Atti di classamento di immobile: mediazione e procedimento
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13 Gen 2016
 
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Atti di classamento di immobile: mediazione e procedimento

Catasto: atti di classamento e motivi di ricorso contro la rideterminazione della rendita catastale.

 

Anche il ricorso contro il catasto che ha riclassato l’immobile del contribuente deve prima scontare la nuova mediazione tributaria: la nuova norma, in vigore dal 1.01.2016, è frutto della riforma del contenzioso tributario [1].

 

Così, se l’Ufficio Provinciale del Territorio dell’Agenzia delle Entrate, ha eseguito un accertamento catastale su un immobile e, a seguito di ciò, ha proceduto alla rettifica del classamento dell’immobile stesso, rideterminando il valore della rendita catastale, il ricorso che l’interessato voglia proporre (entro 60 giorni dalla notifica) va prima notificato alla controparte nella forma del reclamo-mediazione.

 

La nuova mediazione si applica a tutte le controversie contro il fisco – Equitalia compresa – anche locale (per esempio, atti di Comuni, Regioni, Province) a condizione che il valore della lite non superi 20.000 euro. Vengono escluse le controversie di valore indeterminabile (infatti non riportano alcuna pretesa tributaria) Poiché però tutti gli atti di classamento di immobili hanno valore indeterminato, per essi è stata necessaria un’apposita specificazione per poterli far rientrare nel novero degli atti per i quali è necessario il reclamo-mediazione.

 

In precedenza il ricorso avveniva con la presentazione, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto di classamento, di un ricorso all’Ufficio che lo aveva emesso con successivo deposito, nei 30 giorni successivi, con gli allegati presso la segreteria della Commissione tributaria.

 

Dal 1° gennaio 2016, invece, tali atti devono essere impugnati mediante la presentazione, anche in questo caso entro 60 giorni dalla loro notifica, dell’istanza di reclamo mediazione, insieme agli allegati richiamati nel testo, all’Ufficio che lo ha emesso (per la procedura della nuova mediazione consulta la nostra guida “Come fare la nuova istanza di reclamo-mediazione”).

 

Ricordiamo che la materia di classamento di immobili è di competenza della Commissione Tributaria. In particolare a quest’ultima spetta la materia catastale ed estimo (es. l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento dei terreni; la ripartizione dell’estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella; la consistenza e il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l’attribuzione della rendita catastale).

 

La presentazione dell’istanza di autotutela non sospende, però, i termini per il ricorso che restano di 60 giorni dalla notifica dell’atto (con la sospensione dei termini dal 1 al 31 agosto).

 

Il contributo unificato da versare al momento del deposito del ricorso in Commissione Tributaria è attualmente pari a 120 euro.

 

 

Revisione delle rendite catastali

La legge prevede che la revisione delle rendite catastali deve essere effettuata nei casi di seguito illustrati.

 

Ogni 10 anni per le tariffe d’estimo e i redditi degli immobili a destinazione speciale o particolare e, comunque, tutte le volte in cui se ne manifesti l’esigenza per sopravvenute variazioni di carattere permanente nella capacità di reddito delle unità immobiliari Le modificazioni hanno effetto dall’anno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del nuovo prospetto delle tariffe o, nel caso di stima diretta per gli immobili a destinazione speciale o particolare, dall’anno in cui il nuovo reddito è stato notificato al possessore risultante dal catasto
Se il reddito lordo effettivo (dato dall’ammontare dei canoni di locazione risultanti dai relativi contratti) differisce per un triennio dalla rendita catastale per almeno il 50% di essa L’Ufficio del Territorio (su segnalazione dell’Ufficio delle entrate, del Comune o su domanda del contribuente) procede ad una verifica ai fini del diverso classamento dell’unità immobiliare di gruppo A, B o C o ai fini della determinazione di una nuova rendita catastale per i fabbricati a destinazione speciale o particolare
Fabbricati di proprietà privata siti in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’ICI (fino al 2011) si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali I Comuni possono richiedere la revisione parziale del classamento che verrà stabilita tramite apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio
Immobili di proprietà privata non dichiarati in catasto ovvero non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie I Comuni possono chiedere ai titolari di diritti reali su tali fabbricati, di produrre atti di aggiornamento

 

 

I motivi di opposizione

Sotto il profilo della forma, uno dei motivi di ricorso più frequenti contro gli atti di classamento è l’assenza di motivazione. Capita infatti spesso che l’Ufficio si limiti a elencare una serie di norme ed espressioni generiche, adattabili a qualsiasi altra situazione, senza riportare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la rettifica del valore catastale dell’immobile.

 

Sotto invece il profilo del merito, si può contestare la modalità con cui l’ufficio è pervenuto alla rettifica: a tal fine sarà necessario munirsi di una perizia giurata di stima, che viene redatta da un tecnico, quale, per esempio, ingegnere, architetto e geometra.

 

Prima del ricorso non è possibile presentare alcuna istanza di accertamento con adesione, rimanendo invece possibile soltanto la richiesta del riesame dell’atto in autotutela.


[1] D.lgs. n. 156/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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