E-government: l’informatizzazione dell’azione amministrativa
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13 Gen 2016
 
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Edizioni Simone
 


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E-government: l’informatizzazione dell’azione amministrativa

L’e-governemnt e la digitalizzazione della P.A.; diritti di cittadini e imprese.

 

L’e-government

Una delle principali novità introdotte dal panorama normativo degli ultimi anni è data dall’emergere di una sempre più spiccata tendenza all’informatizzazione dell’azione amministrativa.

Il processo di informatizzazione della P.A. implica l’impiego di soluzioni informatiche nello svolgimento dell’attività amministrativa al fine di garantire, per effetto di una più agevole circolazione delle informazioni fra apparati pubblici, tempestive risposte ai cittadini (e-government).

 

Il fulcro normativo fondamentale per lo sviluppo informatico delle P.A. è costituito dal D.Lgs. 82/2005, istitutivo del Codice dell’amministrazione digitale.

Esso, entrato in vigore il 1° gennaio 2006, è una specie di «Costituzione del mondo digitale», finalizzata alla semplificazione e al riassetto della normativa in materia di informatica nelle pubbliche amministrazioni.

Queste, in sintesi, le novità che racchiude il Codice:

 

— sono introdotti nuovi diritti per i cittadini e per le imprese e viene definito il quadro giuridico che ne garantisce l’effettivo godimento;

 

— sono introdotti nuovi strumenti e viene consolidata la loro validità giuridica;

 

— sono disegnate le basi per la costruzione di un federalismo efficiente;

 

— sono predisposti gli strumenti opportuni per una pubblica amministrazione che funzioni meglio e costi meno ai contribuenti.

 

Il Codice è stato oggetto di varie modifiche ed integrazioni, la più importante delle quali è rappresentata dal D.Lgs. 30-12-2010, n. 235, finalizzato ad adeguare il Codice del 2005 al veloce sviluppo che ha interessato il mondo delle comunicazioni e della informazione.

 

Sul Codice hanno inciso ripetutamente anche le manovre successive, tra le quali si cita il D.L. 179/2012 (cd. decreto crescita bis, conv. in L. 221/2012).

Si ricorda che il Codice sarà oggetto di ulteriori modifiche ed integrazioni in virtù di quanto disposto dalla L. 124/2015 (legge delega di riforma della P.A.) che, all’art. 1, ha delegato il Governo ad adottare provvedimenti finalizzati a garantire ai cittadini e alle imprese il diritto di accedere a tutti i dati, documenti e servizi di loro interesse in modalità digitale (sul punto v. retro box par. 4.3 di questo Capitolo).

 

Quanto sin qui esposto va necessariamente correlato con le previsioni contenute nel T.U. trasparenza (D.Lgs. 33/2013), che, come innanzi già evidenziato (si veda par. 4.2), operando un riordino in materia di obblighi di informazione, trasparenza e pubblicità da parte delle pubbliche amministrazioni, modifica e integra la disciplina della materia e definisce la trasparenza quale accessibilità totale delle informazioni concernenti, da un lato, l’organizzazione, dall’altro, l’attività delle pubbliche amministrazioni (art. 1).

 

L’attuazione dell’accessibilità totale avviene attraverso la pubblicazione sui siti istituzionali delle P.A., nel rispetto dei limiti rappresentati dall’esigenza di segretezza e dalla tutela dei dati personali, che diventano in tal modo il principale strumento della trasparenza della P.A. Lo scopo, infatti, è favorire il controllo democratico sull’operato delle pubbliche amministrazioni.

Dal punto di vista operativo, il T.U. scandisce modalità, decorrenza e durata dell’obbligo di pubblicazione.

 

I dati devono essere integri, aggiornati, completi, di facile comprensione e consultabilità. I dati disponibili a seguito di accesso civico sono in formato di tipo aperto, cioè reso pubblico e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari.

 

A completamento del panorama legislativo ad oggetto l’evoluzione digitale della P.A., si ricorda anche il D.L. 90/2014, conv. in L. 114/2014, che ha adottato misure atte a favorire l’accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi delle PP.AA. Tra questi, oltre alla Agenda per la semplificazione per il triennio 2015/2017 (art. 24 del decreto), si menziona anche la previsione di una sanzione a carico delle PP.AA. che non adempiono agli obblighi posti a loro carico, inerenti la migliore organizzazione dei servizi in rete nonché relativi alla mancata pubblicazione sui loro siti web delle banche dati in loro possesso e dei regolamenti che ne disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico.

 

 

P.A. digitale e i diritti dei cittadini e delle imprese

Nella pubblica amministrazione digitale i cittadini e le imprese hanno diritti che il Codice dell’amministrazione digitale, nella nuova formulazione di cui al D.Lgs. 235/2010, precisa e definisce e che rende quindi effettivamente esigibili:

 

a) diritto all’uso delle tecnologie. I cittadini e le imprese hanno diritto a richiedere ed ottenere l’uso delle moderne tecnologie telematiche nelle comunicazioni con tutte le amministrazioni pubbliche, ivi comprese le società interamente partecipate da enti pubblici e con prevalente capitale pubblico, e con i gestori di pubblici servizi;

 

b) domicilio digitale del cittadino. Per facilitare le comunicazioni tra P.A. e cittadini, ogni cittadino ha la facoltà di indicare all’amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale domicilio digitale (art. 3bis Codice, ins. dalla L. 190/2014);

 

c) diritto alla partecipazione al procedimento informatico e all’accesso. I cittadini e le imprese hanno diritto di accedere a tutti gli atti che li riguardano e di partecipare a tutti i procedimenti in cui sono coinvolti tramite le moderne tecnologie informatiche e telematiche. Tutte le amministrazioni devono quindi organizzarsi per rendere disponibili agli interessati documenti, atti e procedimenti, in modo sicuro e trasparente, in formato digitale;

 

d) diritto di effettuare qualsiasi pagamento con modalità informatiche. Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad accettare i pagamenti loro spettanti anche con l’uso delle tecnologie informatiche (art. 5 Codice, sost. dal D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012);

 

e) comunicazione tra imprese e amministrazioni pubbliche. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra imprese e amministrazioni, nonché l’adozione da parte di queste ultime di provvedimenti amministrativi, avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le stesse modalità le PP.AA. adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese;

 

f) diritto all’utilizzo della posta elettronica certificata. Le pubbliche amministrazioni utilizzano la posta elettronica certificata (PEC) per la trasmissione telematica di comunicazioni per le quali sia necessaria una ricevuta di consegna a quei soggetti che abbiano preventivamente dichiarato il proprio indirizzo. La PEC è un innovativo sistema di comunicazione in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire ricevute opponibili a terzi;

 

g) diritto alla qualità del servizio e alla misura della soddisfazione. Le pubbliche amministrazioni provvedono alla riorganizzazione ed aggiornamento dei servizi resi; a tal fine sviluppano l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sulla base di una preventiva analisi delle reali esigenze dei cittadini e delle imprese, anche utilizzando strumenti per la valutazione del grado di soddisfazione degli utenti;

 

h) partecipazione democratica elettronica. Le pubbliche amministrazioni favoriscono ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all’estero, al processo democratico e per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi.

 

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