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News Pubblicato il 14 gennaio 2016

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News Canone Rai: addio bollettino postale

> News Pubblicato il 14 gennaio 2016

Abbonamento tv: il comunicato dell’Agenzia delle Entrate e della Rai chiarisce il pagamento per chi non ha la residenza o il contratto della luce intestato.

 

Niente più bollettini postali nelle case degli italiani. A chiarirlo trionfalmente è un comunicato congiunto dell’Agenzia delle Entrate e della Rai diffuso ieri. E con una certa dose di ironia che potrebbe suonare sgradita ad alcuni, il fisco poi incalza “Pagare il canone tv è adesso facile come accendere la luce”. Dal 2016 l’imposta sulla detenzione della televisione sarà inclusa automaticamente nella bolletta: l’abbonamento tv resta dovuto una sola volta, per ogni famiglia o per gruppo di persone residenti nella stessa casa. Per tutte le altre abitazioni (seconde case, ecc.) non ci sarà alcun addebito.

 

Niente più bollettino da pagare entro il 31 gennaio, dunque, stando a quanto sinteticamente scritto nel comunicato (una comunicazione, tuttavia, troppo sintetica che lascia aperti numerosi dubbi): il canone verrà addebitato solo nella bolletta elettrica della casa di residenza a prescindere dalla persona a cui è intestata. In virtù dell’addebito nella bolletta elettrica, inoltre, scompare anche il rischio di dimenticare il versamento e di incappare nelle sanzioni per il ritardato pagamento. Sanzioni che, sotto il profilo fiscale, consistono in una sovratassa pari a cinque volte il canone evaso, oltre ovviamente gli interessi e l’aggio dovuto a Equitalia nel caso arrivi la cartella di pagamento. Dal punto di vista penale, invece, esiste solo la contestazione per la falsa autocertificazione presentata al fisco qualora il contribuente dichiari il non possesso della tv senza che ciò corrisponda al vero.

Chi ha il contratto della luce intestato deve pagare il canone anche se non ha apparecchi di ricezione Tv? La Rai risponde che l’unico modo di sfuggire all’obbligo è quello di fare un’autocertificazione da inviare, una volta all’anno, allo sportello Sat delle Entrate, ma le modalità saranno definite da un provvedimento della stessa Agenzia.

Per chi ha, invece, la seconda casa, non ci saranno problemi: sarà la comunicazione alla società elettrica a togliere ogni dubbio e ad escludere il rischio di duplicazione di pagamento. Infatti, come ribadito dalle Entrate, il canone verrà addebitato solo sulla bolletta della luce della casa di residenza, indipendentemente dal numero di ulteriori abitazioni possedute dal titolare.

Il comunicato chiarisce quindi: “Il canone è dovuto una sola volta, per ogni famiglia o per gruppo di persone residenti nella stessa casa (…): il canone verrà addebitato nella bolletta elettrica della casa di residenza a prescindere dalla persona a cui è intestata”.

La “famiglia anagrafica” indicata nella legge di Stabilità è quella descritta dalla legge del 1989 [1]: “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”. Sono comprese, quindi, le coppie di fatto laddove esistono i registri comunali delle unioni civili. Diversamente, i conviventi pagheranno due volte lo stesso canone (100 euro a testa).

Per il 2016 il primo addebito arriverà dopo il 1° luglio ma comprenderà tutte le prime rate (5 o 6, non è chiaro). Per permettere a tutti di conoscere le nuove regole, su tutti i canali della Rai viene inoltre da oggi trasmesso uno spot che illustra le modalità della nuova normativa. La Rai sta inoltre lavorando per attivare nei prossimi giorni un Numero Verde gratuito con cui spiegare ai cittadini tutti i dubbi sul nuovo canone.

note

[1] Art. del Dpr 223/89.

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1 Commento

Ergonomico

15 gennaio 2016 alle 12:34

“coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”????
Cioè se io e mia madre fossimo residenti a indirizzi diversi ma *nello stesso comune* pagheremmo un solo canone?
Secondo me c’è qualcosa che non va.

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