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News Pubblicato il 12 gennaio 2016

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News Nuove classi di concorso, quali materie si possono insegnare?

> News Pubblicato il 12 gennaio 2016

Il nuovo decreto che accorpa e riduce le classi di concorso: possibilità per i laureati di abilitarsi all’insegnamento di più materie.

In arrivo tra pochi giorni il decreto di riordino delle classi di concorso, che riduce le classi da 168 a 114: un taglio che non comporta certamente che “tutti possano insegnare tutto”, ma uno snellimento necessario, che, a detta del Ministro Giannini, faciliterà il ricambio ed eviterà le mancate coperture.

Si ampliano, è vero, le possibilità per i laureati, per i quali è prevista una scelta maggiore sulle materie da insegnare, ma non questo non implica un abbassamento della qualità dell’insegnamento: non dimentichiamo, difatti, la specificità e la complessità dei percorsi di formazione da affrontare per ogni classe di concorso. Vediamo ora una breve carrellata sulle novità del decreto; ricordiamo che le classi di concorso sono relative alle scuole medie superiori e inferiori, ma non alla scuola primaria e dell’infanzia, per le quali la laurea in scienze della formazione primaria dà direttamente l’accesso all’abilitazione. Mancano, inoltre, classi di concorso specifiche per il sostegno.

Nuove classi di concorso

Le nuove classi di concorso sono suddivise in tre tabelle:

– la Tabella A, che individua le classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado, identificate attraverso uno specifico codice alfanumerico, nonché gli insegnamenti ad esse relativi, i titoli necessari per l’accesso ai percorsi di abilitazione e le corrispondenze con le vecchie classi di concorso , risalenti al 1998;

– la Tabella B, che individua le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico per la scuola secondaria di primo e secondo grado, identificate attraverso uno specifico codice alfanumerico, nonché gli insegnamenti ad esse relativi, i titoli necessari per l’accesso ai percorsi di abilitazione e le corrispondenze con le precedenti classi di concorso;

– la Tabella A/1, che individua la corrispondenza tra gli esami del vecchio ordinamento, indispensabili per l’accesso alle classi di concorso, ed altri esami di contenuto omogeneo.

In totale, come poc’anzi accennato, le classi di concorso scendono a 114; gli accorpamenti sono stati parecchi: ne è un esempio la classe di concorso A-12 «Discipline letterarie negli istituti secondari di II grado», la quale raggruppa ben 17 percorsi di laurea magistrale, dall’antropologia culturale ed etnologica alla storia dell’arte. In pratica, i laureati in ciascuna di tali discipline, dopo aver completato i percorsi di abilitazione relativi alla classe A-12, potranno insegnare le materie previste dalla classe di concorso (per alcuni corsi possono però essere previsti dei requisiti aggiuntivi oltre alla laurea, come il conseguimento di crediti formativi in particolari ambiti).

Un altro esempio di accorpamento consiste nella classe relativa alle discipline elettroniche ed elettrotecniche, nonché nella nuova classe di «tecnologie e tecniche della comunicazione multimediale», che riunisce 6 delle precedenti classi.

Per i docenti già di ruolo, titolari di una delle classi di concorso raggruppate, non vi sono problemi, poiché, grazie alla disciplina di armonizzazione, diventano automaticamente titolari della nuova classe nella quale è confluita la vecchia classe di appartenenza. Per quanto concerne, invece, gli insegnanti non di ruolo, ma in possesso di abilitazione ad una classe che ha subito l’accorpamento, potranno comunque accedere a tutti gli insegnamenti della nuova classe accorpante, ai fini delle procedure di concorso.

Le classi previste dal regolamento non sono, comunque, soltanto il risultato di accorpamenti delle vecchie categorie, ma alcune sono state istituite ex novo: si tratta di 13 classi relative all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, tra cui la A-23, «lingua italiana per discenti di lingua straniera».

Tra le novità maggiormente rilevanti in merito, abbiamo poi la possibilità, per i laureati in Scienze politiche, di insegnare discipline giuridiche ed economiche nelle scuole superiori, purché il piano di studi preveda i seguenti corsi annuali: diritto pubblico generale, istituzioni di diritto privato, diritto amministrativo, diritto commerciale.

Gli ingegneri possono poi insegnare matematica e scienze nelle scuole medie inferiori.

Titoli di accesso per l’abilitazione

Ai fini dell’accesso ai percorsi abilitanti per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, il regolamento ha ridefinito i titoli necessari all’interno di ciascuna tabella: ad ogni modo, il possesso dell’abilitazione o dell’idoneità all’insegnamento in una delle precedenti classi di concorso dà titolo alla partecipazione ai concorsi pubblici relativamente alle nuove classi “accorpanti”.

Durante le procedure concorsuali, per snellire e rendere meno oneroso l’iter di selezione, sarà possibile organizzare delle prove comuni a più classi di concorso.

Chi risulta iscritto ad un percorso di studi che consente l’accesso a una delle vecchie classi di concorso ha, infine, la possibilità di partecipare ai tirocini formativi attivi.

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2 Commenti

  1. sono abilitata dal 1984 per l’insegnamento di igiene,anatomia, fisiologia, patologia dell’apparato masticatorio ( ex A048 oggi A040) il D.L. del ’99 mi esclude dall’insegnamento di gnatologia ( insegnamento afferente in tale classe) che viene assegnato ai medici e ai dentisti. Con i nuovi accorpamenti rimarrà tale clausola? Tengo a precisare che sono stata nominata agli esami di Stato per tale insegnamento!

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