Accertamenti firmati da falsi dirigenti: ricorso nei 60 giorni
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13 Gen 2016
 
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Accertamenti firmati da falsi dirigenti: ricorso nei 60 giorni

Il vizio di nullità tributaria non è rilevabile in ogni stato e grado ma solo entro i termini di impugnazione dell’atto, ossia 60 giorni dalla notifica.

 

La Cassazione torna sulla vicenda delle firme degli accertamenti fiscali da parte dei falsi dirigenti e ribadisce quanto aveva stabilito qualche mese fa: il motivo di impugnazione va fatto valere entro i termini di opposizione previsti dalla legge, ossia sessanta giorni dalla notifica dell’accertamento stesso. Non c’è possibilità, quindi, di sollevare l’eccezione in una fase successiva del processo o, peggio, in appello o in Cassazione.

 

Secondo i supremi giudici, la nullità dell’atto, nell’ambito del diritto tributario, non segue le stesse regole del diritto civile che – come noto – consente la contestazione del vizio senza limiti di tempo, in qualsiasi stato e grado del procedimento, potendo essere rilevata anche dallo stesso giudice, d’ufficio, in assenza di apposita eccezione di parte.

 

Invece, nel campo del diritto tributario – sottospecie del diritto amministrativo – la nullità viene piuttosto equiparata alla annullabilità, con la conseguenza che ci sono termini precisi per farla valere, spirati i quali non è più possibile la contestazione. Tali termini sono quelli ordinari che consentono l’impugnazione dell’atto: 60 giorni dalla sua notifica (in caso di irreperibilità, i 60 giorni decorrono dall’undicesimo giorno successivo alla notifica dell’avviso contenente la comunicazione del deposito del plico presso la Casa comunale).

 

Questo significa che il vizio relativo alla firma dell’atto di accertamento da parte di funzionario non appartenente alla carriera direttiva (terza area) o privo di apposita delega (che deve essere: scritta, motivata, con data di inizio e di scadenza, con l’indicazione del nome e cognome del soggetto delegato) non può essere eccepito se già il ricorso è stato presentato o, peggio, se si è in secondo grado o in Cassazione.

 

Questo riduce enormemente la possibilità di far contestare il vizio del “falso dirigente” per gli atti passati (che, quindi, dovevano essere impugnati entro 60 giorni dalla notifica). Resta salva la possibilità di contestazione per gli atti futuri, secondo quanto abbiamo spiegato nell’articolo: “Dirigenti e accertamenti illegittimi Agenzia Entrate”.


[1] Art. 381/16 del 13.01.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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