Assunzioni 2016, gli incentivi disponibili
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12 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Assunzioni 2016, gli incentivi disponibili

Agevolazioni all’assunzione operative nel 2016: benefici fruibili, modalità di richiesta e adempimenti, dal Bonus Disoccupati alla Garanzia Giovani.

 

Nel 2016,oltre ad essere stata confermata l’operatività del Bonus per l’assunzione di disoccupati da oltre 6 mesi, restano in vigore i principali incentivi all’assunzione introdotti negli scorsi anni. Queste agevolazioni, parzialmente dimenticate nel 2015 in virtù della maggiore convenienza del Bonus disoccupati, sono ora state rivalutate, a causa della riduzione del predetto Bonus al 40%.

Vediamo quali sono le agevolazioni all’assunzione attive nel 2016 e quali gli adempimenti necessari per poterle utilizzare.

 

 

Incentivi all’assunzione: cause ostative

Innanzitutto, ci sono delle regole generali che bloccano gli incentivi all’assunzione per i datori di lavoro in determinate situazioni. In particolare, non si potrà godere di bonus assunzionali in questi casi:

 

– assunzione che costituisce l’attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva: in questo caso, l’azienda, o il professionista, non potrà fruire di alcun incentivo, anche se l’assunzione avviene mediante contratto di somministrazione;

 

– assunzione che viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;

 

sospensioni dal lavoro in atto, connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale: in questa ipotesi, si avrà diritto agli incentivi solo se i nuovi lavoratori sono inquadrati in un livello diverso rispetto ai lavoratori sospesi, o sono impiegati in diverse unità produttive;

 

– datore di lavoro con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’azienda che ha licenziato il dipendente nei 6 mesi precedenti, oppure in rapporti di collegamento o controllo;

 

– solo in alcuni casi, l’incentivo all’assunzione non è poi concesso qualora il nuovo inserimento non determini un incremento occupazionale aziendale (come accade per il Bonus donne e over 50).

 

 

Bonus disoccupati

Il Bonus per l’assunzione di disoccupati da almeno 6 mesi, sino al 31 dicembre 2015, prevedeva uno sgravio totale dei contributi Inps a carico del datore, per 3 anni: il tetto massimo di sgravio era pari a 8.060 euro. Dal primo gennaio 2016, l’incentivo è stato ridotto al 40% dei contributi a carico del datore, il tetto massimo di sgravio è sceso a 3.250 euro annui, mentre l’operatività della decontribuzione è stata ridotta a soli 2 anni.

 

 

Apprendistato

Molto più convenienti le agevolazioni per l’assunzione di apprendisti, che comportano vantaggi di tipo contributivo, economico e fiscale.

I vantaggi economici consistono in un inquadramento sino a due livelli inferiori, o nel riconoscimento di una retribuzione in misura percentuale rispetto a quella prevista per i lavoratori già qualificati nelle stesse mansioni.

 

Per quanto concerne gli sgravi contributivi, i contributi a carico del datore di lavoro sono stabiliti nella misura dell’11,61%, dal 1° gennaio 2013, mentre a carico dell’apprendista è prevista un’aliquota pari al 5,84%. Per le aziende con meno di 9 dipendenti, è previsto lo sgravio contributivo pari al 100% per il datore di lavoro (che, però, in base alla Legge Fornero di riforma del Mercato del lavoro, paga la sola aliquota Aspi- ora Naspi-dell’1,61%): tale agevolazione è valida per gli apprendisti assunti dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 [1], nel rispetto delle regole “De Minimis”.

 

I vantaggi fiscali, infine, consistono nell’esclusione delle spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla base per il calcolo dell’IRAP; inoltre, per i contratti sottoscritti a partire dal 1° gennaio 2015, l’intero costo sostenuto dall’azienda è deducibile dalla base imponibile IRAP.

 

 

Bonus Donne e Over 50

È ancora operativa l’agevolazione, prevista dalla riforma Fornero del Mercato del lavoro [2], valida per l’assunzione, anche a termine, di donne disoccupate e disoccupati (uomini e donne) ultracinquantenni. In particolare, il beneficio si applica alle seguenti categorie di soggetti:

 

ultracinquantenni disoccupati da oltre 12 mesi;

 

– lavoratrici residenti in aree svantaggiate o operanti in settori con elevata disparità occupazionale uomo-donna, disoccupate da oltre 6 mesi;

 

– donne ovunque residenti disoccupate da oltre 24 mesi.

 

I vantaggi legati all’inserimento di tali soggetti sono:

 

sgravio contributivo del 50% dei contributi Inps e Inail, per un massimo di 12 mesi, in caso di assunzione a tempo determinato;

 

sgravio contributivo del 50% dei contributi Inps e Inail, per un massimo di 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato, o di trasformazione del contratto.

 

Lo sgravio deve essere richiesto all’Inps mediante cassetto previdenziale: l’Istituto, però, lo potrà concedere solo qualora si realizzi, con la nuova assunzione, un effettivo incremento occupazionale.

 

 

Bonus Garanzia Giovani

Il Programma Garanzia Giovani , un progetto operativo dal 2014, volto a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani tra 18 e 29 anni, prevede, tra i diversi benefici, anche un incentivo all’assunzione, fruibile sia per gli inserimenti a tempo determinato (con contratti di durata superiore a 6 mesi) che indeterminato, compresi i contratti di apprendistato: è però necessario che i dipendenti assunti siano soggetti under 29 iscritti alla banca dati Garanzia Giovani.

 

L’agevolazione è fruibile, da aziende e professionisti, anche per i contratti part-time, purchè l’orario sia superiore al 60%.

 

Il Bonus Garanzia Giovani, nel dettaglio, è pari ad un massimo di:

 

2.000 euro, per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato dai 6 ai 12 mesi (in caso di profilazione alta l’importo scende a 1.500 euro);

 

4.000 euro, per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato oltre i 12 mesi (in caso di profilazione alta l’importo scende a 3.000 euro);

 

6.000 euro, per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo indeterminato (in caso di profilazione alta l’importo scende a 4.500 euro).

 

Le assunzioni di giovani con profilazione media danno diritto ad un bonus massimo di 3.000 euro, ma soltanto per inserimenti a tempo indeterminato, mentre, per quelli aventi profilazione bassa, l’incentivo è pari a 1500 euro.

 

Chi è assunto con contratto di apprendistato può sommare i benefici previsti per gli apprendisti col bonus Garanzia Giovani, che può giungere, in questa ipotesi, a 10.000 euro (bisogna però considerare che Garanzia Giovani incentiva i soli contratti di apprendistato per il conseguimento della qualifica o del diploma professionale).

 

 

Assunzione di lavoratori in Cigs o in Mobilità

Sono ancora operative anche le agevolazioni per l’assunzione a tempo indeterminato di dipendenti collocati in Cassa integrazione straordinaria o in Mobilità.

In particolare, i dipendenti in Cigs devono possedere i seguenti requisiti:

 

– essere stati collocati in Cigs per almeno 3 mesi, anche non continuativi;

 

– da un’azienda che si trovi in CIGS da almeno 6 mesi.

 

Il datore, per gli inserimenti, ha diritto ai seguenti incentivi:

 

– sgravio contributivo pari a quello previsto per gli apprendisti (a favore del solo datore), per 12 mesi.

 

contributo mensile pari alla metà dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore, sino ad un massimo di 36 mesi, per lavoratori over 50 residenti nel Sud Italia e nelle aree ad alto tasso di disoccupazione.

 

 

Assunzione percettori di Naspi

L’assunzione di percettori di disoccupazione Naspi (l’indennità che sostituisce Aspi e Mini- Aspi) è incentivata col riconoscimento al datore di lavoro di un incentivo pari al 20% dei sussidi ancora spettanti al neoassunto.

 

 

Bonus giovani genitori

Si tratta di un incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di genitori disoccupati o precari sino a 35 anni di età, con figli minori di età, iscritti in nella banca dati Giovani genitori dell’Inps: l’incentivo, sotto forma di conguaglio contributivo, è pari a 5.000 Euro per lavoratore.

 

 

Assunzione di persone in esecuzione di pena o misure di sicurezza

La normativa riconosce delle agevolazioni ai datori che assumono, anche a tempo determinato, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro esterno, oppure lavoratori semiliberi provenienti dalla detenzione o internati semiliberi.

Gli incentivi consistono, per la prima categoria, in un credito d’imposta di 520 euro mensili, mentre, per la seconda categoria, consistono in un credito d’imposta di 300 euro mensili. Per entrambe le categorie, poi, i contributi dovuti sono ridotti del 95%. Il beneficio è valido (ovviamente nei limiti della durata del contratto) sino a 18 mesi dalla cessazione dello stato detentivo, o a 24 mesi, qualora i lavoratori non abbiano beneficiato della semilibertà.

 

 

Assunzione disabili

I datori di lavoro che assumono disabili destinatari della normativa sul collocamento mirato [3], hanno diritto, dal 2016, ai seguenti incentivi per un totale di 36 mesi:

 

– contributo pari al 70% dell’imponibile previdenziale, se l’assunzione a tempo indeterminato riguarda un lavoratore con invalidità superiore al 79% o con minorazioni dalla prima alla terza categoria;

 

– contributo pari al 35% dell’imponibile previdenziale, per lavoratori con invalidità tra il 67% ed il 79% o con minorazioni comprese tra la quarta e la sesta categoria;

 

– contributo pari al 70% dell’imponibile per assunzioni di disabili intellettivi o psichici con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (l’agevolazione in questo caso spetta per 60 mesi).

 

I benefici, per le assunzioni a termine di durata pari ad almeno 12 mesi, spettano per tutta la durata del contratto.

 

 

Sostituzione di lavoratrici in maternità

Per la sostituzione di lavoratrici in congedo di maternità obbligatorio, o di lavoratrici e lavoratori in congedo parentale, spetta uno sgravio del 50% dei contributi Inps e Inail, per un massimo di 12 mesi.

 

 

 


[1] L.183/2011.

[2] L.92/2012.

[3] L. 68/1999.

 


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Commenti
11 Apr 2016 Roberto Bucci

tutto vero peccato che INPS ad aprile non sa ancora come fare domanda per gli sgravi contributivi, come al solito fatta la legge inventato l’inganno!!

 
13 Mag 2016 enrico bergamasco

buongiorno,
gli sgravi per i datori di lavoro riguardano anche le ditte con meno di 15 dipendenti che vogliono assumere una persona appartenente alle cat. protette con l’82% di invalidità?
grazie