Buca stradale: risarcimento per il segnale a ridosso dell’ostacolo
Lo sai che?
12 Gen 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Buca stradale: risarcimento per il segnale a ridosso dell’ostacolo

Il comune paga il risarcimento del danno al pedone o all’automobilista se le transenne o il cono che segnala il pericolo è posto immediatamente prima la buca.

 

L’ente proprietario della strada, in presenza di una buca, non ha solo il dovere di transennare la sezione dell’asfalto dove si è aperta la voragine, ma anche di fare in modo che nessuno vi cada accidentalmente: ciò significa che il cono segnalatore, o qualsiasi altro cartello necessario ad avvisare l’automobilista, deve essere posto non a ridosso dell’ostacolo, ma a una distanza tale da consentire, agli utenti della strada, di sterzare per tempo. È quanto affermato dal Tribunale di Larino in una recente sentenza [1].

 

La pubblica amministrazione è responsabile, pertanto, per l’incidente verificatosi su una strada pubblica ove si stanno svolgendo lavori non adeguatamente segnalati, o dove ci siano buche o dissesti, pertanto è tenuta a risarcire i danni provocati. Quindi “il dissesto del fondo stradale, la presenza di buche, la segnaletica contraddittoria ed ingannevole, ecc., è da ritenersi causa strutturale, quindi fonte di responsabilità oggettiva [2] per la pubblica amministrazione.

 

In verità, il regime della responsabilità della pubblica amministrazione può variare a seconda del tipo di danno e della estensione della strada. In particolare,

 

– quanto all’estensione della strada: tanto più è esteso il tratto di strada ove si è creata la situazione di pericolo (una crepa, una buca, un incidente, ecc.) tanto più tempo sarà necessario per un tempestivo intervento sul luogo da parte del reparto tecnico preposto alla cura e alla manutenzione dell’asfalto. Dunque la dimensione della strada è proporzionale alla possibilità di un effettivo controllo su di essa;

 

– quanto alla tipologia del danno bisogna distinguere a seconda che:

 

1- il danno sia stato determinato da cause intrinseche alla strada, come un vizio di costruzione o la mancata manutenzione che abbiano determinato un avvallamento o una fossa: in tal caso l’amministrazione ne risponde sempre;

 

2- il danno sia stato determinato da cause estrinseche alla strada cioè create da eventi atmosferici (come una nevicata improvvisa) o da terzi (come ad esempio la perdita o l’abbandono sulla pubblica via di oggetti pericolosi): in tal caso l’amministrazione può evitare la condanna al risarcimento dimostrando che il danno è frutto di un caso fortuito, ossia di un evento imprevedibile ed non eliminabile con immediatezza, neanche con la più diligente attività di manutenzione.

 

 

La vicenda

Un uomo, a bordo di un ciclomotore, mentre viaggiava sul lato destro della carreggiata, cadeva rovinosamente a terra a causa di un gradino anomalo determinato dal dislivello tra la parte asfaltata e quella priva di copertura. La segnaletica circa l’insidia era stata posizionata in prossimità della stessa. Inoltre, al momento dell’impatto, era stato avvicinato da un’altra macchina sulla sinistra. Non aveva in alcun modo avuto la possibilità di capire che quel tratto fosse interessato da lavori soprattutto perché i segnali erano stati apposti in maniera anomala, non prima dell’ostacolo ma in corrispondenza di esso.

 

 

La sentenza

Tutte le volte in cui la pericolosità della strada è derivata dalla presenza di una insidia nella pavimentazione del manto stradale (una buca, ecc.), dovuta all’assenza di asfalto all’interno della carreggiata, non adeguatamente segnalata e delimitata con congruo margine di anticipo, in modo tale cioè da consentire al conducente di evitare l’ostacolo, la pubblica amministrazione è tenuta a risarcire il danno. È lo stesso codice della strada, del resto a prescriverlo [3]: “Gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze; c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta…”.


[1] Trib. Larino, sent. n. 282/15.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Art. 14 cod. str.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti