

Sottoposti i conteggi a consulenza di parte, emergeva che il metodo applicato da Equitalia dava origine, di fatto, a numerose illegittimità con conseguente notevole lievitazione degli importi dovuti:

 

anatocismo tributario;

 

errori nel calcolo delle ulteriori somme aggiuntive e interessi di mora su Contributi e Premi;

 

– illegittimo calcolo degli interessi di mora e dell’aggio sulle sanzioni effettuato contra legem [3];

 

– utilizzo per il rateizzo del piano di ammortamento alla francese anziché all’italiana;

 

– indeterminatezza del tasso di dilazione utilizzato per il rateizzo.

Da qui la decisione di adire il Tribunale Ordinario (e non già il Giudice Tributario) onde ottenere la declaratoria dell’accertamento della illegittimità delle somme pretese da Equitalia a titolo di interessi, aggio e spese e la conseguente restituzione delle somme indebitamente versate.

 

 

La giurisdizione

L’ordinanza, che rappresenta un’assoluta novità nella materia, rende, per la prima volta, possibile la contestazione delle somme pretese da Equitalia a titolo di interessi di mora, aggio ed altre spese, svincolandola dalla impugnazione della cartella esattoriale. In altri termini, tale contestazione può essere effettuata ben oltre il termine di decadenza previsto per la impugnazione della cartella (60 giorni per i tributi e 40 giorni per i contributi Inps), dando così la possibilità ai contribuenti che non intendano contestare il tributo o il contributo dovuto, di tutelare le proprie ragioni anche in sede civile.

 

Nella fattispecie le cartelle si riferivano ad un arco temporale che andava dal 2005 al 2014.

 

In questo modo tutte le cartelle notificate da Equitalia sono suscettibili di eventuale revisione senza nessun termine decadenziale con conseguente sensibile riduzione delle somme dovute.

 

……

La perizia è stata redatta dal dr. Umberto Tranfaglia con la collaborazione della Dr.ssa Alessandra Cangiano utilizzando il software “Verifica Cartelle Equitalia” della Cloud Finance mentre la questione legale è stata affrontata dall’avv. Luisa Ventorino.


[1] Trib. Potenza ord. del 04.01.2016.

[2] Art. 702 bis cod. proc. civ.

[3] Art. 2 comma 3 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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